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«Basta con i no, puntiamo su geotermia e sui rigassificatori»

di Silvia Pieraccini

Confindustria Toscana. Presidente Maurizio Bigazzi

2' di lettura

Energia, infrastrutture, cuneo fiscale. Confindustria Toscana batterà su questi tre tasti nei primi incontri con i parlamentari appena eletti nella regione, convinta che siano i nodi strategici da sciogliere per riavviare la ripresa interrotta.

L’energia – qui come altrove – è considerata un pre-requisito per lo sviluppo, in una fase delicata dell’economia regionale che ha già rivisto al ribasso, più volte in questi mesi, le stime di crescita del Pil 2022 (dal +4,6% al +2,2% secondo le ultime previsioni): «Se non risolviamo il problema dell’impennata delle bollette – spiega il presidente degli industriali toscani, Maurizio Bigazzi, che da mesi chiede misure straordinarie – le aziende moriranno. Serve un intervento strutturale. Per il resto noi siamo disponibili a sostenere la ricerca sulle energie rinnovabili, ma occorre semplificare la burocrazia e superare i “no”. Ho chiesto alla Regione impegno sullo sviluppo della geotermia, che è un unicum della Toscana, facendo ricadere i benefici sulle comunità». La geotermia, finora sviluppata da Enel Green Power, oggi assicura sei miliardi di kilowattora all’anno, pari al 35% della produzione elettrica regionale e al 70% della produzione da rinnovabili.

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Il “ristoro” per i territori che ospitano impianti è un tema diventato di grande attualità con la nave rigassificatrice che il Governo ha deciso di installare nel porto di Piombino (Livorno), al centro di polemiche in vista dell’arrivo in primavera: «Noi diciamo sì ai rigassificatori e ai termovalorizzatori (che la Regione Toscana non ha invece previsto per i rifiuti, ndr) – afferma Bigazzi – siamo favorevoli a condizione che si prevedano vantaggi per i cittadini».

La seconda priorità di Confindustria Toscana è rappresentata dalle infrastrutture, che qui vuol dire prima di tutto stazione sotterranea dell’alta velocità ferroviaria di Firenze, destinata a liberare linee in superficie per i treni regionali, progetto mastodontico (prevede un tunnel di sette chilometri da scavare sotto la città) in attesa da più di vent’anni; completamento dell’autostrada Tirrenica Livorno-Civitavecchia che, secondo le ultime previsioni, sarà “solo” un adeguamento a quattro corsie dell’Aurelia; nuova pista dell’aeroporto di Firenze, parallela all’autostrada A11, per potenziare i traffici e aumentare la sicurezza, anch’essa in standby da anni. «La Toscana aspetta queste opere da troppo tempo», ammonisce Bigazzi.

La terza emergenza è la riduzione delle tasse sul lavoro. «Bisogna mettere più soldi in tasca dei lavoratori – dice Bigazzi – per i redditi sotto i 35mila euro serve un intervento serio sul cuneo fiscale, anche perché stanno già cominciando i primi scioperi nelle fabbriche proprio per denunciare l’aumento dei costi, insostenibile con gli stipendi attuali».

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