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Basta con il tira e molla

Gli italiani hanno le scatole piene di un governo che non governa, diviso da risse continue tra i due partiti leader

di Fabio Tamburini

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2' di lettura

Gli italiani hanno le scatole piene di un governo che non governa, diviso da risse continue tra i due partiti leader: il M5S e la Lega. Più esattamente il 72% preferisce andare al voto. Il sondaggio, effettuato dalla Winpoll per conto del Sole 24 Ore, risulta ancora più significativo perché soltanto due mesi fa il partito della crisi di governo era a quota 64%. Non solo. Il 58% degli elettori leghisti, nonostante l’opinione finora negativa del loro leader maximo, Matteo Salvini, è convinto dell’opportunità di ridare la parola agli elettori. La stessa convinzione di buona parte dello stato maggiore della Lega nelle regioni del Nord, dalla Lombardia al Veneto. Vedremo come andrà a finire ma resta un fatto: le difficoltà dell’economia sono evidenti e la richiesta, che arriva dalla società civile, è di avere un governo che decida, che faccia delle scelte, che si assuma la responsabilità di dare la spinta necessaria per superare lo stallo.

Ogni giorno i numeri confermano che l’economia ha tirato il freno. Mercoledì scorso è stata di turno la Lombardia, con la produzione industriale che per la prima volta da sei anni ha chiuso in negativo il secondo trimestre dell’anno. Il giorno dopo è arrivato il verdetto su scala nazionale: l’Italia è in stagnazione, rallentando dopo il marginale recupero congiunturale dei tre mesi precedenti. Chiunque abbia a che fare con il mondo imprenditoriale sa che tira un vento sfavorevole al governo attuale, litigioso e confuso. Certo le aziende continuano sulla loro strada e non mancano numeri positivi, come confermano i risultati semestrali delle società quotate in Borsa. Ma sono il frutto di scelte societarie che raggiungono gli obiettivi nonostante il clima sfavorevole e il teatrino della politica.

Per questo i risultati del sondaggio che pubblichiamo oggi non stupiscono: lo scontento per l’incapacità del governo di prendere i provvedimenti che servirebbero è sempre più diffuso. Mancano idee e la capacità di attuarle. E, contemporaneamente, sono sempre più insopportabili i duelli all’ultimo tweet tra Lega e M5S. Le loro posizioni sono sempre più divaricate: sulla Tav, sulle grandi opere, sulla flat tax, sull’autonomia regionale, sul salario minimo garantito, sulla riforma della giustizia. Salvini e Di Maio sembrano marito e moglie dopo vent’anni di matrimonio. Serve chiarezza. E se non è possibile in una democrazia, piaccia o no, decidono gli elettori. Le forzature nel lungo termine non pagano. Pantalone, cioè gli italiani, non vogliono saldare il conto d’incapacità, verbalismi, confusione a tutto campo.

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