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Basta con la schiavitù delle taglie, viva le curve! Comfort e lusso non sono rivali

Abiti ripensati nella forma e nelle stampe: la moda consolida il suo impatto economico nell'offrire a tutti i consumatori un rapporto ottimale fra tendenze e corpi reali.

di Silvia Paoli

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Vanessa Incontrada per Dolce&Gabbana.

4' di lettura

E se la maglia fosse l'agent provocateur della rivoluzione nella moda? Questa domanda nasce dalle ultime esplorazioni nelle tendenze del vestire, in cui la lavorazione e i materiali hi-tech sono una costante dell'evoluzione delle forme e dei valori che incarnano. L'avvento di nuove giacche formali e, al tempo stesso, informali grazie al jersey, la possibilità di un guardaroba incline allo scambio tra generi e generazioni per la sua vestibilità, la costruzione di uno Zoomwear di classe, dove il comfort e il lusso non sono rivali, fino alla conquista dell'inclusività totale, obiettivo a cui, grazie alla maglieria, ma non solo, il sistema moda si sta muovendo velocemente. AnatoKnit è la maglia messa a punto da AZ Factory , il brand che Alber Elbaz ha lanciato lo scorso gennaio: otto mesi di studi e ricerche per ottenerla. L'obiettivo? Un materiale in grado di realizzare un abito di maglia che sembri un abbraccio, dalla XXS alla 4XL. Lo spirito del couturier, applicato alla realtà, lo ha portato a considerazioni ovvie, ma non banali, come la necessità di non pantografare in scala più ampia i modelli piccoli per raggiungere tutta la clientela, ma ripensarli in fit, a volte anche a rivedere la posizione dei motivi stampati, perché cadano bene e, nel caso della maglia, nel trattamento differente dei diversi colori.

MyBody Puff Shoulder Dress - Red, realizzato con tecnologia AnatoKnit, AZ FACTORY (990 €, indossato su tre conformazioni fisiche diverse).

Lo stereotipo da superare è che ci sia un segmento curvy, una definizione apparentemente inclusiva che, invece, finisce per ghettizzare un certo tipo di donne. «Andare a segmentare regular e curvy è un po' riduttivo», commenta Fabio Assecondi, brand director di Elena Mirò , che ha lanciato, all'ultima Fashion Week di Milano, una capsule firmata da Alessandro Dell'Acqua. «Negli ultimi cinque anni si sta tentando di uscire da questi schemi mentali, da certi paradigmi che non trovano corrispettivi nella vita reale, le donne non vogliono essere rappresentate da stereotipi». Da questo assunto arriva un'automatica conseguenza: se non si vuol coprire un segmento ma tutto, allora Elena Mirò deve prevedere una size extension, non verso l'alto, ma verso il basso. «Perché un capo così bello, ci siamo chiesti in atelier, non deve esistere in una 42?

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Per noi è stata un'epifania: scoprire che noi stessi, che ci credevamo inclusivi, in fondo non lo eravamo. Il nostro motto è sempre stato vestire le donne reali, e possibilmente tutte, ma allora facevamo loro un torto a non dare la stessa scelta in taglie più piccole, non facevamo seguito alle nostre parole». Il ragionamento è lo stesso (in direzione opposta) da quello fatto dai brand del lusso, che hanno aperto, e non solo in sfilata, per immagine e correttezza, alle taglie XXL. A volte, nel caso di Dolce & Gabbana , l'immagine è arrivata dopo la realtà. La size extension della collezione PE2021 (fino alla 54) è stata suggellata di recente con una comunicazione che ritrae uno dei simboli della body positivity in Italia, Vanessa Incontrada, nel remake di alcuni dipinti di Rubens. «So che quando mi selezionano, il valore di quello che faccio va molto oltre la sfilata o la campagna che interpreto».

La modella Paloma Elsesser in un ritratto della serie #DIORSTANDSWITHWOMEN sull'empowerment femminile.

Paloma Elsesser, cover girl del primo numero di Vogue America 2021, non si considera un'attivista della body positivity, ma una sostenitrice («attivista è chi ha una storia, ha sostenuto battaglie, ha una visione teorica», dice, fornendo un utile ripasso a uso di attivisti dell'ultimo minuto). La sua voce, come quella della modella Precious Lee, volto della campagna Versace 2021, enfatizzata dai social media, ha contribuito alle convergenze parallele nella moda, il compromesso storico tra corpi reali e moda di tendenza. «La taglia media delle donne americane è la mia, una 14 (la nostra 50, ndr)», dice Elsesser, dando il senso dell'importanza di queste consumatrici nella moda. I numeri, però, non sono facili da ottenere: per alcuni mercati le plus size partono dalla taglia 46, per altri dalla 50, alcuni per individuare il segmento curvy utilizzano l'indice di massa corporea, quindi le statistiche sono variegate come i corpi che cercano di inquadrare. La piattaforma web Statista sostiene che il valore di questo mercato negli Usa arriverà a 46,6 miliardi di dollari nel 2021.

La modella Precious Lee indossa un abito pezzo unico della Collezione Couture, AREA NYC.

Precious Lee indossa un abito sottoveste in raso, Capsule Antonio Berardi, MARINA RINALDI.

«Oggi la consumatrice curvy ha cambiato radicalmente il suo approccio all'acquisto: si compra non solo per bisogno, ma anche per piacere e gratificazione», dice Lynne Webber, managing director di Marina Rinaldi . «Mentre una volta si cercavano capi importanti, per occasioni speciali, oggi si desidera una gamma quanto più ampia di proposte per ogni momento della giornata». Leisure wear, abiti da red carpet, denim, abbigliamento tecnico per lo sport, lingerie. Su Net-A-Porter, impegnato da tempo con i brand partner a offrire taglie che variano dalla XXXL alla XXXS, dopo il marchio di lingerie e shapewear Skims (il cui motto è Solutions for Every Body), sarà a breve lanciato Nubian Skin che, oltre alle forme, prevede una molteplicità di toni di colore diversi per i differenti incarnati.

Capsule di Alessandro Dell'Acqua per Elena Mirò.

Capsule di Alessandro Dell'Acqua per Elena Mirò.

Lo spostamento verso contenuti fashion più audaci è testimoniato dalle capsule collection in collaborazione con nomi di spicco del fashion system (da Fausto Puglisi ad Antonio Berardi per Marina Rinaldi). «Sento una gran voglia di vestire donne vere e di non adeguarmi al politically correct ipocrita che vuole in passerella almeno una ragazza curvy, come a segnare crocette su immaginarie caselle che tacitano le coscienze», aggiunge Alessandro Dell'Acqua, citando la sua capsule per Elena Mirò. «Ho pensato a una collezione di circa 30 pezzi, dal giorno alla sera, con l'intenzione di rendere tutte le donne sensuali, assecondando la loro vestibilità, senza mai farle cadere nel ridicolo. I processi sono rimasti gli stessi, ma è molto importante lavorare nel rispetto delle esigenze delle consumatrici, scegliendo capi e tessuti che meglio si adattano al corpo. Ho prediletto abiti dalle profonde scollature, cappotti in cashmere e maglieria morbida». Eccola, la maglia, questa rivoluzionaria.

Abito corsetto con schiena nuda in pizzo chantilly avorio, con ricami in pizzo nero, ALEXANDER MC QUEEN (su ordinazione).

Chanel Haute Couture.

Un look Fendi della sfilata SS 2021.

Un look Versace della sfilata SS 2021.

Backstage Etro SS 2021.

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