vino & turismo

Basta Prosecco, c’è troppa confusione: è guerra tra i consorzi

Conegliano-Valdobbiadene Docg prepara la secessione

di Vincenzo Chierchia


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4' di lettura

È guerra sul Prosecco. L'azienda vinicola Col Vetoraz di Valdobbiadene, ha spiegato con una nota le ragioni che l'hanno indotta, già due anni fa, a togliere da etichette e confezioni la dicitura Prosecco conservando solo
quella territoriale Valdobbiadene Docg, motivando la scelta
con la confusione cresciuta negli ultimi anni intorno al vino
veneto. «Oggi - evidenzia l'enologo Loris Dall'Acqua, fra i fondatori
della azienda e presidente della Confraternita di Valdobbiadene
per la tutela della Docg - la nostra immagine e la percezione
della nostra denominazione è alienata dalla presenza di
cinquecento milioni di bottiglie di prosecco generico privo di
storia e di vocazione territoriale. Il grande sistema Prosecco
sta fagocitando la denominazione Conegliano Valdobbiadene per
banalizzare le colline di quest'area a semplice cartolina
d'immagine». Da qui la scelta di Col Vetoraz di rimuovere la dicitura
Prosecco, operazione che, negli ultimi due anni, non avrebbe
prodotto ripercussioni nella platea dei propri clienti storici.
In questi giorni, infine, la Confraternita ha promosso una
petizione fra i produttori della Docg attraverso la quale si
punta a rendere autonoma la denominazione Conegliano
Valdobbiadene Docg rispetto al sistema Prosecco.

Togliere la parola Prosecco dalle etichette «è una partita che riguarda i produttori. Ovviamente dovrà essere modificato il disciplinare.
Penso che togliere repentinamente il nome dalle etichette farà spostare gli acquirenti, soprattutto all'estero, su quelli che hanno il nome» commenta il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, dopo la decisione dell'azienda vinicola Col Vetoraz di rinunciare alla dicitura in etichetta a vantaggio di Valdobbiadene Docg.

«La Denominazione Conegliano - Valdobbiadene Docg ha tutto il diritto di decidere del proprio nome, ovviamente anche di rinunciare al termine Prosecco, ma trovo inspiegabile che in questo si tenda a denigrare il lavoro
degli altri» replica Stefano Zanette, presidente del Consorzio di
tutela del Prosecco Doc, commenta l'iniziativa di Col Vetoraz.


La Prosecco Doc, invece, prosegue Zanette, dati alla mano, ha
sostenuto indirettamente lo sviluppo della Docg. «La produzione
Conegliano Valdobbiadene Docg - spiega - è infatti passata in 10
anni dai 60 milioni di bottiglie del 2009 agli oltre 90 milioni
attuali. Quindi la crescita della Doc ha favorito anche la Docg,
sia in termini di volume che di valore». Rispetto alla petizione avviata dalla Confraternita di Valdobbiadene per ottenere lo scorporo della Conegliano
Valdobbiadene Docg dal sistema Prosecco, Zanette rileva che
tale posizione avrebbe potuto essere assunta «anche 10 anni fa,
con maggior coerenza. In ogni caso uscire in modo così polemico
sembra un'accusa a chi invece ha lavorato con impegno per il
bene comune, di tutto il sistema Prosecco». Il presidente del Consorzio Doc, infine, riconosce al decreto del 2009 firmato dall'allora ministro delle politiche agricole Luca Zaia il merito di aver permesso «di valorizzare il nostro territorio, tutelare il nostro Prosecco e far conoscere e
apprezzare entrambi in tutto il mondo».

Il disciplinare del prosecco Docg prevede già adesso la possibilità di riportare in etichetta anche il nome della località di produzione, senza quello del vino, ma l'eventuale modifica dello stesso disciplinare «prevede
un iter normato dalla legge, normativa europea-italiana, che
richiede un ampio consenso dei produttori e l'approvazione del
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della Commissione Europea» sottolinea in una nota il Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, intervenendo nel dibattito sul superamento del nome Prosecco, a favore di quello della località che esprime il territorio d'origine, nella fattispecie Valdobbiadene. Sulle
aziende che già hanno attuato questo superamento il Consorzio
Docg ha commissionato al Cirve un'indagine sull'etichettatura
delle bottiglie di Conegliano Valdobbiadene: il risultato dice
che il 92% riporta in etichetta il termine Prosecco Superiore,
oltre al luogo di origine. Il Consorzio Docg rileva peraltro che nel 2009, «quando si mise ordine al mondo Prosecco con la distinzione di Doc e Docg, tutti i produttori procedevano insieme, mossi dall'idea
condivisa di tutelare il nome Prosecco, di garantire una
trasparenza del mercato e qualità del prodotto a favore anche
del nostro territorio. In particolare, si voleva disinnescare la
minaccia di produttori italiani e stranieri che avrebbero
coltivato il vitigno altrove e prodotto il Prosecco in tutto il
territorio nazionale e anche all'estero». Questi obiettivi,
viene sottolineato, «sono stati raggiunti ampiamente e il
successo derivato da queste scelte è stato un successo di tutti
e di cui tutta la denominazione sta godendo». Il Consorzio
osserva tuttavia che questo lavoro «non è terminato con il
successo commerciale e burocratico di tutela di un marchio ma
procede spedito oggi con la valorizzazione della qualità del
prodotto e la diffusione tra i consumatori italiani e stranieri
della conoscenza del suo territorio d'origine, le colline tra
Conegliano e Valdobbiadene oggi insignite del riconoscimento
Unesco».

Le Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene (Associazione Temporanea di Scopo composta da Provincia di Treviso, Camera di Commercio Treviso, Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene, Ipa Terre Alte), insieme ai rappresentati della Regione del Veneto e delle
Università di Venezia e Padova, hanno incontrato oggi i 29 Comuni che hanno sottoscritto il Protocollo d'Intesa per condividere una pianificazione urbanistica a tutela e salvaguardia del sito Unesco.
Lo strumento per raggiungere tale scopo è il “Disciplinare
Tecnico” del Sito Unesco “Le Colline del Prosecco di Conegliano
e Valdobbiadene”, individuato già nel 2016 con la sottoscrizione
del protocollo tra Regione e 29 amministrazioni comunali
ricomprese nell'ambito del sito allora candidato. Nel documento
sono definite le linee guida, il cui rispetto garantisce il
raggiungimento degli obiettivi di qualità paesaggistica, di
conservazione dei caratteri d'integrità e autenticità del
paesaggio del sito. Questo può avvenire attraverso il
perfezionamento degli strumenti di pianificazione urbanistica e
dei regolamenti edilizi vigenti dei 29 Comuni interessati, che
devono essere uniformati sulla base dei valori riconosciuti
dall'UNESCO e degli obiettivi di valorizzazione, salvaguardia e
tutela che ne derivano, armonizzandone i contenuti con le
previsioni della Legge regionale n.11 del 2004 ed i relativi
atti di indirizzo. Il testo è frutto di due anni di attività di un Gruppo di
lavoro appositamente istituito - composto da esperti regionali,
del Mibac, del Consorzio di tutela del Prosecco ed altri - e del
tavolo tecnico, del quale fanno parte tecnici comunali e
regionali. Nell'incontro di oggi il risultato di questo lavoro è
stato condiviso con tutte le amministrazioni comunali, ed
ulteriormente perfezionato sulla base delle Raccomandazioni
formulate dall'Unesco nelle sessioni di lavoro svoltesi a Baku.

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