agricoltura

#bastacinghiali: la Coldiretti protesta davanti a Montecitorio

Gli agricoltori in piazza per denunciare i danni da fauna selvatica nei campi

di Micaela Cappellini


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2' di lettura

In Italia ci sono diecimila incidenti stradali all'anno causati da animali selvatici, con 13 morti nei primi nove mesi del 2019 contro gli undici registrati in tutto l'anno precedente. Colpa dei cinghiali, soprattutto: ormai in giro - e non solo per le campagne - ce ne sono 2 milioni e il loro numero è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni. E non causano solo incidenti, ma daneggiano sensibilmente le coltivazioni dei nostri agricoltori. Per questo la Coldiretti questa mattina è scesa in piazza, davanti a Montecitorio a Roma: centinaia di di agricoltori, allevatori, cittadini e ambientalisti per protestare contro l'invasione dei cinghiali e degli animali selvatici.

L'eccessiva presenza di animali selvatici rappresenta un rischio per l'agroalimentare italiano, visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche nazionali. Nella dorsale appenninica le popolazioni di cinghiali guadagnano terreno rispetto alla presenza umana con una concentrazione media di un animale ogni cinque abitanti in una fascia territoriale segnata già dalla tendenza allo spopolamento per l'indebolimento delle attività tradizionali. C'è chi si è trovato un centinaio di cinghiali a pochi metri dalla porta di casa; c'è chi raccoglieva il mais di sera col trattore seguito passo passo dal branco che mangiava le pannocchie rimaste, senza essere neppure disturbato dal rumore; e c’è chi ha visto i cinghiali arrampicarsi sulle vigne per mangiare l'uva.

La risposta della ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, non si è fatta attendere: «Abbiamo sbloccato il decreto per il riconoscimento dei danni subiti e sentit o il parere della Conferenza Stato-Regioni. Dobbiamo dare una soluzione strutturale» ha detto, intervenendo dal palco della manifestazione a Piazza Montecitorio.

Oltre a danneggiare l’agricoltura, la proliferazione senza freni dei cinghiali è diventata una minaccia anche per la sicurezza dei cittadini. A cominciare dalla sicurezza stradale: secondo le stime della Coldiretti, il numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato del 81% sulle strade provinciali nel periodo 2010-2018. E se su arterie statali, provinciali e comunali non ci sono quasi mai reti di respingimento contro i selvatici, sulle autostrade invece si trovano le protezioni ma non sempre sono efficaci. Migliaia di incidenti da nord a sud della Penisola fanno registrare danni per milioni di euro fra costi per riparazioni meccaniche e di carrozzeria alle auto e spese sanitarie per le persone rimaste ferite e contuse.

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