DENTRO I NUMERI

Basteranno le risorse per pagare le pensioni degli italiani?

Dall’allarme di Moodys’ agli studio sulla remuneratività delle pensioni degli italiani, le prospettive per il sistema previdenziale italiano non sono delle migliori

di Marco lo Conte

Dall’allarme di Moodys’ agli studio sulla remuneratività delle pensioni degli italiani, le prospettive per il sistema previdenziale italiano non sono delle migliori


2' di lettura

Non resterà sostenibile a lungo il sistema previdenziale italiano. La frase rassicurante che ministri e vertici dell'Inps da decenni ripetono, sbiadisce sempre più. Per osservare il quadro nel suo insieme si può partire dall'ultimo allarme diffuso negli ultimi giorni da Moody's: da qui al 2030 l'invecchiamento della popolazione potrebbe spingere a un aumento della spesa pensionistica e a un aumento dell' indebitamento pari al 5% del Pil, ossia circa 80 miliardi in più; che diventano circa 240, ossia il 15% del Pil, da qui al 2040.

Numeri che l'Italia - con un debito/Pil oltre al 130% del Pil, rischia di non poter sostenere. Si può essere scettici sull'agenzia di rating; ma la concordanza di allarmi lascia poco spazio all'ottimismo. L'evidente decrescita della sostenibilità del sistema previdenziale italiano è nei numeri dell'elaborazione di Carlo Mazzaferro per WorkINPS Papers, che ha calcolato la proporzione tra quanto incassato come pensione e i contributi versati nel corso della vita lavorativa: la generosità del passato si traduce nel passaggio dall'1,99 euro di pensione per ogni euro versato per chi ha smesso di lavorare nel 1995, all'1,21 di è andato in pensione nel 2017; che scende a quota 1,14 per chi smette di lavorare a 67 anni, contro l'1,59% per chi esce dal lavoro a 60.

Già ora lo Stato trasferisce dalla fiscalità generale 110 miliardi di euro l'anno per garantire prestazioni previdenziali e assistenziali. Una cifra che cresce di anno in anno sulla base di parametri tecnici e non discrezionali: ma che molto difficilmente può impennarsi per diversi miliardi, per evidente penuria di risorse e di indebitamento già avviato. Il risparmio privato può correre in soccorso di questa crisi prospettiva? 

Assumendo che ciò avverrebbe solo volontariamente e non forzosamente, le prospettive non sono rosee: secondo le simulazioni di Moody's, il risparmio degli italiani tenderà a ridursi entro il 2040. Un soccorso da parte delle banche centrali sarà benvenuto; nella speranza che la Bce abbia in futuro ancora munizioni. Poco consola la comunanza con la Grecia, in particolare, su questo fronte, mentre i trend demografici di Giappone e Portogallo, secondo le simulazioni di Moody's, produrranno un aumento dell'indebitamento solo del 5% da qui al 2040.

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