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Batterie e impianti gas, gara da 3 miliardi

La procedura di Terna per partecipare all’asta per la fornitura di capacità di energia elettrica (capacity market) relativa al 2024 è partita a fine novembre con l’obiettivo di tenere la competizione il prossimo 22 febbraio

di Laura Serafini

3' di lettura

La procedura per partecipare all’asta per la fornitura di capacità di energia elettrica (capacity market) relativa al 2024 e indetta da Terna è partita a fine novembre con l’obiettivo di tenere la competizione il prossimo 22 febbraio. L’attenzione degli operatori del mercato della generazione elettrica, che attraverso impianti a gas, impianti rinnovabili e, a partire da questa edizione in modo più chiaro e definito, e anche attraverso sistemi di accumulo (le batterie), intendono partecipare alla competizione è già alta. Terna renderà noto solo all’ultimo momento, presumibilmente intorno a metà febbraio, l’entità della capacità che verrà effettivamente messa in asta. Ma indicazioni in qualche modo sono già emerse e con tutta probabilità si tratterà di un ammontare inferiore ai quantitativi messi a gara nella precedente asta per il 2023, nella quale si poteva concorrere per una capacità complessiva di 4,3 gigawatt.

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Le dimensioni

Le dimensioni sulle quali si ragiona per questa edizione sono più vicine a 3 che non a 4 gigawatt. In buona parte questa capacità sarà assorbita da progetti che avevano già concorso all’asta per il 2023. Ma a fine ottobre Terna aveva risolto i contratti di fornitura già firmati perché nel frattempo non erano state ottenute tutte le autorizzazioni necessarie per la costruzione o il potenziamento degli impianti. I contratti risolti sono relativi a circa 2,3 gigawatt di potenza, a fronte di impianti da realizzare che presupponevano investimenti per 2-3 miliardi di euro. Coloro di questi che avranno un iter di autorizzazione previsto andare a buon fine entro metà 2022, in modo da vedere realizzati gli impianti entro fine 2023, potranno partecipare all’asta per il 2024. Questo fa ritenere che a fronte dei circa 3 gigawatt messi in campo, gli investimenti collegati saranno di almeno 3 miliardi.

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Impianti esclusi

Dagli impianti esclusi dal 2023, però, va tolto l’impianto a gas da 500 megawatt che l’Enel intende realizzare a La Spezia, dopo la chiusura della centrale a carbone prevista per il 31 dicembre. Terna ha risolto con Enel il contratto per la capacità 2023 e la società elettrica, a sua volta, ha dovuto cancellare la commessa con Ansaldo Energia per le turbine, contratto che aveva un valore di svariate decine di milioni di euro. Il gruppo elettrico, in verità, non ha sciolto le riserve sulla partecipazione dell’impianto di La Spezia all’asta 2024, nonostante sia arrivata l’autorizzazione del ministero per la Transizione ecologica qualche giorno fa. C’è infatti ancora tutto il percorso di approvazione degli enti locali, che vedono la prospettiva con riluttanza. Questo dossier, come peraltro altri relativi a impianti da realizzare e che trovano obiezioni da parte del territorio, sono stati avocati dal ministero per cercare di trovare una quadra e, dove possibile, accelerare gli iter approvativi.

Va ricordato che le aste per la capacità prevedono la possibilità di fornire energia elettrica per 15 anni a un prezzo sul quale è riconosciuto un premio e aggiudicato durante la competizione: questo meccanismo consente di rendere bancabili i piani di finanziamento delle nuove centrali, ma si tratta di forme di incentivazione sono destinate a pesare sulla bolletta elettrica. Per questo motivo Terna è molto attenta nel calcolo preciso delle effettive necessità future di capacità, al fine di contenere l’impatto per il consumatore finale. Nell’asta 2024 sono previsti 550 megawatt dedicati alla Sardegna, per accompagnare il processo di chiusura delle centrali a carbone, e regole più chiare e flessibili per consentire la partecipazione di nuovi operatori con i sistemi di accumulo.

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