arte contemporanea

Battino (Il Ponte): «Riscoprire i maestri trascurati dal mercato»

In asta oculatezza e selezione. Inseguire le mode porta solo alla speculazione com’è accaduto anche per alcuni nomi storici dell’arte del dopoguerra italiana. Le proposte nell’asta del 10 dicembre

di Marilena Pirrelli

Hans Hartung, «T1955-16», 1955, olio su tela, cm 81x65 (particolare)

2' di lettura

In un mercato dell’arte che talvolta rischia di essere ipervalutato e seguire le mode: “la parola chiave è oculatezza” è convinto Freddy Battino direttore del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea della casa d’asta Il Ponte . “Sono sempre più ricercate dal mercato le opere rappresentative di un determinato contesto storico-culturale e dal significativo curriculum espositivo, opere fuori da ogni moda, di qualità e corredate da una ricca documentazione”. Insomma mentre sui social media si rincorre l’arte provocazione Battino spiega che oggi: “l'obiettivo è riscoprire i maestri trascurati dal mercato, anticipando i trend e conciliando l'aspetto culturale a quello economico, poiché la domanda sta diventando progressivamente più selettiva”.

Per questo Battino ha focalizzato le aste di arte moderna e contemporanea sulla riscoperta di autori del 900: “La mia ambizione è quella di esportare l'arte italiana all'estero, non intendiamo aprire sede all'estero, ma lavorare con i compratori esteri dall'Italia, per questo selezioniamo opere di carattere internazionale. Nell’asta di Arte Moderna e Contemporanea del 10 e 11 dicembre in via Pontaccio a Milano presentiamo Undici, la scultura di Fausto Melotti del 1971 proposta a 70.000-100.000 euro, La fille de la statue del 1926-26 di Alberto Savinio, un ricamo del 1989 di Alighiero Boetti, un olio su tela di Irma Blank del 1988, Misura di rosso - giallo - azzurro 1966 di Antonio Calderara accanto a un’opera storica del 1955 di Hans Hartung, stimata 150.000-200.000 euro, seguita da opere di Ben Nicholson, Victor Vasarely, Vieira da Silva”. I risultati sino ad oggi nel comparto sono più che positivi: “Il fatturato del dipartimento è in crescita - conferma –, ha toccato gli 8,3 milioni di euro nell'asta di giugno, con il 235% sul battuto, 99 lotti venduti su 100 solo nella prima giornata d'asta ed il 60% di lotti aggiudicato a buyers esteri”.

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“Il mercato italiano è in difficoltà perché in questi anni i compratori hanno guadagnato troppo e troppo velocemente seguendo trend speculativi. Le opere sono arrivate a prezzi che oggi la domanda non è più in grado di assorbire ed è possibile un’inversione di tendenza, anche perché su alcuni artisti il mercato è troppo piccolo e legato a fattori psicologici: gli invenduti fanno perdere interesse anche per tanti artisti validi, pensiamo persino a Castellani, Bonalumi e Scheggi saliti velocemente negli anni scorsi e oggi in affanno in asta”. La prudenza e una corretta due diligence dovrebbero essere sempre alla base di un’acquisto d’arte.

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