LETTERA AL RISPARMIATORE

BB Biotech scommette sulle cure nell’oncologia L’incognita delle valute

di Vittorio Carlini


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5' di lettura

Proseguire il monitoraggio, e l’investimento, sul settore dell’oncologia. Poi: valutare gli sviluppi delle cure per le malattie neurologiche. Ancora: analizzare caso per caso, con un approccio più tattico, le opportunità nel mondo delle malattie rare. Sono tra i focus di BB Biotech a sostegno della propria attività e, quindi, del portafoglio azionario.

Il business del fondo chiuso specializzato nelle biotecnologie, a ben vedere, nel secondo trimestre dell’anno è stato contraddistinto dalla crescita. Il Net asset value (Nav) del titolo, quotato a Piazza Affari, Francoforte e Zurigo è salito in franchi svizzeri del 3,2%.

Con il che l’utile si è assestato a 103 milioni (sempre in franchi). Sull’intera prima parte dell’anno, invece, il profitto netto ha raggiunto 478 milioni a fronte della perdita fatta segnare nello stesso periodo del 2016. Alla dinamica indicata ha dato il suo contributo l’acquisizione, da parte di Johnson & Johnson, di Actelion (titolo che era detenuto in portafoglio da BB Biotech).

IL PORTAFOGLIO TITOLI

Prime 10 posizioni al 30/6/2017. In percentuale

Un’operazione che, è la considerazione del risparmiatore, potrebbe indurre a pensare come l’M&A abbia offerto un contributo più che rilevante alla redditività di BB Biotech. Certo: le operazioni straordinarie costituiscono un’eventualità dell’investimento in Borsa. E, tuttavia, potrebbe sembrare che la strategia di gestione del portafoglio abbia recitato un ruolo di secondo piano.

SETTORI DEL PORTAFOGLIO

Dati in percentuale al 30/06/2017

BB Biotech rigetta la considerazione. In primis, è l’indicazione, l’evento in oggetto ha contribuito per meno del 10% al risultato raggiunto. Inoltre, sottolinea sempre la società, il ritorno sulla partecipazione in Actelion è di lungo periodo. Oltre 750 milioni di franchi svizzeri in utili cumulati in diversi esercizi. Infine le acquisizioni non costituiscono fatti «estemporanei», bensì variabili da considerarsi all’interno delle stesse strategie d’investimento. Quindi, conclude BB Biotech, è la sua asset allocation ad essere stata premiata.

DIVERSIFICAZIONE DELLE VALUTE

Dati in percentuale al 30/06/2017

Al di là del tema dell’M&A l’investitore guarda un altro aspetto: le prospettive del comparto azionario biotecnologico. Su questo fronte la domanda è: il settore è a rischio di bolla come l’S&P 500? La risposta, dando per scontato che nessuno può prevedere il futuro dei listini, è articolata. Dapprima deve ricordarsi che, riguardo allo stesso paniere delle 500 maggiori capitalizzazioni di Wall Street, non c’è vera unanimità sulla sopravvalutazione del medesimo. Alcuni esperti, dapprima, indicano che il P/e stimato sul 2017 (19,09 secondo il terminale Bloomberg) è superiore a quello degli anni passati ma non così elevato (20,65 lo scorso anno). E, poi, sottolineano che comunque la liquidità in eccesso sostiene i corsi azionari.

BB BIOTECH A PIAZZA AFFARI

Base 26/07/2016=100

Altri operatori, invece, ricordano che considerare il semplice P/e è insufficiente. Bisogna utilizzare, almeno, il Price to earning di Shiller. Questo infatti, calcolato sugli utili dell’S&P 500 di un decennio, elimina l’effetto del ciclo economico. Ebbene: l’indicatore in oggetto viaggia attualmente intorno a quota 30. Vale a dire un valore più in alto dell’82,7% rispetto alla sua media storica. Con il che l’indice in oggetto sarebbe a rischio bolla.

Ciò detto quali, allora, le valutazioni sul Nasdaq Biotechnology Index (Nbi), il paniere più rappresentativo del comparto? Qui, deve ricordarsi, il 2016 è stato un annus horribilis. Il Nbi ha ceduto il 21,34%. A fronte di una simile dinamica si capisce perchè, a differenza dell’S&P 500, gli esperti sono maggiormente disposti a non considerare il Nasdaq Biotechnology Index così caro.

Secondo il terminale Bloomberg il rapporto tra prezzo e utili, solo per le aziende redditizie, sul 2017 è stimato a 17,75 volte. Ebbene: il ratio, nonostante il Nbi da inizio anno sia salito del 23,08% (chiusura al 26/7/2017), è in linea con quello dello scorso esercizio. Non solo: rispetto al 2015 ( P/e a 24,34) e 2014 (Price to earnings di 27,69) il rapporto si trova ad un livello ben inferiore.

Il che, per l’appunto, induce la suggestione di un comparto finora non sopravvalutato. La considerazione è condivisa da BB Biotech. Il fondo specializzato, oltre ai multipli di settore, ricorda un altro elemento: le approvazioni di nuovi farmaci. Nella prima metà del 2017, è l’indicazione, l’ok della Food and drug administration (Fda) statunitense ha riguardato 23 medicine. Un numero elevato: sull’intero 2016 c’erano state solo 22 approvazioni. L’andamento, spiega BB Biotech, è importante: il carburante del motore delle biotecnologie, infatti, è anche e soprattutto il lancio sul mercato di nuove molecole. Peraltro, aggiunge sempre la società, i flussi d’importanti fondi d’investimento indicano che c’è il ritorno d’interesse sul settore. Infine: dopo l’operazione di Johnson & Johson su Actelion, l’appeal per l’ulteriore M&A è salito. In conclusione, afferma BB Biotech, la sua prospettiva sul comparto è positiva.

Fin qui alcune considerazioni riguardo le dinamiche di Borsa e i conti di BB Biotech. E, però, il risparmiatore è interessato alle strategie d’investimento del fondo. Qui, per l’appunto, un focus rimane sul settore oncologico e quello della neurologia.

In tal senso, rispetto al primo settore (41,3% il suo peso nel portafoglio), può ricordarsi che al 30 giugno scorso le prime due posizioni per peso d’investimento nel proprio portafoglio sono Incyte (12,7%) e Celgene (12,1%). Vale a dire due aziende attive soprattutto nel ricercare farmaci anti-tumore. Non solo. Rispetto alle medicine oncologiche, nel 2017, c’è stato l’esordio sul mercato statunitense di Zejula. Cioè: un prodotto realizzato da Tesaro (3,5% l’incidenza sul portafoglio di BB Biotech) finalizzato al trattamento del cancro ovarico ricorrente. Riguardo, invece, alle malattie neurologiche può ricordarsi l’investimento su Neurocrine Bioscences. Anche questa società, compresa nelle 10 principali posizioni del fondo chiuso (4,6%), ha visto una propria soluzione (Ingrezza) ricevere l’ok da parte della Fda. Si tratta di un farmaco che, in parole semplici, contrasta la discinesia tardiva. Vale a dire: una grave e spesso irreversibile patologia iatrogena (effetti collaterali di altri farmaci) caratterizzata da movimenti involontari quasi sempre del viso.

Ciò detto, però, BB Biotech punta anche su altre aree. Tra queste quella delle malattie rare che, nella strategia del fondo al 30/6/2017, si sono assestate ad un’incidenza del 26%. All’interno del comparto può ricordarsi l’investimento, salito al 10,9% di peso nel portafoglio, su Ionis Pharmaceuticals. Un’azienda che, ad esempio, è attività nell’ambito della «rare disease» dell’atrofia muscolare spinale su bambini e neonati. L’impegno sulle malattie orfane è, però, più tattico che di ampia strategia. La caratteristica stessa di queste patologie, infatti, consente esclusivamente investimenti caso per caso. Insomma: la selezione dei titoli deve essere molto, molto accurata.

Ma non è solamente una questione di settori. Il risparmiatore ricorda che, soprattutto a causa del (presunto) «movimentismo» dell’attuale presidente Usa Donald Trump, il dollaro nel 2017 si è svalutato. Un andamento che, a fronte della denominazione in euro o franchi svizzeri del Nav di BB Biotech, può limitare l’efficacia degli investimenti dello stesso fondo quotato. La società rigetta il timore. Certo: sul breve periodo, è l’indicazione, l’attuale andamento del biglietto verde può impattare il Net asset value. E tuttavia, aggiunge BB Biotech, più sul lungo periodo l’export delle aziende di settore ne trae beneficio. Un elemento in più, oltre alle positive aspettative sulle trimestrali, che secondo il fondo quotato dovrebbe sostenere il proprio portafoglio.

Infine il rapporto tra Nav e titolo. Questo, a ben vedere, è a sconto per una percentuale del 3,6% (media annua al 30/6/2017). Si tratta di un valore più limitato rispetto ai dati storici del passato. Il che può indurre a pensare che lo spazio per l’ulteriore potenziale crescita dell’azione sia limitato. BB Biotech non condivide la considerazione. In primis, alla fine dello scorso anno, il titolo era addirittura a premio. Poi si è ricreato lo sconto. Ciò che realmente conta, dice BB Biotech, è il portafoglio. E questo, viene sottolineato, funziona bene. Tanto che il fondo chiuso prevede di archiviare il 2017 con un profitto rispetto alla perdita del 2016.

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