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B&B, il dossier Gdf sull’evasione. Sottratti al Fisco 113 milioni tra imposte e Iva

Nell’ultimo triennio svolti 2.220 controlli. Il dettaglio degli illeciti in tutta Italia

di Ivan Cimmarusti

3' di lettura

Bed and breakfast nel mirino della Guardia di finanza. Nell’ultimo triennio sono stati svolti 2.220 controlli, che hanno consentito di individuare una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte dirette per oltre 68 milioni di euro e di Iva dovuta per più di 45 milioni. Le verifiche ora si fanno stringenti.

Business in crescita

Il dossier è stato elaborato nell’ambito dell’azione di contrasto agli illeciti legati al mercato degli affitti brevi, un business in forte crescita in molte città italiane. Si pensi che città come Roma, Milano, Venezia e Firenze presentano canoni medi al giorno che vanno dai 165 euro di Firenze ai 200 di Milano per i monolocali, mentre per i bilocali si va dai 115 ai 150.

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Prezzi che scendono lievemente in città come Bologna, Verona, Matera, Padova, Genova e Torino, dove si oscilla tra i 100 e gli 80 euro a notte per i monolocali, tra i 135 e i cento euro per i bilocali.

Napoli, Cagliari, Bari, Trieste e Parma vanno invece tra i 75 e i 65 euro a notte per i monolocali, tra i 95 e i 90 per i bilocali.

Chiudono la fila Palermo, Brescia, Catania, Reggio Calabria e Taranto: dai 60 ai 50 euro per i monolocali, dagli 85 ai 60 per i bilocali.

Le verifiche della Guardia di finanza

Le verifiche investigative hanno fatto emergere, però, fenomeni di evasione. Per questo la Guardia di finanza ha avviato controlli fiscali nei confronti di target individuati sulla base di attività di intelligence, analisi di rischio e controllo economico del territorio, anche al fine di proteggere le imprese oneste che operano nel settore. In alcuni casi, è precisato nel dossier, gli accertamenti sono nati anche da segnalazioni giunte dai cittadini.

Tra le operazioni più articolate nel comparto c’è quella svolta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Cagliari, che ha individuato un gruppo societario svizzero-tedesco attivo nel settore delle locazioni turistiche di immobili di elevato pregio, che procedeva alla preventiva locazione da terzi di un cospicuo numero di ville in Sardegna ai fini della successiva sub-locazione a turisti stranieri, per periodi a cadenza per lo più settimanale.

All’esito delle attività di polizia giudiziaria è stato accertato che mediante l’interposizione di una società di diritto elvetico – di fatto gestita in Italia – sono stati sottratti a tassazione in Italia ricavi per oltre 34 milioni di euro, evadendo Iva per più di 4 milioni di euro.

Operazioni in tutta Italia

Operazioni, però, risultano essere state svolte in tutta Italia.

Venezia - sono state scoperte 31 strutture ricettive completamente abusive, in alcune delle quali le camere o i posti letto erano ricavati in magazzini, ripostigli, garage o altri posti angusti (ad esempio sgabuzzini o sottoscale), in condizioni igieniche e sanitarie precarie.In tale contesto sono stati effettuati controlli anche nei confronti dei cosiddetti “boat and breakfast”, ossia imbarcazioni adibite al pernottamento dei turisti, individuando 4 unità da diporto che operavano in modo abusivo;

Perugia - sono state scoperte 14 strutture ricettive abusive e/o irregolari, che avevano omesso gli adempimenti comunicativi ai competenti uffici comunali connessi all’inizio delle attività;

Livorno - un controllo fiscale nei confronti di un soggetto che affittava abitualmente “in nero” diversi immobili ubicati in città, ha permesso di constatare ricavi non dichiarati per oltre 200mila euro nell’arco di tre periodi d’imposta;

Ancona - svolti oltre 200 controlli su tutto il territorio provinciale e rilevato diverse irregolarità, come la mancata trasmissione delle comunicazioni obbligatorie alla Questura o al Comune di riferimento;

Brindisi - individuato un “bed & breakfast” di lusso sconosciuto al Fisco che dal 2020 aveva omesso di dichiarare i ricavi conseguiti.

Controlli nell’ultimo triennio

In via complementare all’esecuzione delle attività ispettive più complesse, i Reparti della Guardia di finanza hanno svolto nell'ultimo triennio complessivamente ulteriori 2.220 interventi, che hanno consentito di constatare una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte dirette per oltre 68 milioni di euro e Iva dovuta per più di 45 milioni di euro.

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