Catene alberghiere

B&B Hotels Italia vara progetti per 300 milioni e punta all’Est Europa

Alla filiale la responsabilità dello sviluppo dei nuovi mercati mentre in Italia entro la fine dell’anno verrà aperta una decina di nuovi alberghi. Positivo il sentiment per i prossimi mesi

di Enrico Netti

2' di lettura

Alla sede italiana di B&B Hotels Goldman Sachs affida 300 milioni per lo sviluppo della catena nell’Est Europa e in Italia. «Nella prima fase il piano d’espansione coinvolge Ungheria, con un hotel che verrà inaugurato tra pochi giorni a Budapest, due progetti di ristrutturazione in Slovenia per quasi 14 milioni, una in Croazia da 9 milioni mentre il Gruppo sta valutando con interesse le opportunità che offre la Bulgaria dove abbiamo in corso alcune negoziazioni nelle principali destinazioni - anticipa Valerio Duchini, presidente e ad della filiale italiana con la responsabilità sulla regione -. La nostra strategia prevede inoltre la partecipazione di partner finanziari e/o immobiliari. Il budget viene stanziato e tarato in base alle all’opportunità al mercato di riferimento». Per lo sbarco nell’Est Europa Goldman Sachs ha affidato a Duchini 100 milioni. I nuovi hotels seguiranno i modelli di gestione e di design di quelli italiani a partire dall’arredamento che quasi sempre sarà tutto made in Italy.

Alla Penisola sono destinati i restanti 200 milioni, risorse che verranno impiegate per altre acquisizioni sulla falsariga dell'operazione di fine giugno che ha coinvolto le quattro strutture del Gruppo Mini Hotels a Milano. «Entro fine anno probabilmente aggiungeremo una decina di alberghi al nostro portfoglio» continua l’ad di B&B Hotels Italia. Per quanto riguarda la stagione estiva il bilancio che traccia Duchini è più che positivo. «I ricavi per camera si sono avvicinati al 95% del valore 2019 che per molte destinazioni estive tra cui Savona, Pescara, Palermo, Napoli, Affi (vicino al lago di Garda ndr), Cortina d’Ampezzo e Bolzano si è arrivati a oltre il 97% - continua il presidente -. Oltre a tedeschi, francesi e olandesi si è visto il ritorno degli americani prevalentemente nelle destinazioni d’arte come Roma, Firenze e Napoli». Per quanto riguarda la clientela del segmento business, Pmi e professionisti che valgono circa l’65% dei ricavi da inizio anno, per Duchini gli arrivi continuano. «Abbiamo una aspettativa di ripresa per l’ultimo trimestre 2021 grazie alla ripartenza delle fiere in presenza - aggiunge -. Discorso differente per quelli delle multinazionali e delle grandi corporation che a causa delle regole interne hanno visto una forte riduzione delle trasferte e l'implementazione dello smart working con l'introduzione di video conferenze e riunioni online». Clientela che secondo l’ad riprenderà a viaggiare dall’inizio del prossimo anno. Il positivo andamento registrato nei mesi estivi lascia ben sperare per i prossimi mesi. «Abbiamo aspettative promettenti per l’inverno, sia per le città d'arte che le località montane. La clientela italiana sarà ancora predominante con quella europea di prossimità. Da novembre ci attendiamo il ritorno della clientela americana ma per quella proveniente dall’estremo oriente dovremo attendere la seconda metà del 2022, con la ripartenza dei voli diretti».

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