forward guidance

Bce accomodante anche dopo la fine del Qe: riacquisterà titoli in scadenza per un lungo periodo

di Isabella Bufacchi


La diretta della conferenza stampa di Mario Draghi

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
FRANCOFORTE - Nell'annunciare la fine del Qe, degli acquisti netti di attività, al 31 dicembre 2018, la Bce oggi ha aggiunto un elemento importante per continuare l'impostazione di una politica monetaria accomodante, rafforzandola per la forward guidance: il reinvestimento del capitale rimborsato dei titoli in scadenza acquistati nell'Asset purchase programme, che orbitano sui 2.500 miliardi, continuerà per un prolungato periodo di tempo dopo l'avvio del rialzo dei tassi e comunque finché sarà necessario per mantenere la liquidità.

Rialzo che al momento rimane ancorato alla decisione di mantenere i livelli attuali almeno fino all'estate del 2019. Il mercato non può rimanere deluso: chi si aspettava un reinvestimento per “almeno due anni” è andato oltre alla linea della Bce, che resta confermata sulla massima flessibilità.

«Intendiamo reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e dopo la data del primo aumento dei tassi, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario», ha confermato il presidente della Bce Mario Draghi in conferenza stampa a Francoforte.

La Bce ha deciso di continuare a rispettare il mercato, reinvestendo in un nuovo titolo con la stessa scadenza del titolo rimborsato, salvo aggiustamenti tecnici di natura operativa: la Bce non sarà dunque invasiva come la Federal Reserve che nella cosiddetta operazione Twist ha venduto titoli a breve termine per acquistarne di più a lungo termine.

Draghi ha anche accennato alla possibilità che la Bce decida di effettuare nuove iniezioni di liquidità alle banche, le cosiddette Tltro (Targeted long term refinancing operation), senza tuttavia sbilanciarsi: «In Consiglio - ha detto - la questione delle aste Tltro è stata sollevata da qualcuno, ma non se e è parlato nella sostanza. È qualcosa su cui stiamo riflettendo, fanno parte della nostra scatola di strumenti».

Tutto questo nel quadro di un’economia in rallentamento. Secondo le stime degli economisti della Bce il prodotto interno lordo dell'Eurozona crescerà al ritmo dell'1,9% nel 2018, dell'1,7% nel 2019 e nel 2020. A settembre le previsioni erano per una crescita annua del Pil del 2,0% nel 2018, dell'1,8% nel 2019 e dell'1,7% nel 2020. Per il 2021, la Bce prevede invece una crescita pari all'1,5.

Gli esperti della Bce si attendono che l'inflazione cresca al ritmo dell'1,8% quest'anno,dell'1,6% nel 2019 e dell'1,7% nel 2020. Nel 2021 invece i prezzi dovrebbero salire dell'1,8%. La stima per il 2018 è stata rivista leggermente al rialzo, quella per il 2019 al ribasso.

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