le pagelle srep dell’ssm

Bce: banche europee solide ma scarse in redditività, gestione e business model

Bene su adeguatezza patrimoniale e liquidità, male su modelli imprenditoriali, governance e rischi operativi: così la Bce su 109 banche significative europee

di Isabella Bufacchi


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5' di lettura

Le 109 banche europee significative vigilate dall’SSM, il meccanismo unico di supervisione bancaria della Bce, sono nel complesso patrimonialmente solide ma sono carenti in redditività e dunque resterano sotto stretta sorveglianza dei supervisori. Il tallone d’Achille del sistema, una debolezza strutturale che va affrontata e risolta, è data dagli utili che per la maggior parte degli enti creditizi significativi sono inferiori al costo del capitale. Questa carenza mina la resilienza e sostenibilità dei modelli di business.

È questo in estrema sintesi il messaggio in chiaroscuro emerso dall’esito degli esami Srep (Supervisory review and evaluation process,processo di revisione e valutazione prudenziale) annunciati oggi dall’SSM sulle banche significative sotto la sua diretta supervisione.

La vigilanza SSM ha dato con gli Srep 2019 che si applicano per il 2020 la sua forward guidance su come si muoverà in futuro e cosa le banche si possono aspettare: i supervisori si focalizzeranno di più nelle aree fonti di maggiore preoccupazione, che sono la sostenibilità dei modelli di business e modelli imprenditoriali, l’efficacia della governance interna e i controlli sui rischi operativi tra i quali IT/cyber e perdite una tantum.

«La nostra valutazione ha rilevato che permangono preoccupazioni, in particolare per quanto riguarda i modelli imprenditoriali, la governance interna e i rischi operativi delle banche», ha dichiarato Andrea Enria, presidente del Consiglio di vigilanza della Bce/SSM.

Soddisfatto tuttavia l’SSM sui requisiti patrimoniali: messaggio confortante per quanto riguarda la solidità del sistema bancario europeo ma che non lascia tregua alle banche.

Non basta contare sull’adeguata patrimonializzazione, sul CET1 in linea con i requisiti, sui NPLs quasi dimezzati rispetto a cinque anni fa. Le banche europee più grandi dovranno impegnarsi e fare di più perché la chiave della sostenibilità e della solidità sta anche nell’adeguatezza della redditività sostenuta con modelli di business e governance interna che funzionano e che si tengono al passo con i tempi. Così, con questo doppio sforzo su solidità e redditività, il flusso del credito all’economia europea, per ora prevalentemente una responsabilità e un compito del sistema bancario tradizionale, potrà continuare ad alimentare e sostenere la crescita.

Le banche europee devono essere pronte ad affrontare sfide come la digitalizzazione e la cybersecurity. Ma in prospettiva anche Brexit, il cambiamento climatico e la concorrenza delle banche americane e cinesi, come rilevano gli analisti delle principali banche.

Requisiti patrimoniali: pagelle a pieni voti
I requisiti e gli orientamenti complessivi Srep 2019, in termini di capitale primario di classe 1 (CET1) , sono stabili al 10,6%, stesso livello del 2018. I requisiti patrimoniali di secondo pilastro (P2R), che l'autorità di vigilanza stabilisce per ogni banca, e gli orientamenti non vincolanti di secondo pilastro (P2G) sono in media rispettivamente al 2,1% e all'1,5%, entrambi invariati rispetto all'anno precedente.

Le raccomandazioni e gli orientamenti dell’SSM, il P2G , è stabile dello Srep 2019 rispetto al 2018. La guidance e gli orientamenti non sono vincolanti e obbligatori come i requisiti e quindi non hanno impatto sul maximum distributable amount, cioè sulla distribuzione di dividendi e bonus nel caso di inadempienza. Sono però sanzionabili.

Il CET1 complessivo tra requisiti e guidance e compresi i buffers sistemici e controciclici ha registrato un lieve aumento di circa 20 punti base, dovuto ai buffers. In base al modello di business, è stato più alto per banche custodi e gestori di asset, e per le attività di finanziamento a livello di imprese e controparti all’ingrosso, più basso per le banche universali e per le banche di rilevanza sistemica globali.

Il calo dei NPL: un successo fino al 2019 e altri cali in arrivo
Da quando la responsabilità della supervisione bancaria è stata assegnata alla Bce con l’SSM, cinque anni fa, i NPL che erano circa 1000 miliardi sono calati a 543 miliardi, e il rapporto tra crediti deteriorati e assets totali è sceso dall’8% in media al 3,4%. A questo successo hanno contribuito in prima linea le banche italiane.

Le banche inoltre stanno portando avanti la riduzione dei NPL che continuerà quest’anno e nel 2021 in termini di portafoglio e di vita residua dei prestiti. Il taglio più rilevante nel periodo 2019-2021 è proprio nei prestiti di lunga data e vecchi, mentre i 2-5 anni dovrebbero rimanere costanti.

Più trasparenza: per la prima volta pubblicati i requisiti P2R
L’Ssm sotto la guida di Andrea Enria aumenta la trasparenza nella divulgazione dei requisiti di secondo pilastro CET1 (che dal 2021 cambieranno e diventeranno come i requisiti di primo pilastro P1R formati da common equity e anche obbligazioni quasi-equity).

Per la prima volta quest’anno con gli Srep sono stati pubblicati i dati a livello aggregato in base al modello di business e anche tutte le informazioni banca per banca sui requisiti di secondo pilastro: 108 banche su 109 hanno dato l’autorizzazione a pubblicare i loro P2R.

Più misure qualitative Srep sulla governance interna
L’Ssm negli esami Srep, il cui esito arriva alla fine di un anno intero di controlli e valutazioni, ha richiesto interventi e misure qualitative che si sono concentrati su governance interna (30%), seguiti da rischio di credito (17%) e rischio di liquidità e capitale (16%).

La governance interna è intesa come: controlli interni, management e board, reporting e dati sull’infrastruttura dei rischi, l’assetto della governance interna.

I voti stabili: 4 (livello peggiore) 1 ( livello migliore)

Il 90% dei voti o score complessivi sono rimasti costanti dal 2018 al 2019 e questo è un motivo di conforto per la BCE/SSM. Tuttavia le carenze nella governance e nel rischio operativo restano motivo di preoccupazione per la vigilanza.

Le banche con score più debole (livello 3) nel complesso sono aumentate negli ultimi anni: dal 36% dello Srep 2017 al 43% del 2019. Nessuna banca vigilata dall’SSM ha score 1 in media per tutti i voti. Negli score ponderati per RWA l’aumento dello score 3 e il calo dello score 2 tra il 2017 e il 2019 è più marcato .

Gli score calano nel complesso quando le banche sono più piccole o più concentrate su business locali e prestiti retail.

Bene il rischio di liquidità, altro fattore di buona solidità
Le banche europee significative sono complessivamente in una buona posizione di liquidità, ha sottolineato l’SSM. In questa categoria, il 76% delle banche ha ottenuto nello SDrep 2019 lo score 3 (contro il 70% del 2018)  ma solo 4 banche hanno score 1 (in calo rispetto alle 12 del 2018).

Per approfondire:
Bce: solo sei banche Ue sotto la soglia dei requisiti di capitale nel 2019
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