BRACCIO DIFERRO

Bce, Corte Ue replica a quella tedesca: «Nostre sentenze vincolanti». Schaeuble: Karlsruhe mette a rischio l’euro

La Corte di giustizia chiarisce che è l’unica ad avere la competenza in materia di diritto dell’Unione e di controversie tra istituzioni

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(AFP)

La Corte di giustizia chiarisce che è l’unica ad avere la competenza in materia di diritto dell’Unione e di controversie tra istituzioni


2' di lettura

La Corte di giustizia Ue interviene dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla Bce e lo fa per difendere le proprie competenze e prerogative. Una presa di posizione inusuale per l’istituzione europea, ma resa necessaria dall’escalation di polemiche seguite alla sentenza del Tribunale di Karlsruhe, che di fatto ha messo in discussione la supremazia giuridica della Corte europea di giustizia.

«Per garantire un'applicazione uniforme del diritto dell'Unione, solo la Corte di giustizia - afferma l’stituzione con sede a Lussemburgo - istituita a tal fine dagli Stati membri, è competente a constatare che un atto di un'istituzione dell'Unione è contrario al diritto dell'Unione».

La Corte Ue indica che la sua prassi è non commentare mai una sentenza di un organo giurisdizionale nazionale, ma «in linea generale si ricorda che, in base a una giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia, una sentenza pronunciata in via pregiudiziale da questa Corte vincola il giudice nazionale per la soluzione della controversia dinanzi ad esso pendente».

Giudici nazionali obbligati ad applicare diritto Ue
Nella nota si aggiunge che «eventuali divergenze tra i giudici degli Stati membri in merito alla validità di atti del genere potrebbero compromettere l'unità dell'ordinamento giuridico dell'Unione e pregiudicare la certezza del diritto». Inoltre, «al pari di altre autorità degli Stati membri, i giudici nazionali sono obbligati a garantire la piena efficacia del diritto dell'Unione. Solo in questo modo può essere garantita l'uguaglianza degli Stati membri nell'Unione da essi creata».
La Corte conclude che d'ora in poi «si asterrà da qualsiasi altra comunicazione a questo proposito».

La Corte costituzionale tedesca ha dato tre mesi di tempo alla Bce per giustificare le sue decisioni di acquistare titoli sovrani nella zona euro, decisioni a suo tempo dichiarate dalla Corte di giustizia Ue pienamente legittime.

Gentiloni: primato della giurisdizione europea
Sullo scontro istituzionale tra Lussemburgo e Karlsruhe è intervenuto anche Paolo Gentiloni. «Non credo» che la sentenza dei giudici costituzionali tedeschi avrà un impatto significativo sulle politiche monetarie, ha detto il commissario europeo agli Affari Economici parlando a The State of the Union. «La Commissione affermerà con molta forza questi due principi: il primo è il primato della giurisdizione europea, il secondo è l'indipendenza della Bce».

Schaeuble: sentenza tedesca mette a rischio l’euro
La portata dela sentenza tedesca è tale che scende in campo anche l’ex ministro delle Finanze tedesco Schaeuble. L’attuale presidente del Bundestag - da sempre un europeista convinto anche se spesso criticato per le sue posizioni intransigenti sulla disciplina di bilancio - vede con preoccupazione la sentenza, e ritiene che ne vada dell'esistenza dell'euro. «Può succedere che in altri paesi membri dell'Ue venga messa in discussione l'esistenza dell'euro, perché ogni Corte costituzionale nazionale può giudicare per sé». «La situazione - afferma parlando al Redaktionsnetzwerk Deutschland - non fa piacere a nessuno». L'ex ministro delle Finanze non fa mistero del fatto di non aver condiviso a tratti in passato le scelte della Bce. Ma alla luce della pronuncia .- aggiunge - «bisogna fare anche di più a livello politico per rafforzare l'Europa».

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