POLITICA MONETARIA

Bce, Lagarde debutta in continuità con Draghi: tassi bassi e Qe finché necessario

La Bce registra «una protratta debolezza delle dinamiche di crescita nell'area dell'euro e una continua debolezza delle pressioni inflazionistiche ma con segnali di stabilizzazione»

Bce, la prima conferenza stampa di Christine Lagarde

La Bce registra «una protratta debolezza delle dinamiche di crescita nell'area dell'euro e una continua debolezza delle pressioni inflazionistiche ma con segnali di stabilizzazione»


3' di lettura

C’era grande attesa per il debutto di Christine Lagarde, alla sua prima conferenza stampa da presidente della Banca centrale europea. «Un privilegio e un piacere presiedere il mio prino Consiglio direttivo», ha detto in un perfetto inglese l’ex direttore del Fmi iniziando il suo incontro con i giornalisti a Francoforte.

Nessuna novità sul fronte delle decisioni di politica monetaria, come previsto. Il consiglio della Bce ha infatti deciso di lasciare i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%.

Tassi bassi ancora a lungo
Il Consiglio prevede che i tassi di interesse di riferimento «si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà coerentemente nelle dinamiche dell'inflazione di fondo».

Crescita debole ma segnali di stabilizzazione
I dati che si sono resi disponibili dopo la scorsa riunione del Consiglio direttivo, ha detto Lagarde, confermano la nostra precedente valutazione di «una protratta debolezza delle dinamiche di crescita nell'area dell'euro e una continua debolezza delle pressioni inflazionistiche ma con segnali di stabilizzazione».

Le stime su Pil e inflazione
Il Pil dell'Eurozona crescerà al ritmo dell'1,2% nel 2019, dell'1,1% nel 2020 e dell'1,4% nel 2021 e nel 2020. Sono le nuove stime rese note dagli economisti della Bce. A settembre le proiezioni prevedevano una crescita annua del Pil in termini reali dell'1,1% nel 2019, dell'1,2% nel 2020 e dell'1,4% nel 2021. Quasi invariate anche le stime dell'inflazione, prevista in crescita al ritmo dell'1,2% nel 2019, dell'1,1% nel 2020 e dell'1,4% nel 2021. A settembre le proiezioni prevedevano una crescita annua del prezzi dell'1,2% nel 2019, dell'1% nel 2020 e dell'1,5% nel 2021.

Avanti con Qe finché necessario
Il consiglio ha inoltre confermato che gli acquisti di attività nell'ambito del Qe continueranno al ritmo di 20 miliardi di euro al mese e che «proseguiranno finché necessario a rafforzare l'impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e che termineranno poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento». Il Consiglio direttivo intende infine continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento «e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario».

Revisione della strategia nel 2020
Lagarde ha confermato che lancerà una revisione della strategia della Bce. «Non vi è nulla di strano - ha puntualizzato - nel fare una review della strategia, l'ultima l'abbiamo fatta nel 2003, quindi è più che legittimo di farlo. È nostra intenzione che la review inizi a gennaio e sia completata entro la fine del 2020. Consulteremo non solo i soliti sospetti ma anche membri del parlamento, esperti del mondo della finanza e rappresentanti della società civile. Non cercheremo solo di predicare il nostro vangelo ma di ascoltare anche le persone a cui ci rivolgiamo».

Alle banche 97,7 miliardi nella seconda asta Tltro
La Bce ha assegnato alle banche europee 97,7 miliardi di euro nella seconda asta di prestiti Tltro3. I finanziamenti agevolati a tre anni, i cui tassi partono da zero e possono scendere fino a -0,5%, sono stati richiesti da 122 istituti di credito. L'ammontare assegnato è inferiore al consensus di 120 miliardi stilato da Bloomberg sulla base delle stime di sette banche. A settembre, nella prima asta Tltro, erano stati assegnati solo 3,4 miliardi di euro.

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