la riunione del consiglio direttivo

Bce, nuova serie di aste T-Ltro da settembre 2019 a marzo 2021. Draghi: tassi fermi fino a fine 2019


La conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi

4' di lettura

«Abbiamo deciso di lasciare i tassi di interesse invariati e continuiamo ad attenderci che si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino a fine 2019». Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, aggiungendo che la banca centrale intende continuare a reinvestire integralmente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza per un periodo prolungato di tempo successivamente alla data del primo rialzo dei tassi. Il presidente della Bce ha confermato che, come sempre, le nuove misure annunciate sono state prese all’unanimità («un segnale molto molto buono di coesione data la loro complessità», ha commentato Draghi), dopo un’ampia valutazione del quadro macroeconomico, e «nell’obiettivo della stabilità dei prezzi», considerando che la crescita economica dell'Eurozona ha mostrato segni di «sensibile rallentamento» con «prospettive più deboli del previsto». Diversi governatori - ha detto il numero uno dell’Eurotower - hanno suggerito di allungare la “forward guidance” fino al marzo 2020, «ma alla fine si è trovato un punto di incontro su una modifica della guidance fino a fine anno in presenza delle misure a favore del sistema finanziario annunciate oggi».

Bce taglia le stime per l’economia dell’Eurozona
La Banca centrale europea ha infatti nuovamente rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Eurozona, portando il Pil 2019 a +1,1% da +1,7% stimato a dicembre, che era già stata limato dal +1,8% precedente. Ridotta a +1,6% da +1,7% la stima per il 2020, mentre per il 2021 la Bce conferma una crescita dell'1,5 per cento. Tagliate anche le stime sull'inflazione per il 2019 all'1,2% dall'1,6% atteso in precedenza. Per il 2020 sono state riviste al ribasso a 1,5% (da 1,7% precedente) e per il 2021 a 1,6% (da 1,8%). Il presidente della Bce ha spiegato che l’Eurozona si trova in una fase di persistemte debolezza e incertezza, pur ritenendo che l’eventualità di una recessione sono molto basse. Fra i vari fattori che hanno comportato una forte revisione al ribasso della stima di crescita sul 2019, ve ne sono di esterni e di interni: «uno di questi è certamente l'Italia», oltre che il settore automobilistico tedesco», ha detto Draghi.

I motivi di preoccupazione restano perlo più di carattere globale, come la minaccia del protezionismo, la Brexit, la situazione in Cina e le vulnerabilità dei mercati emergenti. Draghi ha anche precisato che se ci fosse una schiarita nei rapporti commerciali Usa-Cina, ci potrebbe essere un impatto positivo sulla velocità di espansione dell'economia dell'Eurozona.

Per Draghi, tuttavia, non c'è il rischio che l'economia dell'eurozona diventi troppo dipendente dagli stimoli della politica monetaria. «Stiamo parlando di un'economia che rallenta ma che è ancora in crescita, crescono i salari e migliora la situazione del mercato del lavoro, per cui bisogna mettere il tutto in prospettiva». Il presidente della Bce ha anche aggiunto che non si è parlato in consiglio direttivo di riattivare il programma di quantitative easing.

Nuova serie di aste T-Ltro da settembre 2019 a marzo 2021
Presentando le nuove operazioni Tltro di maxi-prestiti alle banche, Draghi ha precisato che «rispondono a una varietà di obiettivi», ma il principale di questi resta «l'approvvigionamento delle banche nei prossimi anni», dato che si prevede una «una congestione nel funding», causata dalla scadenza degli esistenti Tltro e di importanti quantità di bond bancari, e da vari adempimenti regolamentari (leggi le norme di Basilea). «Abbiamo deciso di reintrodurre le aste Tltro - ha spiegato il presidente Bce - per minimizzare il rischio che i fondi presi a prestito con le aste a lungo termine possano essere utilizzati come avvenuto in passato con i bond sovrani. Il nostro obiettivo è che i fondi siano usati per erogare credito a imprese e famiglie, non per comprare bond sovrani».

La nuova serie di aste T-Ltro annunciate dalla Banca centrale europea saranno condotte a partire da settembre 2019 fino al marzo 2021. Ognuna di queste aste durerà 2 anni. «Queste nuove operazioni - si legge nel comunicato - aiuteranno a mantenere condizioni di credito favorevoli per le banche e aiuteranno con una trasmissione efficace della politica monetaria». In base al nuovo programma di aste T-Ltro, le controparti potranno prendere a prestito fino al 30% dello stock di prestiti idonei alla data del 28 febbraio 2019 e a un tasso che sarà indicizzato al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali per tutta la durata dell'operazione.

Come gli altri programmi Tltro in essere, le nuove aste prevedono degli incentivi per mantenere condizioni di credito favorevoli. «Le controparti avranno il diritto di prendere in prestito fino al 30% dello stock di prestiti idonei al 28 febbraio 2019 ad un tasso indicizzato al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali nel corso della durata di ciascuna operazione», spiega la Bce aggiungendo che come nel caso del programma Tltro, il Ttro-III «offrirà incentivi per mantenere condizioni di credito favorevoli. Ulteriori dettagli sui termini precisi di Tltro-III saranno comunicati a tempo debito». Le operazioni di prestito dell’Eurosistema continueranno a essere condotte come procedure di asta a tasso fisso con piena aggiudicazione per il tempo necessario e almeno fino alla fine del periodo di mantenimento della riserva a partire dal marzo 2021.

Tassi su livelli attuali fino a fine 2019
Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di lasciare i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al −0,40%. «Il Consiglio direttivo – si legge nel comunicato di fine vertice - si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine». Con questa formula la Bce modifica la guidance sui tassi che fino alla precedente riunione erano previsti sui livelli attuali solo fino «all'estate del 2019». Per quanto riguarda le misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo conferma che «intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse» e in ogni caso «finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario».

loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti