Per violazioni dal 2014 al 2016

Bce, multa da 11 milioni euro alla Banca Popolare di Vicenza

dal nostro corrispondente Alessandro Merli

(Ansa)

3' di lettura

Francoforte. La vigilanza della Banca centrale europea ha multato per oltre 11 milioni di euro la Banca Popolare di Vicenza, ormai in liquidazione coatta amministrativa, per una serie di violazioni compiute fra il 2014 e il 2016.
“Anche se la licenza bancaria della Popolare di Vicenza è stata successivamente revocata – dice una nota – le sanzioni imposte tengono conto della gravità delle violazioni e del grado di responsabilità dell'istituto”.

La sanzione amministrativa era stata decisa nel maggio scorso, ma è stata annunciata solo ora, al termine delle procedure, e quindi sarà recapitata al liquidatore della banca: di fatto, rientrerà nei debiti della bad bank sorta dal fallimento della Popolare di Vicenza (mentre l'attività bancaria è stata ceduta a Banca Intesa). Trattandosi però di un credito non privilegiato, quasi certamente la Bce non incasserà l'intera somma.

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La multa si compone di due elementi. Il primo è una sanzione per 8,7 milioni di euro, erogata per violazione degli obblighi di segnalazione trimestrale nel quarto trimestre del 2014 e nel primo trimestre del 2015 e per violazione degli obblighi annuali di informativa al pubblico nel 2014. In pratica, la banca ha fornito alla vigilanza della Bce, l'Ssm, informazioni non corrette sul capitale. Il secondo è una sanzione per 2,5 milioni di euro, imposta per violazione dei limiti delle grandi esposizioni dal 4 dicembre 2015 al 31 marzo 2016. Un totale quindi di 11,2 milioni di euro.

Le regole europee danno all'Ssm i poteri di sanzionare le banche sottoposte alla sua vigilanza per specifiche violazioni. Il procedimento avviato a carico della banca vicentina era noto. La sanzione alla Popolare di Vicenza era stata decisa il 10 maggio, ma, secondo la procedura, dopo che la multa è stata comunicata alla banca, questa aveva la possibilità di presentare le proprie osservazioni, e, normalmente, la decisione viene poi sottoposta alla Commissione amministrativa del riesame, costituita con esperti indipendenti presso la stessa Bce. Nel frattempo, però, nel caso della Popolare di Vicenza, è intervenuto il fallimento. La stessa vigilanza di Francoforte ha dichiarato a fine giugno che la banca era “fallita o in procinto di fallire”. È seguito il controverso accordo europeo fra il Governo e la Commissione sull'intervento pubblico che ha consentito di evitare il bail-in e che ha portato l'attività bancaria della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca nel gruppo Intesa.

Secondo fonti vicine alla decisione, l'importo finale della multa è stato molto inferiore a quello massimo previsto dalle regole, che poteva arrivare a oltre 60 milioni di euro.

La vigilanza della Bce aveva avviato una procedura sanzionatoria anche a carico di Veneto Banca, l'altro istituto in crisi che in un primo tempo si riteneva potesse essere fuso con Popolare Vicenza. Nel caso di Veneto Banca, tuttavia, il procedimento era ancora aperto quando è intervenuto il fallimento. Non c'è stato il tempo quindi di comminare la sanzione a carico dell'istituto con sede a Montebelluna.

In materia di vigilanza, c'è stato ieri anche un intervento della presidente dell'Ssm, Danièle Nouy, e della sua vice, Sabine Lautenschlaeger, che hanno messo in guardia sulla possibilità che le banche che lasciano Londra a causa di Brexit e stabiliscono la loro attività nell'Unione europea cerchino di sfruttare possibili lacune nella normativa o arbitraggi regolamentari per esser sottoposte ai minori controlli possibili.

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