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Bce: il QE ha allentato le condizioni del credito e sostenuto la ripresa

di Isabella Bufacchi


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Il presidente della Bce Mario Draghi (Epa)

3' di lettura

Il programma di acquisti netti di titoli di Stato, cartolarizzazioni e obbligazioni societarie per 2.600 miliardi di euro, effettuato dalla Bce attravero l’Eurosistema dall’ottobre 2014 al dicembre 2018 e meglio noto con il nome di APP (Asset purchase programme), «ha dimostrato di essere uno strumento efficace e flessibile» per allentare la politica monetaria e le condizioni del credito, sostenere la ripresa economica, respigere le pressioni deflazionistiche e contribuire alla stabilità dei prezzi (che è l’obiettivo del mandato della Banca centrale europea) portando la convergenza dell’inflazione verso un livello inferiore ma prossimo al 2% sul medio termine.

Giunge a questa conclusione il focus sull’APP contenuto nel Bollettino economico della Bce pubblicato oggi, a firma di Felix Hammermann, Kieran Leonard, Stefano Nardelli, Julian von Landesberger. Senza l’APP, l’inflazione non sarebbe dove sta ora ma sarebbe più bassa e i rendimenti dei titoli di Stato e bond sarebbero più alti, quindi con un costo del denaro più elevato.

L’APP ha funzionato tuttavia nell’ambito di un pacchetto di strumenti sfoderati dalla Bce per riportare l’inflazione verso il target: oltre all’APP, i tassi negativi delle deposit facilities, la forward guidance e le TLTRO (prestiti a medio termine alle banche mirati per l’economia reale).

L’APP non è ancora chiuso del tutto, dal primo gennaio 2019 va avanti con il solo reinvestimento del capitale rimborsato dei titoli che scadono: tra i 15 e i 20 miliardi al mese di reinvestimenti.

Un QE in quattro programmi
Il programma di acquisti netti di attività della Bce si è articolato in quattro programmi:

1) il terzo Covered Bond Purchase Programme (CBPP3, dal 20 ottobre 2014), per l'acquisto di obbligazioni bancarie garantite; 10% dell’APP; 
◾2) l'Asset-Backed Securities Purchase Programme (ABSPP, dal 21 novembre 2014), per l'acquisto di titoli emessi in seguito alla cartolarizzazione di prestiti bancari; 1% dell’APP;
◾3) il Public Sector Purchase Programme (PSPP, dal 9 marzo 2015), per l'acquisto di titoli emessi da governi, da agenzie pubbliche e istituzioni internazionali situate nell'area dell'euro; 82% dell’APP;
◾4) il Corporate Sector Purchase Programme (CSPP, dall'8 giugno 2016), per l'acquisto di titoli obbligazionari emessi da società non finanziarie dei paesi dell'area dell'euro; 7% dell’APP.

I criteri dell’APP: il peso della capital key
La Bce ha acquistato 2.600 miliardi di titoli di debito e cartolarizzazioni facendo attenzione a minimizzare l’impatto sui prezzi e sulla liquidità per evitare distorsioni di mercato. L’Eurosistema ha effettuato 225.000 transazioni, principalmente bilaterali, tra il 2014 e il 2018, al telefono oppure su piattaforme elettroniche. Alcune banche centrali, tra le quali la Bundesbank e la Banque de France ma non la Banca d’Italia, hanno tenuto delle aste regolari per gli acquisti dei titoli di Stato.

L’APP non ha mai avuto come obiettivo l’aiuto ai singoli Stati e la riduzione o eliminazione del rischio-sovrano e del premio a rischio, lo spread.

Gli acquisti distribuiti nel rispetto della chiave capitale (la quota della partecipazione delle singole banche centrali nazionali nel capitale della Bce, calcolata in base al Pil e alla popolazione dei Paesi membri dell’euro) hanno fornito una linea guida chiara, stando al Bollettino: la chiave capitale, che ha imposto il maggior acquisto di titoli di Stato tedeschi nell’APP anche se sono già i più acquistati nell’Eurozona perchè considerati bene rifugio, non avrebbe reso il programma meno efficace, stando a questo focus.

La deviazione dalla chiave capitale è stata minima ma necessaria perchè i titoli di Stato greci non sono stati acquistati e altri titoli scarseggiavano. Alla fine degli acquisti netti del programma APP, al 31 dicembre 2018 la Germania aveva acquisti in eccesso alla chiave capitale per un surplus del 4,5% equivalente a 22,3 miliardi. Per l’Italia questo surplus è ammontato a 25,9 miliardi.

L’impatto dell’APP
Durante l’APP i tassi d’interesse applicati dalle banche alla clientela, corporate e famiglie, sono calati e le condizioni del credito sono state allentate, il costo del denaro è sceso. Questo è avvenuto attraverso i tre canali usati dall’APP: rafforzamento della segnalazione di una politica monetaria accomodante; le banche sono state spinte ad utilizzare la liquidità extra in asset più rischiosi con l’APP e anche con tasso negativo sui depositi presso le banche centrali dell’Eurosistema); l’APP ha rastrellato dal mercato e dal portafoglio di banche e investitori 2.600 miliardi di titoli, la Bce ha iniettato denaro contante per pari importo, cash disposizione per investimenti diversi.

L’intero pacchetto delle misure di politica monetaria non convenzionale tra il 2014 e il 2018 ha avuto un effetto cumulativo sulla crescita del Pil reale pari a +1,9% e sull’inflazione pari a + 1,9 per cento.

Riproduzione riservata ©
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    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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