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Bce alle banche: stop o limiti alle cedole fino a settembre. Tetto al 15% degli utili

Dal Consiglio di vigilanza dell’Eurotower nuova raccomandazione agli istituti di credito

Bce, altri 500 miliardi di aiuti fino a marzo 2022

2' di lettura

«Estrema prudenza». La raccomanda alle banche la Bce per quanto concerne la distribuzione di dividendi e il riacquisto di azioni proprie, che dovrebbero essere «sospesi o limitati fino al 30 settembre 2021».

Lo ha annunciato l'Eurotower, sottolineando di chiedere agli istituti di «non distribuire dividendi cash e non condurre buyback o di limitare simili distribuzioni». Nel dettaglio, «vista la persistente incertezza sull'impatto economico della pandemia di coronavirus, la Bce si aspetta che dividendi e buyback» non superino il livello più basso tra «il 15% degli utili cumulati 2019-20 e i 20 punti base in termini di Cet1».

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Le banche che intendono comunque effettuare queste distribuzioni ai soci devono essere «redditizie e avere solide traiettorie patrimoniali» e dovranno contattare il joint supervisory team per valutare se il livello di distribuzione previsto sia prudente». La Bce poi precisato che le banche dovranno astenersi dal pagare acconti sul dividendo sugli utili 2021.

Quindi la precedente raccomandazione che invitava le banche europee a non pagare i dividendi fino al primo gennaio 2021, per rafforzare i mezzi propri al fine di assorbire le perdite e assicurare il flusso del credito a famiglie e imprese, è stata superata ed estesa. Certo, il 2021 dovrebbe essere migliore del 2020: si passerà dalla peggiore recessione di questo secolo a una ripresa economica incerta e piena di rischi. Il recupero post-Covid 19 sarà più lento del previsto, a causa della seconda ondata di contagi più violenta delle attese e per via dell'introduzione di nuovi lockdown che rallentano la ripresa. L'anno prossimo sarà quindi più duro proprio per le banche: moratorie e garanzie pubbliche pian piano usciranno di scena, facendo emergere nuovi Npl (l'SSM stima fino a 1.400 miliardi il livello dei crediti deteriorati post-Covid nello scenario peggiore).

La gestione della mole di sofferenze richiederà «nuove iniziative di bilancio pubblico per affrontare i crediti deteriorati», come è emerso ieri nelle minute dell'ultima riunione del Consiglio direttivo della Bce: le bad banks con criteri omogenei europei dovrebbero consentire lo smaltimento celere degli Npl, grazie a interventi pubblici per calmierare l'impatto negativo sui conti delle banche.

La nuova raccomandazione, spiega una nota, «punta a salvaguardare la capacità delle banche di assorbire le perdite e di finanziare l'economia». Per questo motivo «un approccio prudente rimane necessario, dato che l'impatto della pandemia sui bilanci delle banche non si è ancora manifestato in pieno», in virtù delle misure pubbliche di supporto e considerando il ritardo temporale delle conseguenze sul portafoglio crediti. A partire da ottobre 2021, «in assenza di sviluppi avversi», la Bce intende «abrogare la raccomandazione e tornare a valutare il capitale delle banche e i piani di distribuzione sulla base dei risultati del normale ciclo di supervisione». L'Eurotower sottolinea inoltre che non chiederà alle banche di cominciare a riempire i buffer patrimoniali prima che venga raggiunto il picco del consumo di capitale». In una lettera agli istituti di credito la Bce ha inoltre ribadito l'aspettativa che le banche adottino «estrema moderazione» sulle remunerazioni variabili dei manager.

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