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Bce, un successo la fase uno. Ora tocca alla ripresa

La politica monetaria durante il confinamento è riuscita a normalizzare le condizioni finanziarie, che ora hanno il compito di sostenere un difficile ritorno a livelli soddisfacenti dell’attività economica

di Riccardo Sorrentino

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La politica monetaria durante il confinamento è riuscita a normalizzare le condizioni finanziarie, che ora hanno il compito di sostenere un difficile ritorno a livelli soddisfacenti dell’attività economica


3' di lettura

La fase uno è completata. La Banca centrale europea può sicuramente rivendicare un successo, importante. Ora però occorre pensare alla difficile ripresa, durante la quale occorre proteggere finanziariamente le imprese e posti di lavoro o, almeno, favorire una fluida riallocazione dei fattori produttivi, lavoratori compresi. Compito difficile, che richiederà anche la collaborazione dei governi – non esattamente a proprio agio con strategie “di precisione” – ma che le banche centrali dovranno in ogni caso sostenere e agevolare sul piano monetario.

In ordine i presupposti della ripresa
Il successo della fase uno è evidente. Le condizioni finanziarie, che nelle prima fase dell'epidemia e del confinamento erano profondamente alterate sono tornate a livelli “normali”, precrisi. Non sono sufficientemente espansive, forse, per sostenere tutto il peso della ripresa, ma i presupposti, almeno, sono tutti in ordine.

La curva dei rendimenti torna a calare

LA CURVA DEI RENDIMENTI NEL 2020
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La curva dei rendimenti, che a metà marzo appariva decisamente più bassa rispetto a inizio anno, per effetto del secondo quantitative easing varato a novembre, era bruscamente salita ad aprile a livelli superiori rispetto a gennaio, determinando un deciso – e decisamente inappropriato – irrigidimento delle condizioni monetarie e finanziarie (di cui sono l'elemento più importante).

Il lancio del programma di acquisti pandemico e le altre misure straordinarie hanno permesso alla Bce di riportare la curva ai livelli di fine febbraio – immediatamente prima dello scoppio dell'epidemia a livello europeo – solo leggermente superiori rispetto a quelli di marzo. L’emergenza, sotto questo punto di vista, è chiusa.Divaricazione azzerata

SPREAD TRA RENDIMENTI DEI TITOLI UEM E DEI TITOLI AAA
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Soprattutto, si è azzerata la divaricazione che si era creata tra I rendimenti dei titoli di Stato con rating AAA – i più sicuri – e gli altri. La distanza, lo spread, tra la curva dei rendimenti complessiva di Eurolandia (aggregate in base ai pil dei singoli paesi) e quella dei soli paesi “virtuosi” si era profondamente ampliata, segnalando un rischio di frammentazione che avrebbe reso complicate la trasmissione della politica monetaria dalla Bce verso l'economia reale. Gli investitori preferivano evidentemente acquistare titoli “sicuri” e vendere quelli più rischiosi. Questa anomalia è adesso rientrata.

Euro sulla media di lungo periodo

L'EURO SULLA MEDIA DI LUNGO PERIODO
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L’altro fattore delle condizioni finanziarie, il cambio effettivo dell'euro, ha in realtà segnato un rialzo (e dunque un peggioramento) e oscilla oggi attorno alla media di lungo periodo (1999-2020), che può essere considerato un livello “neutrale”. L’andamento della valuta è molto meno importante della curva dei tassi e dei rendimenti, e non è nel totale controllo delle singole banche centrali, condizionato com'è anche dalle politiche monetarie di altre economie. Non si può escludere inoltre che la flessione delle materie prime, e del petrolio – il Brent era intorno a 68 dollari a gennaio, ed è ora a quota 42 – abbia inciso sul rialzo, come è a volte avvenuto in passato. La flessione della parte a breve della curva dei rendimenti, in ogni caso, dovrebbe spingere – in questa fase due - l’euro verso il basso.

Borse in ripresa

INDICE EURO STOXX TOTAL MARKET
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L’andamento dei mercati azionari non è altrettanto importante, in Eurolandia, quanto in altre economie, e soprattutto negli Stati Uniti. È comunque uno degli elementi che definiscono le condizioni finanziarie (direttamente o come anticipazione dell’andamento del rapporto P/E o dei margini aziendali). L’indice Stoxx Total Market, uno dei più ampi, è tornato ora ai livelli di un anno fa, dopo una brusca flessione del 38% registrata tra il 19 febbraio e il 18 marzo. Attualmente l’indice segna ancora una flessione del 12% rispetto ai massimi dell'anno, ma il trend è in deciso e ordinato rialzo.

Obiettivo prestiti

LA CORSA DEI PRESTITI ALLE AZIENDE
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L’obiettivo della Banca centrale europea, ora, è quello di continuare sulla strada finora percorsa – la riunione di luglio, in questo senso, non dovrebbe presentare novità particolari – in modo da ottenere ulteriori risultati sostenere la ripresa. Il passaggio successivo della catena di trasmissione, dopo le varie dimensioni delle condizioni finanziarie, è costituito dai prestiti bancari. Le misure straordinarie messe in campo da banche centrali e governi hanno già determinato un forte rialzo del credito concesso alle imprese non finanziario, ma I dati aggregati non rivelano quale uso sia stato fatto di questi finanziamenti.

Dalla sopravvivenza alla ripresa
Nelle diverse fasi dell’epidemia, le imprese necessitano di finanziamenti innanzitutto per sopravvivere, poi per “riparare” i bilanci. Nulla di tutto questo sostiene direttamente la ripresa, anche se la preparano. Il passaggio successivo sarà evidentemente il rifinanziamento dell’attività economica normale, investimenti compresi. Non facili, in una fase di ampio rivolgimento delle abitudini di consumatori e lavoratori e delle catene delle forniture globali. Saranno questi aspetti, ora, al centro dell’attenzione della politica monetaria.


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