ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa riunione di giugno

Bce, al via la normalizzazione dei tassi

Con la fine del secondo Qe si apre la porta al rialzo del costo del credito monetario. L’obiettivo è compreso tra l’1 e il 2%

di Riccardo Sorrentino

Trichet: “La Bce agisca per abbassare l’inflazione”

3' di lettura

I prossimi passi sono noti. In questa riunione di giugno, ad Amsterdam, si metterà la parola fine anche agli acquisti di titoli del secondo quantitative easing. A luglio si procederà a un primo rialzo dei tassi, presumibilmente di 0,25 punti percentuali. A settembre, con un secondo rialzo, il costo ufficiale del credito monetario tornerà a quota zero, dall'attuale -50%.

Verso il livello neutrale

I passi successivi saranno in funzione dei dati in arrivo, ma l’obiettivo è - almeno... - il livello neutrale dei tassi, compreso tra l’1% e il 2% secondo le indicazioni del governatore della Banque de France François Villeroy de Galhau. Non è poi escluso – almeno secondo le indiscrezioni raccolte dal Financial Times – che verrà lanciato un programma di acquisti finalizzato a ridimensionare gli spread, nel caso in cui dovessero andare «sotto stress».

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Il blog di Christine Lagarde

La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha usato uno strumento inconsueto, il blog della Bce – in assenza di una conferenza stampa intermedia tra aprile e giugno – per fissare il percorso dei tassi di politica monetaria. Era opportuno. Dopo la riunione di aprile, la situazione è cambiata ed era necessario dare qualche certezza agli operatori economico.

Inflazione «conclamata»

I rincari, ormai, costituiscono un'inflazione conclamata: un aumento generalizzato dei prezzi, e non semplicemente un'accelerazione dell'indice sulla spinta di alcuni beni particolarmente “pesanti”, come energia e alimentari. Ad aprile il 75% dei beni contenuti nell'indice Eurostat – l'indicazione è della stessa Lagarde – hanno registrato aumenti superiori all'obiettivo del 2%.

Il balzo dei salari negoziati

SALARI NEGOZIATI
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Le aspettative di mercato possono anche essere relativamente sotto controllo, ma qualcosa ha preoccupato i banchieri centrali: a marzo – la rilevazione è trimestrale – i salari negoziati hanno segnato un'incremento del 2,82%, in accelerazione dall'1,58% di dicembre. È il massimo da marzo 2009 e potrebbe essere il primo segnale importante di second-round effects: aspettative che si trasformano in fatti concreti. Se così fosse, la Bce avrebbe l'obbligo di intervenire: tutte le aziende con pricing power potrebbero scaricare questi aumenti dei costi sui consumatori, alimentando nuova inflazione.

Rendimenti in rialzo

I RENDIMENTI DAL 2020
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La riduzione dello stimolo monetario, inoltre, si è leggermente sentito a valle. A monte i rendimenti sono ormai saliti rapidamente e per tutte le scadenze, anche quelle più brevi, che riflettono e materializzano la politica monetaria, mentre il cambio effettivo dell'euro ha, da un mese almeno, interrotto la sua flessione accennando a un timido rialzo. Le condizioni finanziarie, in senso stretto, puntano quindi verso l’alto.

Costo del credito in moderata salita

COSTO DEL CREDITO - IMPRESE NON FINANZIARIE
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A valle, però, il costo del credito – la rilevazione è ferma attualmente ad aprile – non sembra risentire in pieno, malgrado qualche innegabile aumento, della stretta monetaria (anche se da un punto di vista per così dire qualitativo, gli standard di concessione dei prestiti si sono irrigiditi). I prestiti alle imprese, soprattutto, continuano a crescere, a un ritmo ancora sostenuto.

Obiettivo: raffreddare l’economia, non troppo

Questa lentezza – dati più recenti, oltretutto, non sono ancora disponibili – può essere un fattore positivo. L'esito desiderato è proprio quello di un rallentamento dell'attività economica contenuto ma sufficiente a far raffreddare i prezzi (mentre una recessione determinata dalla politica monetaria non si può escludere, soprattutto in concomitanza con un'inflazione che ha anche determinanti sul lato dell'offerta). Dare un segnale ancora più preciso, e far seguire alle parole i fatti per conservare credibilità, è allora opportuno. Eurolandia, in ogni caso, incrocia le dita.


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