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Beauty ancora in crescita ma il 2020 rallenta la corsa

Il coronavirus e la Brexit fanno prevedere un minor incremento dell’export che comunque resta trainante e positivo

di Marika Gervasio

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(AdobeStock)

2' di lettura

Brexit, coronavirus e le incertezze dello scenario mondiale e nazionale non spaventano il settore cosmetico italiano che conferma la sua tenuta, nonostante qualche segnale di rallentamento della crescita. È quanto emerge dalle rilevazioni congiunturali del Centro Studi di Cosmetica Italia.

Le stime di chiusura 2019 segnalano un fatturato di 11,9 miliardi di euro in aumento del 2,3% trainato dalle esportazioni che, seppur in rallentamento, mostrano ancora una buona tenuta raggiungendo i 5 miliardi di euro con un incremento del 2,9% portando la bilancia commerciale a sfiorare i 2,9 miliardi (+5,5%), record assoluto per il comparto. Le previsioni per il 2020 sono positive, con una domanda interna a +2,2% e l’export confermato al +2,9%.

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«La cosmetica è un settore che fa bene al Paese - commenta il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti -: per i numeri, ma anche per la qualità e il know how che lo caratterizzano. Nel panorama manifatturiero l’industria cosmetica esercita un forte richiamo sui mercati internazionali collocandosi, nel confronto con settori contigui, al terzo posto dopo dopo vino e moda per i valori del saldo commerciale. Certo è che la Brexit e il cornavirus restano due incognite. Sebbene l’export in Cina non sia così significativo per il settore, la produzione dei nostri terzisti per i grandi marchi internazionali potrebbe risentirne».

Alla fine del 2019, con il fatturato di circa 1,5 miliardi di euro il comparto dei terzisti ha registrato una crescita del 3,5%, mentre per il primo semestre si prevede un rallentamento di questa crescita a +2,5%. Incide l’andamento dei mercati internazionali, storicamente il primo canale di sbocco dei produttori conto terzi che destinano all’estero oltre l’80% della produzione.

Francia, Germania, Usa e Regno Unito, che da soli concentrano il 30% dell’export totale, si confermano i primi tre mercati di sbocco del beauty made in Italy. Ad eccezione della Francia, primo player in valore con oltre 510 milioni euro ma con un calo delle esportazioni del -3,7%, la Germania, seconda, cresce del 3,6% a 478 milioni, gli Usa del 4,4% a 425 milioni e il Regno Unito del 7,8% a 304 milioni. Curve di crescita a doppia cifra di rilevano da parte di Cina (+40,1%), Corea del Sud (+17%) e Arabia Saudita (+49,2%).

Un settore composto da aziende performanti, come dimostra anche lo studio di Intesa Sanpaolo secondo cui la cosmetica è al secondo posto della classifica dei settori del manifatturiero italiano per ebitda, dopo la farmaceutica.

Positive le performance anche sul fronte del mercato interno: i preconsuntivi 2019 registrano una crescita del 2% della spesa degli italiani per un valore di oltre 10,3 miliardi di euro con analoghe previsioni per il 2020. Andamento positivo per profumeria (+2% a oltre 2 miliardi di euro) e farmacia (+1,8% attorno agli 1,9 miliardi), rispettivamente secondo e terzo canale per la vendita di cosmetici in Italia; il mass market, che invece rappresenta oltre il 40% della distribuzione con quasi 4,2 miliardi, indica una chiusura 2019 a +0,6%.

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