sopravvivere al coronavirus

Beck’s, Bud e Corona lanciano i birra-bond per salvare i bar dalla chiusura

I clienti anticipano al bar il prezzo di una birra, i marchi del gruppo AB InBev aumentano l’importo del 30% e alla riapertura si riscuote la consumazione

di Micaela Cappellini

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I clienti anticipano al bar il prezzo di una birra, i marchi del gruppo AB InBev aumentano l’importo del 30% e alla riapertura si riscuote la consumazione


2' di lettura

Per salvare i bar italiani arrivano i birra-bond. A lanciarli è il colosso belga AB InBev, proprietario nel mondo di oltre 500 marchi da Bud a Corona, da Beck’s a Leffe. E funzionano così: attraverso la piattaforma informatica Salvailtuobar.it i clienti possono anticipare al proprio locale di fiducia il prezzo di una birra (o anche di più) oggi, con l’obiettivo di riscuotere la consumazione domani. A ciascuna donazione, AB InBev aggiungerà il 30% in più, permettendo così al bar di sostenere il costo della birra che si impegna a servire e permettendogli di avere un incasso anche in queste settimane di lockdown per il coronavirus. L’importo complessivo sarà versato direttamente alle aziende entro 3 settimane, generando così il tanto necessario sostegno finanziario durante il periodo di chiusura.

Il progetto è stato pensato per sostenere il futuro di un settore che vale oltre 85 miliardi di euro all’anno. «Purtroppo l'Horeca sta affrontando un periodo incredibilmente difficile, che rischia di mettere in ginocchio in modo duraturo l'industria e coloro che lavorano nel settore - spiega Benoit Bronckart, ad per l’Italia di AB InBev - con questa inziativa vogliamo dare respiro alle casse dei bar, sperando al contempo che questo progetto avvicini ancor di più le persone ai propri locali di fiducia, anche una volta conclusosi il momento critico per il settore. Così, quando verranno meno le limitazioni, potremmo finalmente tornare a fare quello che più ci piace: stare insieme, magari con una birra in mano, nel nostro bar preferito».

I birra-bond di AB InBev sono già attivi anche in altri Paesi europei e sono aperti a pub, bar e ristoranti in tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è di raccogliere almeno 500.000 euro a supporto dei bar italiani, fornendo loro risorse vitali durante il periodo di chiusura.


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