Abbigliamento per lo sport

Be.Gin punta sullo sportwear sostenibile e lancia una linea per la montagna

La svolta con il nylon a biodegradabilità accelerata, cinque anni contro i 50 anni di un filato classico.

di Paola Dezza

2' di lettura

Un’esperienza nella moda, come buyer e nel merchandising in Europa e Asia, e poi il desiderio di mettersi in proprio. Daniela Prandin fonda così il brand di abbigliamento sportivo Be.gin, dopo aver lanciato nel 2017 un primo marchio CasaGin legato al benessere come concept. Capi realizzati in Italia performanti e con tessuti tecnici per accontentare chi dedica tempo allo sport outdoor e indoor. Non solo. Quest’anno la scelta di lanciare anche una collezione di intimo.

«La nostra produzione viene realizzata da piccoli laboratori artigianali in provincia di Padova - racconta Daniela al Sole24Ore -, con un occhio attento al benessere di chi indossa i nostri capi e alla sostenibilità».

Loading...

Proprio da quest’anno viene realizzato l’abbigliamento sportivo sostenibile.

«La scelta del nome richiama la lingua inglese, un modo per ampliare da subito il nostro orizzonte, soprattutto nelle vendite» dice ancora Daniela. Be sta appunto per il verbo essere in inglese, ma Gin significa genuino, innovativo e naturale, in poche parole la mission del brand, ricorda Daniela.

E per dare vita a questa visione sostenibile, la collezione sportiva è stata ideata sulla produzione di tre linee, Be.Life, Be.Eco e Be.Performance, con l'obiettivo di trasformare il mondo dello sport e dei materiali tecnici attraverso filati di qualità ecosostenibili, lavoro etico ed artigianalità italiana.

«Il nostro tessuto è altamente performante - spiega -, una necessità di base dello sport, è traspirante e ad asciugatura rapida. Si tratta di nylon a biodegradabilità accelerata, il filo brevettato da un’azienda italiana. Nel momento in cui viene dismesso si biodegrada in cinque anni rispetto ai 50 anni di un nylon normale. Utilizziamo anche tessuti a base di poliestere reciclato, che arriva dalla lavorazione delle reti da pesca recuperate nei mari, ma anche poliestere che arriva dal recupero di bottigliette plastica».

I modelli sono continuativi e la scelta è di puntare su silhouette e colori che siano duraturi nel tempo per un acquisto consapevole.

Nel 2022 l’obiettivo è lanciare una intera collezione legata alla montagna, «anche in questo caso con materiali performanti e naturali, uno tra i tanti la fibra di legno di faggio ed eucalipto che si chiama Tencel, una fibra molto innovativa artificiale ma di base naturale che deriva dalla lavorazione del legno - dice Daniela -. L’azienda che la produce è in Austria e la ricava in maniera sostenibile recuperando tutte parti del legno con un ciclo virtuoso, chiuso e circolare, e legno che arriva da foreste di proprietà».

Daniela Prandin

Anche la vendita del brand è innovativa. Avviene attraverso il canale ecommerce, ma la società ha anche una rete vendita di circa 50 negozi in Italia. «Una distribuzione atipica, dai negozi di alimentazione bio alle erboristerie» dice Daniela. La vendita supera anche i confini, in Europa, soprattutto nei Paesi del nord, da sempre attenti all’ambiente.

La produzione si aggira sui 10mila pezzi all’anno, che avrà una ulteriore spinta dalla produzione legata alla montagna.

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti