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Belpietro direttore dell’Unità per un giorno: «Me l’ha chiesto l’editore»


Maurizio Belpietro (Ansa)

4' di lettura

Maurizio Belpietro firmerà il numero dell'Unità in edicola domani. La notizia è stata resa nota dal Comitato di redazione che ha parlato di «gesto gravissimo». L'Unità, di proprietà di Piesse, non è in edicola da due anni, ma l'editore è obbligato a pubblicare almeno un numero all'anno per evitare che la testata decada. Il 25 maggio dell'anno scorso il giornale era tornato nelle edicole di Roma e Milano per un giorno. La carica di direttore era stata assunta in quel caso da Luca Falcone. Per il cdr si tratta dell’ «ultimo affronto alla storia del quotidiano fondato da Antonio Gramsci». Che «è arrivato questo pomeriggio all'improvviso e senza alcuna comunicazione al Comitato di redazione da parte dell'amministratore delegato Guido Stefanelli quando in redazione era in chiusura il numero speciale realizzato per evitare la decadenza della testata. Si tratta di un gesto gravissimo, un insulto alla tradizione politica di questo giornale e della sinistra italiana prima ancora che una violazione delle norme contrattuali».

Belpietro: me l’ha chiesto l’editore
«Conosco gli editori dell'Unità che, siccome dovevano far ritornare il giornale in edicola per un giorno per non far decadere la testata, mi hanno chiesto se potevo firmarla. Pur non condividendo nulla di quanto è mai stato scritto su quel giornale, ho accettato perché è un gesto che serve a garantire la libertà di stampa», ha dichiarato Belpietro all’Ansa. «Il mio - ha dichiarato Belpietro - è un impegno solo per un giorno. Poi, se vorranno provare a rilanciarla in futuro, lo faranno con qualcun altro». «Perchè proprio io? Questo bisogna chiederlo all'editore. Forse perché in questi anni mi sono impegnato a rilanciare le testate, anche fondandone una». Quanto alle proteste della redazione, Belpietro ha dichiarato di non capire «perché, non sono intervenuto su quel giornale. Non ho messo una virgola. Capisco che a qualcuno possa dispiacere la mia direzione, ma le cose le hanno scritte loro. Ho solo dato la possibilità al quotidiano di essere in edicola».

Il giornale era stato fondato da Antonio Gramsci
«L'Unità - si legge nella nota del comitato di redazione - giornale fondato da Antonio Gramsci e sopravvissuto al fascismo, in mano a un direttore da sempre apertamente schierato con la parte più conservatrice della politica italiana e più volte alla guida di giornali di proprietà di Silvio Berlusconi che a l'Unità e ai partiti della sinistra non hanno mai risparmiato insulti e campagne d'odio. Il giornale sarà domani in edicola con la firma di Maurizio Belpietro ma non con quella di Umberto de Giovannangeli che, componente del comitato di redazione chiamato a lavorare a questo numero speciale, avendo saputo del cambio di direzione soltanto pochi minuti prima che il giornale andasse in stampa ha deciso di ritirarla in segno di protesta». «Da mesi - ha scritto ancora il cdr - la redazione è impegnata in un estenuante confronto con la proprietà nel tentativo di riportare il giornale in edicola, anche a costo di pesanti sacrifici, e mai una simile evenienza è stata prospettata al comitato di redazione e alla Federazione Nazionale della Stampa. È evidente che da ora in poi e su queste basi non c'è alcuna possibilità di trattare oltre e che i giornalisti de l'Unità tuteleranno la propria professionalità e la propria storia in tutte le sedi possibili».

Lorusso (Fnsi): sconcerta la decisione di nominare Belpietro
«La decisione del gruppo Piesse di nominare Maurizio Belpietro direttore editoriale dell'Unità sconcerta e preoccupa. Non per ragioni di carattere professionale, ma perché si tratta di una scelta che va contro la storia del quotidiano fondato da Antonio Gramsci», ha dichiarato Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi. «Ogni giornale - ha sottolineato Lorusso - ha un'identità precisa e definita che non può essere né snaturata né vilipesa. Soprattutto non possono essere offesi i giornalisti, i lettori e la memoria di quanti all'Unità hanno legato vita e militanza politica, impegno intellettuale e professionale. Maurizio Belpietro, che porta legittimamente avanti la sua visione del mondo e le sue idee, è quanto di più distante possa esserci dalla linea e dalla cultura politica di cui l'Unità è storicamente interprete».

É stata una provocazione
La decisione dell'editore, ha detto ancora Lorusso, «è grave e incomprensibile, oltre che una chiara provocazione, perché il giornale era già pronto per andare in stampa con la firma di un altro direttore responsabile. In realtà, gli editori vogliono umiliare una redazione che, dopo essersi vista negare diritti, da molti mesi è impegnata in una delicata trattativa per riportare in edicola lo storico quotidiano e salvare i posti di lavoro. Le modalità che hanno portato alla nomina del nuovo direttore - un blitz in piena regola - sono inoltre inaccettabili perché violano le procedure previste dal contratto. Di questa violazione, gli editori Stefanelli e Pessina saranno chiamati a rispondere nelle sedi competenti. Il sindacato dei giornalisti italiani continuerà ad essere al fianco dei colleghi dell'Unità che si sono ribellati a questo ennesimo sopruso».

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