Tendenze

Benessere e ambiente, aumenta il consumo consapevole di frutta e verdura

Secondo una ricerca di YouGov per Readly il 29% degli italiani dichiara di non aver mai consumato un pasto privo di carne e pesce

di Elisa Orlandotti

(Westend61-RF / AGF)

2' di lettura

Gli ultimi dati relativi al boom di alimenti vegetali sulle tavole degli italiani li ha forniti il Gruppo dei prodotti a base vegetale di Unione Italiana Food a fine luglio e il Rapporto Coop a inizio settembre: secondo entrambi gli studi, nell'ultimo anno, in Italia, c'è un'importante tendenza a scegliere cibi veg, numeri che, se visti in andamento percentuale, fanno pensare a una rivoluzione nel mondo dei consumi. A pesare non è l'8,2% di chi si dichiara vegetariano e vegano (dati Eurispes 2021), cifra pressoché invariata negli ultimi anni, ma i flexitariani, cioè le persone che, pur non rinunciando al consumo di carne e pesce, hanno deciso di ridurre le proteine animali e lasciare ampio spazio all'interno della propria dieta ai prodotti veg.

Quanti consumatori abbiano abbracciato questa scelta e in che modalità, facendo un passo verso il mondo plant based, è complesso saperlo, ma a darci un'idea oggi è un'indagine condotta da YouGov per Readly, compiendo 1.079 interviste Cawi a cittadini italiani di età superiore ai 18 anni, tra il 12 e il 14 marzo 2021. Se l'81% del campione afferma di sapere qual è la differenza tra cibo vegetariano e vegano, solo il 29% dichiara di non aver mai consumato un pasto privo di carne e pesce, percentuale che sale al 37% tra gli uomini sopra i 60 anni, compensata dal 14% dei quarantenni che dichiara di seguire quotidianamente una dieta veg.

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Readly – servizio in abbonamento digitale che consente l'accesso a 5mila riviste italiane e internazionali con un'unica app e che ha in catalogo 400 titoli dedicati a cucina e ricette – ha voluto approfondire la ricerca guardando alle motivazioni della diffusione del plant based: a vincere è la “scelta di benessere” (35%, la più alta d'Europa), al secondo posto ci sono le “convinzioni animaliste” (12%), solo al terzo le “ragioni ambientali” (7%).

Per la prima volta fa capolino in classifica un 5% del campione che azzarda “perché il cibo veg ha un gusto migliore”, segno forse che le aziende stanno puntando maggiormente sulla ricerca e sviluppo per proporre al consumatore un'offerta convincente e premiante. Oltre un terzo di chi abbraccia il veg è una donna tra i 30 e i 39 anni che si dichiara appassionata di questo tipo di cucina e afferma di adottare questa alimentazione più volte alla settimana; solo il 10% delle donne la sceglie quotidianamente, con un picco del 14% tra le 40-49enni.

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