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Benetti vara il terzo gigayacht. Sfida ai big del Nord Europa

di Raoul de Forcade

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3' di lettura

Benetti vara il terzo gigayacht di oltre 100 metri di lunghezza nell’arco temporale di 100 giorni e diventa l’unico player italiano attualmente in grado di competere con i cantieri tedeschi e olandesi, tradizionalmente specializzati nella realizzazione di barche di grandissime dimensioni.

L’azienda di Livorno ha coronato la celebrazione del 50° compleanno del gruppo Azimut Benetti - Paolo Vitelli ha fondato Azimut il 27 marzo 1969 - con il varo dello scafo in acciaio, con sovrastruttura di alluminio, Fb275 (il nome dello yacht, acquistato da un armatore australiano, non è stato ancora divulgato), che vanta una lunghezza di 108 metri, una larghezza di 14,5 metri e un pescaggio di 4,4 metri.

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Creata con lo scopo di attraversare gli oceani senza necessità di rifornimento, FB275 ha un serbatoio per il carburante con una capacità di 345mila litri che le consente di avere un’autonomia di 6.500 miglia nautiche a 14 nodi. Le linee esterne dello yacht sono state disegnate dallo studio inglese Rwd, mentre gli interni sono stati curati dal team di Benetti.

Sempre a Livorno, lo scorso dicembre, è stato varato il 107 metri FB277, seguito a febbraio da FB272, altro yacht di 109 metri. Mentre nel 2016 era stato consegnato il Lionheart, di 96 metri. Si tratta di imbarcazioni, tutte realizzate custom, che hanno un costo compreso, a seconda degli allestimenti scelti dall’armatore, tra 170 e 500 milioni.

«Il varo del 108 metri – spiega Paolo Vitelli - segna il culmine della prima fase della Benetti giga season. È bene ricordare che, nel mondo, attualmente sono in costruzione solo 18 yacht oltre i 100 metri e ne vengono consegnati circa quattro l’anno, per un fatturato complessivo di circa un miliardo. Noi ne abbiamo tre da dare ai rispettivi armatori. Quindi nel 2019 potremmo coprire il 75% della consegne mondiali o il 50%, se si arriverà, come è possibile, a sei consegne a livello globale. Finita questa tornata, comunque, vorremmo arrivare a costruire un gigayacht l’anno con Benetti, all’interno della consueta produzione annuale del cantiere, che è di 15-16 barche».

Nel mondo, attualmente sono in costruzione solo 18 yacht oltre i 100 metri e ne vengono consegnati circa quattro l’anno, per un fatturato complessivo di circa un miliardo

Vitelli spiega come la clientela per questo tipo di barche sia assolutamente internazionale: «L’armatore del Lionheart è inglese, quelli delle altre tre sono un russo, un mediorientale e un australiano». Si tratta di finanzieri e imprenditori in attività che hanno scelto di rivolgersi al cantiere italiano, anziché guardare al Nord Europa (e, del resto, Azimut Benetti è leader nel mondo nella costruzione di barche dai 24 metri in su).

«Il made in Italy – afferma Vitelli – garantisce delle finiture che non so se i cantieri tedeschi e olandesi, pur con la loro grande professionalità, sono in grado di offrire. Ad esempio su una di queste barche abbiamo una parete fatta di centinaia tulipani in legno laccato che con un motore magnetico si aprono e si chiudono senza rumore, in modo programmabile, al passaggio di una persona o per segnare l’alba o per indicare una stagione. Sempre in quella barca abbiamo 500 metri quadrati di video che non solo rilevano il passaggio di un ospite ma, dalla lettura facciale, ne capiscono l’umore e reagiscono creando le immagini di una foresta, di una cascata o comunque suggestioni adatte allo stato d’animo di quel momento. Oggi i principali soggetti europei, e non parlo di clienti, che possono essere di parte, ma di fornitori internazionali e broker, che lavorano tanto nel Nord Europa come in Italia, ci dicono che abbiamo superato la qualità olandese e tedesca».

Il made in Italy garantisce delle finiture che non so se i cantieri tedeschi e olandesi, pur con la loro grande professionalità, sono in grado di offrire

Giovanna Vitelli, che rappresenta la seconda generazione al vertice dell’azienda, aggiunge: «Diventare l’unico player in grado di competere con i cantieri del Nord Europa ci avvantaggia».

Sotto il profilo dei conti, Azimut Benetti ha chiuso l’anno fiscale 2017-2018 con un’Ebitda adjusted di 55 milioni e un valore della produzione pari a 850 milioni (400 circa di Azimut, 400 di Benetti e altri 50 di servizi). Per il 2018-2019, infine, Benetti prevede una crescita del 75% (da 12 a 21 unità) del numero di barche in produzione.

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