autostrade sotto attacco

Benetton, fondo Singapore, Fondazione Crt e Hsbc: ecco chi sono i soci di Atlantia

di Enrico Miele


L’Italia che crolla: dal ponte Morandi al viadotto della Palermo-Agrigento durato 10 giorni

2' di lettura

Non solo Benetton, ma anche il fondo sovrano di Singapore, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e il colosso del credito Hsbc. Tra i soci della holding Atlantia, che controlla Autostrade per l’Italia, finita nella bufera dopo il crollo del ponte sulla A10 di Genova, compaiono anche nomi di spicco della finanza (e non solo).

A tirare le fila della società, come azionista di controllo con in mano il 30,25% delle quote, è da sempre Edizione della famiglia Benetton tramite la finanziaria Sintonia (che ha lasciato il Lussemburgo nel 2012 e si è trasferita in Italia). A seguire, tutti con quote minori, nell’azionariato di Atlantia compaiono Gic Private Limited, che è il fondo sovrano di Singapore con l’8,13%, poi Fondazione Crt presieduta Giovanni Quaglia (5,06%) e la banca Hsbc (5%). Il fondo americano Blackrock, che fino a marzo deteneva una quota del 5,12% ha limato al ribasso la sua partecipazione negli ultimi tempi (e non compare più tra gli azionisti sopra il 5%).

Chi è, cosa fa (e chi possiede) il gigante dei caselli
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Un quinto del flottante in mano a investitori italiani
Il flottante di Atlantia - cioè i titoli che si possono scambiare in Borsa - è pari al 45,46% delle azioni. Secondo i dati Consob, al 31 marzo 2018 il 23,9% del flottante era detenuto da investitori statunitensi, seguiti dal 20% del Regno Unito, dal 19,9% dell’Italia (compresi i piccoli investitori), dal 15,7% del resto d’Europa, dal 9% del’Australia, dal 5,8% del resto del mondo e dal 5,3% della Francia.

GUARDA IL VIDEO: l’Italia dei ponti che crollano

Ricavi sfiorano i 6 miliardi, concessioni da Brasile a Polonia
Con oltre 5,9 miliardi di ricavi e un utile netto che lo scorso anno è salito del 4% a quota 1,17 miliardi, Atlantia è uno dei big delle concessioni autostradali in Europa e in giro per il mondo. Nel suo portafoglio ci sono oltre 2mila chilometri di autostrade a pedaggio in concessione tra Brasile, Cile, India e Polonia, mentre cinque anni fa la holding è entrata anche nel settore aeroportuale tramite la gestione dei due aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino (più altri tre minori in Francia).

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