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Beni confiscati, per il recupero 2,9 milioni

Dalla Regione

di Michelangelo Bonessa

2' di lettura

La Lombardia è la quinta regione in Italia «per numero di beni immobili confiscati (destinati e in gestione) alla criminalità organizzata», spiega l’ultimo report regionale: «Risultano 1.935 immobili in fase di gestione, che per ragioni procedurali sono ancora sotto la gestione di Anbsc, e 1.342 immobili destinati, per i quali le procedure sono giunte al termine ed è stato possibile procedere alla loro destinazione, per finalità istituzionali o sociali».

Si tratta di un settore in cui Regione Lombardia sta progressivamente aumentando gli sforzi economici: dal 2019 a oggi ha investito quasi 2,9 milioni di euro per la ristrutturazione e il recupero dei beni confiscati.

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Sempre secondo il report regionale, infatti, «nel 2019 sono stati assegnati a 7 comuni complessivamente 467.097,20 euro per finanziare 12 interventi di recupero. Nel 2020 sono stati assegnati a 12 enti locali complessivamente 1.000.359,28 euro per finanziare 17 interventi di recupero. Nel 2021 sono stati assegnati a 14 enti locali complessivamente 1.154.866 euro per finanziare 19 interventi di recupero e per la prima volta sono stati assegnati contributi a 4 soggetti concessionari, per un importo complessivo pari a 261.790,27 euro».

Il settore si sta sviluppando, diventando soprattutto un’occasione per i servizi sociali. Un esempio è il progetto del comune di Magnago (Milano): qui l’amministrazione locale ha ottenuto 157.217 euro per il recupero di quattro appartamenti. Due di questi saranno destinati «a persone con disabilità, con la finalità di creare sia forme di residenzialità temporanea (“di sollievo”), per offrire uno spazio di sperimentazione dell’autonomia al di fuori della famiglia e/o dal contesto istituzionale di vita». Il terzo appartamento sarà destinato a ospitare genitori separati in difficoltà mentre il quarto verrà destinato a una famiglia custode, che, a fronte di un affitto calmierato, sarà referente del progetto e si occuperà di svolgere attività di cura e controllo. È un caso significativo per illustrare quello che sembra uno dei settori dove le amministrazioni pubbliche investiranno le proprie risorse nei prossimi anni per sostituire l’economia e la presenza criminale con circuiti virtuosi.

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