Riorganizzazione continua

Ai Beni culturali altri sette musei in mano ai direttori manager

La novità nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Ritorna l’autonomia per il parco dell’Appia antica, l’Accademia di Firenze e il museo nazionale etrusco di Villa Giulia

di Antonello Cherchi


Franceschini alla Fiera dei Musei: occorre investire sul settore

2' di lettura

Autonomia per sette nuovi siti, tre che la riacquistano, sette nuove soprintendenze territoriali create per ridurre il gigantismo di alcune, una soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo con sede a Taranto e centri operativi a Napoli e Venezia. E ancora, tre nuove soprintendenze archivistische e bibliografiche (Umbria, Basilicata e Campania), restituzione dell’autonomia organizzativa agli archivi di Stato, nascita della direzione generale per la sicurezza del patrimonio culturale e di quella per il turismo (che dall’Agricoltura ritorna ai Beni culturali), rafforzamento della direzione generale sulla creatività, a cui farà capo il neo istituto per la digitalizzazione del patrimonio.

Da una riorganizzazione all’altra
Sono le principali novità della riorganizzazione del ministero di via del Collegio Romano messe a punto dal nuovo responsabile, Dario Franceschini, che ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri del 2 dicembre. Dopo la riforma disegnata dal suo predecessore, Alberto Bonisoli, che però è rimasta praticamente al palo a causa del passaggio di consegne tra ministri, il nuovo assetto dei Beni culturali riporta al centro l’autonomia dei luoghi d’arte, ridimensionata da Bonisoli.

L’annuncio del programma
Franceschini aveva già avuto modo di annunciare le linee portanti del nuovo intervento durante le audizioni parlamentari nelle quali aveva illustrato il proprio programma. In quella sede, a inizio ottobre, aveva affermato il ripristino dei Cda nei musei autonomi, cancellati dal predecessore, e si era pronunciato per lo stop al taglio dei siti guidati da direttori manager.

Sempre più autonomia
Il decreto di riorganizzazione, previsto dal decreto legge 104/2019 che ha restituito il turismo ai Beni culturali, tiene fede a quegli intenti e restituisce l’autonomia alla Galleria dell’Accademia di Firenze, al parco archeologico dell’Appia antica, al museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma. Inoltre aggiunge altri sette siti ai 32 che già sono autonomi. Le new entry sono: Vittoriano e Palazzo Venezia a Roma; la pinacoteca di Bologna; il museo nazionale d’Abruzzo; il museo archeologico di Cagliari; Palazzo reale a Napoli; il museo nazionale di Matera; il parco archeologico di Sibari.

Crescono le soprintendenze
Sette sono anche le nuove soprintendenze, pensate per ridimensionarne alcune che dopo l’istituzione della soprintendenza unica - voluta dalla prima riorganizzazione di Franceschini - si ritrovavano a gestire un territorio molto vasto. Per esempio, la Toscana aveva cinque soprintendenze e la Lombardia, con una popolazione molto superiore, solo due. Così nasce la soprintendenza di Pavia, Monza e Brianza. In Liguria e Marche le soprintendenze raddoppiano (finora ce n’era solo una), viene creata quella di Cosenza, nel Lazio quella di Rieti, Viterbo e per l’Etruria meridionale e in Abruzzo l’Aquila e Teramo. Inoltre, per ridare smalto all’archeologia subacquea, viene istituita la soprintendenza per il patrimonio subacqueo, con sede a Taranto.

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