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Bentornata età dell’oro

Una colata lavica aurea sgorga dalle finestre del Museo Correr in Piazza San Marco. E' l'ultima installazione che Fabrizio Plessi ha realizzato in omaggio a Venezia e alla sua bellezza.

di Silva Menetto

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Una colata lavica aurea sgorga dalle finestre del Museo Correr in Piazza San Marco. E' l'ultima installazione che Fabrizio Plessi ha realizzato in omaggio a Venezia e alla sua bellezza.


2' di lettura

A Venezia l'arte, poco a poco, si riprende i suoi spazi dopo il vuoto pneumatico causato dalla pandemia. I musei cittadini riaprono le porte ai visitatori (il 10 settembre tocca a Ca' Pesaro, la Galleria Internazionale d'Arte Moderna, dopo dieci mesi di chiusura per i danni causati dall'acqua alta eccezionale del 12 novembre scorso) e il salotto cittadino si accende d'oro.

In Piazza San Marco le quindici finestre del Museo Correr che affacciano sulla Basilica di San Marco, risplenderanno tutti i giorni, fino al 21 novembre, di una cascata d'oro liquido: è “L'Età dell'Oro” di Fabrizio Plessi, una video-installazione che è davvero figlia dei tempi. Plessi l'aveva ideata nel 2019, era l'omaggio che aveva in animo di fare all'aurea bellezza di Venezia, sua città d'elezione, al compimento dei suoi 80 anni.

Aura di spiritualità

L'emergenza Covid ha sparigliato le carte, ha costretto tutti a una profonda riflessione e anche l'artista, nei lunghi mesi di isolamento, ha ripensato il progetto, che si è ammantato di un'aura di spiritualità.Dalle magmatiche cascate d'oro che scorrono in loop sulle finestre dell'Ala Napoleonica, grazie a una sofisticata tecnologia a led, affiora la scritta “PAX TIBI”: un auspicio, un invito universale alla pace che riprende l'incipit del libro che il leone di San Marco – simbolo di Venezia - tiene tra le zampe: “Pax Tibi, Marce, evangelista meus”. Pace per noi stessi e per il mondo, per Venezia, città d'arte che vuole lanciare al mondo un segnale di speranza e di ottimismo.

Plessi, che da oltre cinquant'anni lavora con le tecnologie più avanzate ed è uno dei padri fondatori della videoarte, ha racchiuso nel progetto “Età dell'Oro” la sua idea, classica e contemporanea al tempo stesso, di un mondo mobile, fluido, in cui un processo alchemico scioglie l'oro di Venezia, delle sue chiese, dei mosaici della Basilica, in un magma prezioso che scende fragoroso e ininterrotto, a cascate, dalle finestre del Museo Correr.

Michael Nyman

L'installazione, realizzata grazie alla partnership della Maison Dior e accompagnata dalle note del compositore Michael Nyman, diventa un potente momento di comunione tra mito e futuro, sacro e profano, arcaicità e tecnologia. Plessi si era già confrontato con la stessa scenografia in Piazza San Marco: nel 2001 furono acqua e fuoco a sprigionarsi dalle finestre dell'Ala Napoleonica con la videoinstallazione “Waterfire”. Ritornare nello stesso luogo vent'anni dopo, utilizzando sempre gli schermi a led per un'opera completamente nuova, è l'ennesima magia che Plessi ha saputo realizzare dai suoi sogni. E non è che il prologo.

A questo navigatore solitario nel mare dell'arte contemporanea, che non ha mai smesso di sognare, la Fondazione Musei Civici ha voluto regalare, per i suoi primi ottant'anni, una personale che si terrà in autunno a Ca' Pesaro e avrà il medesimo titolo, “L'Età dell'Oro”. Sarà una reinterpretazione da parte di Fabrizio Plessi della sua più recente produzione, immaginata e preparata durante i lunghi mesi del lockdown. Una mostra “in fieri” come conferma l'artista, dal contenuto magmatico, così come è la vita, sospesa tra forme classiche e tecnologia digitale, dove l'oro è ancora una volta metafora di eterna abbagliante bellezza.


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