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Benzina, dall'App pubblica al Qr code: le misure allo studio per verificare i prezzi

Allo studio un’applicazione per conoscere il prezzo dei carburanti applicati in ogni singolo impianto anche nelle vicinzanze. Intanto il governo apre sulle sanzioni in caso di violazione degli obblighi di comunicazione

Caro benzina, governo interviene con decreto su trasparenza

2' di lettura

Mentre dai benzinai spirano venti di guerra con una serrate dei distributori fissata - e mai cancellata - dal 24 al 26 gennaio prossimi, si allenta la stretta sulle sanzioni per gli esercenti che violano le norme sulla trasparenza. Per andare in soccorso dei consumatori il ministero sta studiando una App gratuita sui prezzi di benzina e diesel con tanto di geolocalizzazione.

La app e l’Osservatorio

Lo strumento che il ministero sta mettendo a punto consentirà di conoscere il prezzo medio regionale e grazie alla geolocalizzazione anche il prezzo praticato da ciascun distributore nelle vicinanze.

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L'ipotesi di una App pubblica sarebbe tra quelle sul tappeto, insieme all'introduzione di un meccanismo con il Qr code, per superare il nodo dell'obbligo di esposizione del prezzo medio regionale nelle stazioni di servizio. Secondo quanto si è appreso, l'ipotesi consentirebbe una scelta facile evitando all'automobilista di avvicinarsi ai cartelloni per verificare il prezzo con il qr code nello stesso tempo rappresenterebbe una banca dati con la quale sarebbe possibile, per le autorità, effettuare monitoraggio, controlli ed eventualmente intervenire.

Tra gli strumenti già operativi vale la pena di ricordare che sul sito del ministero delle Imprese e del made in Italy è già attivo da diverso tempo l’Osservatorio dei prezzi dei carburanti con i prezzi costantemente aggiornati e gli esercizi più vicini.

Verso l’allentamento della stretta sulle sanzioni

Intanto il ministro Adolfo Urso ha fatto nuove aperture ai rappresentanti di categoria. Le modifiche alla nuova normativa proposte dal Governo allenterebbero la tagliola delle sanzioni. L'obbligo di comunicazione dei prezzi della benzina sarà settimanale (e non giornaliero) e ad ogni variazione del prezzo.

La chiusura per omessa comunicazione avverrà solo dopo 4 omissioni nell'arco di 60 giorni (e non più dopo tre senza limiti temporali anche non consecutivi). L'eventuale chiusura potrà essere decisa da 1 a 30 giorni (prima la previsione era da 7 a 90 giorni). Le sanzioni per omessa comunicazione saranno da un minimo di 200 a un massimo di 800 a seconda del fatturato dell'impianto (prima raggiungevano i 6.000 euro).

Categoria sul piede di guerra

Nonostante le aperture da parte del governo sulle modifiche al provvedimento - che è incardinato in Parlamento, e che quindi dovrà compiere l'iter di conversione in legge - resta comunque divisivo il tema dell'obbligo dell'esposizione del prezzo medio regionale (che diventa settimanale anziché giornaliero).

Tanto che le tre organizzazioni dei benzinai (Faib Confesercenti, Fegica, Figisc-Anisa) hanno ribadito la volontà di scioperare per 48 ore (pur facendo presente che saranno garantiti i servizi minimi essenziali). Lo stop - che include anche il self service - inizierà su strade e autostrade alle 19 della sera del 24 gennaio e si concluderà alle 19 del 26 gennaio. A meno che nel frattempo non si trovi il compromesso.

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