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Bergamo e la cura del ferro, entro il 2026 realizzate opere per 640 milioni di euro

Con l'inaugurazione dei Giochi olimpici di Milano-Cortina è prevista l'attivazione del collegamento ferroviario diretto tra la stazione Fs e l'aeroporto di Orio, la riqualificazione della stazione Fs e il potenziamento della linea Ponte San Pietro-Bergamo

di Marco Morino

La nuova stazione ferroviaria. Nei prossimi anni la stazione di Bergamo (nelle immagini, alcuni rendering del progetto) è destinata a cambiare volto e a rappresentare una nuova centralità per la città, un vero e proprio nodo di servizi e scambio intermodale

4' di lettura

In vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, per Bergamo si prospetta una cura del ferro da 640 milioni di euro. Tre opere ferroviarie che produrranno un forte impatto sul sistema dei trasporti: il collegamento diretto tra la stazione Fs di Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio (investimento di 170 milioni); il progetto per la nuova stazione ferroviaria di Bergamo, che diventerà un hub per la mobilità urbana sostenibile (80 milioni, di cui 50 con risorse del Pnrr); il potenziamento della linea ferroviaria Ponte San Pietro-Bergamo-Montello (360 milioni). Interventi che agevoleranno l’accessibilità all’area bergamasca, che potrà attirare un maggior numero di studenti, lavoratori e turisti. In particolare, Bergamo come attrattore turistico è destinata a cambiare notevolmente e la nuova stazione ha l’obiettivo di accompagnare e rappresentare per prima questo cambiamento.

Aeroporto di Orio e stazione Fs

Il collegamento diretto tra la stazione Fs e l’aeroporto di Orio, terzo scalo italiano per numero di passeggeri in transito dopo Fiumicino e Malpensa, è stato inserito nell’elenco delle opere olimpiche e pertanto dovrà essere ultimato entro l’inizio del 2026 (i Giochi sono in programma nel mese di febbraio). Quando il raccordo ferroviario, lungo circa 5 chilometri, diventerà operativo, di colpo l’aeroporto di Orio sarà raggiungibile da Milano Centrale anche dai Frecciarossa, con tempi di percorrenza intorno ai 50-60 minuti. Invece, dalla stazione Fs di Bergamo all’aeroporto (e viceversa) la navetta ferroviaria impiegherà circa 10 minuti. Una vera e propria rivoluzione per lo scalo orobico, che oggi dispone solo di collegamenti su strada.

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Per questa ragione, Comune di Bergamo e Rfi (Rete ferroviaria italiana, società del grupo Fs) hanno l’obiettivo di ripensare anche la stazione ferroviaria di Bergamo, per trasformarla, sempre entro il 2026, in un nodo avanzato per la mobilità integrata e in un polo di servizi per la città. La stazione ferroviaria di Bergamo movimenta attualmente circa 8,5 milioni di passeggeri ogni anno. Si stima che salirà a quota 10 milioni entro il 2026. Lo sviluppo del nuovo hub si inserisce in un contesto di trasformazione urbana che interessa una vasta area della città, a cavallo dell’asse ferroviario e della stazione e che coinvolge anche le aree dello scalo ferroviario di Bergamo denominate Porta Sud. L’avvio dei lavori è previsto a metà 2024.

Si rafforza così la centralità della stazione di Bergamo quale polo di attrazione per lo sviluppo sostenibile del territorio, con nuove funzioni e servizi per i viaggiatori. Alla stazione e collegamento via treno con l’aeroporto si aggiunge il via libera di Regione Lombardia al progetto definitivo per il potenziamento della linea ferroviaria Ponte San Pietro-Bergamo-Montello. Spiega Claudia Maria Terzi, assessore regionale ai Trasporti: «Il potenziamento della linea è strategico perché consente, in sinergia con la futura ferrovia per l’aeroporto di Orio, di potenziare i servizi ferroviari sia all’interno della provincia di Bergamo sia rispetto ai collegamenti tra Bergamo e Milano. Si tratta di un intervento che Regione Lombardia ha fortemente sostenuto, ottenendo sia il commissariamento dell’opera per snellire le procedure sia l’inserimento nell’elenco delle infrastrutture finanziate dal Pnrr». L’opera consentirà, per esempio, di effettuare corse ogni 15 minuti tra Curno e Bergamo. Così come ci saranno corse ogni 15 minuti tra Bergamo e l’aeroporto, una volta completata la ferrovia per Orio. L’intervento complessivo beneficia di uno stanziamento di 390 milioni di euro derivante da risorse ministeriali e del Pnrr. L’attivazione della linea è prevista entro il 2026.

Dice Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo: «Per molto tempo il nostro territorio è rimasto ai margini delle grandi direttrici di trasporto. Ora però le cose stanno cambiando. Abbiamo la necessità di arrivare a Milano velocemente e di potenziare i collegamenti con il nostro aeroporto. Investire sull’accessibilità del territorio bergamasco - continua Ricuperati - significa renderlo più attraente anche per l’occupazione e molte piccole e medie imprese bergamasche avranno l’opportunità di attirare giovani talenti, ma anche manager in carriera, come pure i numerosi centri di ricerca sparsi sul territorio e tutto il mondo dei servizi».

Il progetto per le merci

Non ci sono solo i passeggeri. Anche il trasporto merci potrebbe presto compiere un salto di qualità, grazie a un maxi insediamento logistico nella Bassa Bergamasca. Continua la presidente di Confindustria Bergamo: «Mi riferisco al progetto del nuovo centro intermodale per lo scambio delle merci gomma-ferro di Cortenuova». Il nuovo centro logistico ospiterà, tra l’altro, l’attuale scalo ferroviario merci della città di Bergamo. Tra gli operatori interessati a investire su Cortenuova, che sorge non distante dall’autostrada Brebemi (Brescia-Milano), ci sarebbe anche il colosso mondiale dello shipping Msc (gruppo Aponte). Proprio la presenza di Msc garantirebbe al centro intermodale di Cortenuova una serie di connessioni con i porti di Genova, Ravenna e Trieste, proiettando il territorio bergamasco al centro di una fitta rete di traffici internazionali. Osserva Ricuperati: «La realizzazione del progetto relativo alla piattaforma intermodale di Cortenuova determinerà un ampliamento dei flussi su rotaia e rappresenterà un’opportunità di sviluppo per il territorio, caratterizzato da elevata vocazione manifatturiera e localizzato al centro della Lombardia e nel cuore dell’Europa e quindi baricentrico agli scambi sulle direttrici est-ovest e nord. L’infrastruttura consentirà alle imprese di accedere a una modalità di trasporto delle merci a minore impatto ambientale, meno energivora e più economica rispetto alla tradizionale movimentazione su strada».

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