ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCORONAVIRUS, LA FASE DUE

Bergamo con Intesa Sanpaolo, 30 milioni per le microimprese

Il sindaco Giorgio Gori e il ceo dell’istituto Carlo Messina lanciano il Programma Rinascimento - «Questa città deve ora diventare il simbolo della ripartenza»

di Matteo Meneghello

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(© Tommaso di Girolamo)

Il sindaco Giorgio Gori e il ceo dell’istituto Carlo Messina lanciano il Programma Rinascimento - «Questa città deve ora diventare il simbolo della ripartenza»


3' di lettura

Fase 2, a Bergamo ripartenza "al rallentatore"

Un piano articolato da 30 milioni per supportare le micro e piccole attività d’impresa, i piccoli esercizi commerciali e artigianali. È l’idea concepita dal Comune di Bergamo, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, per governare la fase due dell’emergenza Coronavirus. L’operazione, che comprende anche interventi sulla mobilità cittadina e provinciale, prevede contributi a fondo perduto e uno strumento innovaitoc, come il prestito d’impatto. «Quello che si facendo a Bergamo per far rinascere il territorio è un simbolo per tutto il Paese. In Italia dobbiamo ora passare al rilancio socio-economico - ha detto ieri il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso della presentazione del progetto -. Questo progetto - ha aggiunto - dovrebbe essere mutuato dal governo a livello nazionale».

L’operazione è stata presentata dal Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e dal Consigliere Delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. Il «Programma Rinascimento» prevede innanzitutto 3 milioni di euro di contributi a fondo perduto per coprire le spese che le piccole imprese commerciali e artigianali hanno dovuto sostenere durante la chiusura forzata, accompagnati da prestiti d’impatto (per una cifra di 20 milioni di euro, con scadenze estendibili e tassi agevolati, variabili a seconda del raggiungimento di obiettivi sociali concordati con il Comune) per consentire loro di affrontare gli investimenti che saranno necessari per adattare i propri spazi e i propri servizi al nuovo contesto di “convivenza” con il Covid-19, a loro volta abbinabili a contributi a fondo perduto per ulteriori 7 milioni di euro. Gli interventi potranno riguardare anche attività penalizzate da una forte contrazione di fatturato anche dopo la riapertura - per esempio quelle della filiera turistica - o start-up future.

I 10 milioni di euro complessivamente finalizzati all’erogazione di contributi a fondo perduto verranno invece versati nel Fondo di Mutuo Soccorso istituito dal Comune di Bergamo per sostenere il rilancio della città dopo l’emergenza Coronavirus. La gestione di questa attività, oltre che l’erogazione dei contributi a fondo perduto e le attività di monitoraggio e rendicontazione sono affidati a Cesvi Fondazione Onlus, istituzione del Terzo Settore, con sede a Bergamo, con cui il Comune ha definito un'apposita convenzione. Un Comitato Tecnico di 5 membri, rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel progetto, svolgerà un ruolo di regia e di supervisione.

«Dopo essere stati, nostro malgrado, la città simbolo dell'epidemia vogliamo diventare la città simbolo della ripartenza del nostro Paese» ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori -. Siamo onorati che Intesa Sanpaolo abbia deciso di sperimentare a Bergamo, per estenderla poi ad altri territori, un’inedita e innovativa forma di cooperazione tra ente locale e istituzione bancaria, che per parte nostra faremo ogni sforzo per rendere efficace a vantaggio della nostra comunità».

Tra gli altri territori che, potenzialmente, potrebbero beneficiare del programa messo a punto con Bergamo, Carlo Messia ha citato Brescia. Ma «non confonderei i diversi profili» ha detto, replicando a chi gli chiedeva dell’operazione su Ubi banca, molto radicata in questi due territori. «Stiamo supportando la rinascita di una comunità - ha aggiunti - ma noi stiamo operando su tutti i territori. Siamo la prima banca, la bandiera italiana all’estero, e quindi è normale un nostro impegno in favore di tutte le realtà. Quanto invece all’operazione su Ubi banca ho ribadito, anche nei giorni scorsi, che abbiamo intenzione di andare avanti e in questo contesto ci sono motivazioni aggiuntive per farlo». Messina ha poi rivolto un appello agli imprenditori bergamaschi e bresciani con i quali c’è la «possibilità, insieme, di immaginare dei progetti anche sulle filiere. Noi lo faremo su tutti i territori ma qui ci sono dei campioni dell'imprenditoria italiana e credo che lavorando con loro si possono portare benefici anche alle filiere».

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