verso le elezioni

Berlusconi all’Ance: abolire codice appalti e split payment

di Andrea Gagliardi

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3' di lettura

«Bisogna abolire il codice appalti, farne un altro. E possiamo studiare insieme se vale la pena inserire le normative Ue che sono molto meglio di quelle italiane». È un Berlusconi lancia in resta e pronto a blandire i suoi interlocutori (mi sento sempre un uomo del mattone») quello che si è presentato, in ritardo, («scusate ma mi sballottano da una radio all’altra») alla sede romana dei costruttori dell’Ance in occasione della presentazione da parte dell’associazione nazionale costruttori edili del “Manifesto elezioni politiche 2018”. Stessi progetti per lo «split payment, che è un disastro, introduce differenze insopportabili per le aziende ed è da cancellare». E ancora: «Possiamo chiudere qui la riunione. Tutte le cose alle quali avete accennato sono state inserite nel nostro programma».

Berlusconi: flat tax al 23% e chiusura cause pendenti
Il leader azzurro ha rilanciato il progetto flat tax. «Siamo pronti per farla entrare in vigore dal 2019. Se abbassiamo le tasse al 23% con la flat tax e aumentiamo le sanzioni per chi evade, possiamo fare emergere l'evasione e l'elusione, che in Italia vale 800 miliardi di euro», ha detto Berlusconi, aggiungendo: «In questo modo possiamo togliere le imposte sulla casa, il bollo sull'auto, l'imposta sulle donazioni e successioni, l'Irap e l'Imu agricola. E ha anticipato una forma di condono: «Studieremo una percentuale, vediamo se il 5, il 10, il 15% pagando la quale si chiude le causa pendente con il fisco».

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Semplificazione edilizia: controlli solo finali
Poi, dopo aver confermato la detassazione per tre anni de i contratti di apprendistato e di primo impiego per i giovani, è tornato sull’idea di semplificare le norme in materia edilizia. «Nei primi tre mesi (di Governo, se eletti, ndr) faremo una legge - ha detto - che chi ha intenzione di costruire un edificio dia una comunicazione al Comune sotto la sua responsabilità». Solo quando l'edificio è costruito scatta il controllo e, «se c'e' qualcosa non in regola, diamo tre mesi per regolarizzare».

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Di Maio chiude squadra governo, scelta guarda a Colle
Intanto è pronta la squadra di governo che il M5s presenterà agli elettori. A quanto si apprende, il c andidato premier Luigi Di Maio ha definito praticamente tutti i ministeri. E, si sottolinea, nella scelta dei futuri ministri è stato anche tenuto presente l'eventuale e futuro giudizio del presidente. «Abbiamo designato i ministri come se Mattarella fosse presente», viene spiegato. I ministeri chiave saranno occupati da donne. L'annuncio dei nomi non sarà fatto in un'unica occasione ma sarà scaglionato nei prossimi giorni, a partire dalla prossima settimana o dalla fine di questa. Oggi Di Maio ha chiesto invece ai leader politici di sottoscrivere un impegno a far votare in Parlamento al suo gruppo politico la legge che introduce il vincolo di mandato in Costituzione.

Renzi: aumentare fondo per l’autosufficienza
Mentre il leader dem Matteo Renzi, dopo aver rivendicato al gruppo dirigente Pd di aver portato fuori l'Italia dalla crisi, ha ricordato tra l’altro che «quando il Pd è arrivato al governo, il fondo per la disabilità era pari a zero». «Oggi ci sono 500 milioni: sempre troppo poco, dobbiamo aumentarlo ancora» ha aggiunto.

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