Corsa al Colle

Berlusconi ancora incerto, vertice con gli alleati al buio

Salvini, come la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, vuole capire quali siano le intenzioni del Cavaliere

di Barbara Fiammeri

Verso il Quirinale: chi sarà il successore di Mattarella?

3' di lettura

Nella partita sul Quirinale si naviga ancora a vista. Nè Matteo Salvini né Giorgia Meloni sapevano ieri sera quale decisione oggi renderà nota Silvio Berlusconi al vertice del centrodestra. Una riunione convocata su iniziativa di Salvini che, come la presidente di Fratelli d’Italia, vuole capire quali siano le intenzioni del Cavaliere.

Berlusconi, dopo essersi riunito con lo stato maggiore del partito ad Arcore (presenti oltre ai capigruppo Paolo Barelli e Anna Maria Bernini, la senatrice Licia Ronzulli e Fedele Confalonieri) ha accolto la richiesta fattagli telefonicamente dell’alleato ma senza anticipare nulla. Ieri sera entrambe le opzioni erano infatti ancora in campo: andare avanti e sfidare la conta in Aula perché i numeri «sono discreti»; fermarsi e trovare una candidatura alternativa. Non si sa neppure se l’ex premier parteciperà di persona o in videocollegamento, da Arcore, al vertice con gli alleati che, sempre Salvini ha detto si svolgerà a Roma.

Loading...

Il segretario della Lega vuol tenere il boccino in mano. Dopo la notizia dell’appuntamento di oggi ha inviato a stretto giro un’altra nota titolata «lavori in corso» dove ha comunicato di «aver contattato tutti gli altri leader» e che «la coalizione avrà l’onore e l’onere di proporre per il Colle una candidatura “di alto profilo”». Parole che sembrano dare per scontato il passo indietro del Cavaliere. In realtà non è affatto così. E soprattutto l’ex premier non è intenzionato d assumere il ruolo del gregario.

Barelli, uscendo da Villa San Martino ieri si è limitato a confermare che oggi «molto probabilmente» Berlusconi scioglierà la riserva. Se decidesse di andare avanti - magari chiedendo ulteriori 24-48 ore per l’ultima verifica - Salvini e Meloni non potrebbero che appoggiarlo. Ieri l’ex premier avrebbe ricevuto assicurazioni di avere certi circa 500 voti (il quorum dalla quarta votazione è 505). Pochi per poterci provare, tenendo conto dei franchi tiratori. Ma forse molti di più di quanto potrebbe ottenere qualunque altro candidato del centrodestra.

Ecco , quello che è davvero difficile ipotizzare, è che Berlusconi faccia un passo di lato per favorire un esponente del suo stesso schieramento, che sia l’ex presidente del Senato Marcello Pera o l’attuale presidente Maria Elisabetta Casellati o il neopresidente del Consiglio di Stato Franco Frattini. Ma vale anche per Pier Ferdinando Casini che, pur essendo stato eletto nelle fila del Pd ha militato per lungo tempo nel centrodestra e che, secondo quanto emerge dai sondaggi tra i parlamentari, è il politico con le maggiori possibilità di superare l’asticella dalla quarta in poi, nonostante la contrarietà di Lega e Fdi.

Il timore di Salvini è che Berlusconi si metta di traverso a qualunque nome “interno” spianando così indirettamente la strada al candidato più accreditato al Colle e però più indigesto per il leader della Lega, ossia Mario Draghi. In tutte le conversazioni Berlusconi smentisce queste ricostruzioni. Ma il presidente di Forza Italia è politicamente troppo esperto per non sapere che più si va avanti senza trovare una via d’uscita, più si rafforza la candidatura del presidente del Consiglio. Anzi nessuno si sente di escludere che alla fine sia proprio lui a intestarsela. Se Berlusconi facesse il nome del premier, un momento dopo fioccherebbero le adesioni di altre forze politiche come il Pd, Italia viva ma anche i centristi del centrodestra guidati da Giovanni Toti.

«Ormai è evidente ci sono solo due nomi: Casini o Draghi», ha confermato ieri Osvaldo Napoli di Coraggio Italia. Il leader della Lega lo sa bene. E sa anche che gli rimarrebbe molto difficile anche sfilarsi visto che è pur sempre il premier a cui ha dato la fiducia. Inoltre anche nel Carroccio c’è chi vede con favore (a partire da Giancarlo Giorgetti) il trasloco al Colle di Draghi. Così come Giorgia Meloni. La leader di Fdi si muove senza fare troppo rumore ma è pienamente in gioco, pronta a sostenere Berlusconi se lo vorrà ma anche a non contrastare (anzi) l'ascesa di Draghi al Quirinale.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti