centrodestra

Berlusconi a Bruxelles: escludo grande coalizione

di Andrea Gagliardi

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(ANSA)


3' di lettura

«Escludo la possibilità di una grande coalizione, non c'è nessuna possibilità che accada, avremo la maggioranza alla Camera e al Senato». Così Silvio Berlusconi alla conferenza stampa nella sede del Ppe a Bruxelles. Una linea rilanciata nelle stesse ore a Roma dall’alleato leghista Matteo Salvini che ha ribadito il concetto, anche se in una chiave anti-Bruxelles, sicuramente non gradita dal Cavaliere: «Chi vota Lega fa una scelta chiara. Noi non siamo disponibili a sostenere governi con il centrosinistra imposti dalla Ue» ha detto il segretario del Carroccio, che però ha smentito la linea tracciata solo ieri dal fondatore di Forza Italia sulla disponibilità a rispettare il limite Ue del 3% del rapporto tra deficit e Pil («Il numerino 3, se danneggia le imprese e le famiglie italiane - ha dichiarato Salvini - per noi non esiste»).

Berlusconi: in Flat tax progressività meno marcata
Tornando sulla «rivoluzione fiscale della Flat tax», Berlusconi ha spiegato, rispondendo ai giornalisti a Bruxelles sulla eventuale incostituzionalità della tassa, che «nella Flat tax diminuisce la progressività eccessiva dell'attuale situazione» e che «la no tax area di 12 mila euro viene scontata da ogni reddito, quindi in progressione la percentuale che ciascun contribuente paga allo stato al Tesoro». Per il leader di Forza Italia la flat tax produrrà «un aumento del Pil», e porterà a «ridurre la percentuale del debito pubblico italiano per portarla al 125%».

«M5S una setta, come i comunisti con Mosca»
Ribadite poi le dure critiche al M5s, definito «un partito populista, non democratico». E ancora «una setta che dipende dagli ordini che riceve dall'alto». Il paragone è con «i comunisti di allora che erano pronti a cambiare le loro posizioni dietro un ordine di Mosca». «La sinistra è una scatola vuota
senza progetti e senza un'anima. oggi la sfida» alle elezioni «è tra il Centrodestra ed il M5S. E vinceremo noi», ha aggiunto l'ex premier.

«Cambiare foglio via definitivamente»
Berlusconi ha poi invocato una stretta in materia di immigrazione. «Dobbiamo snellire le procedure di identificazione per i migranti e dovremmo forse rinunciare alla possibilità di appello presso i nostri Tribunali e trasformare il foglio di via definitivamente con trasporti nostri nei Paesi di origine» ha detto il leader di Forza Italia, che ha aggiunto: «Per fare questo l'Europa deve essere protagonista, non solo degli accordi con i Paesi costieri del Mediterraneo che evitano l'imbarco dei migranti, ma anche accordi con tutti gli altri Paesi dei
migranti, in modo che accettino la 'restituzione' dei loro cittadini che sono venuti in Italia ed in Europa».

Le rassicurazioni del Cavaliere
«Rispetto della regola del 3%», «sostegno» dalla cancelliera Angela Merkel e «appoggio chiarissimo dal Ppe». Sono stati questi i concetti con cui Berlusconi, in trasferta a Bruxelles, ha provato a rassicurare l’Europa presentando il programma del centrodestra in caso di vittoria della sua coalizione alle elezioni a marzo. Una due giorni fitta di incontri con i leader del partito popolare europeo che lo hanno accolto a braccia aperte, e il capogruppo Manfred Weber che lo ha definito un «grande statista che non ha bisogno di riabilitazione». E poi con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che ha parlato di «eccellente» faccia a faccia. Il tutto per accreditarsi con i vertici delle istituzioni europee, preoccupate dall’avanzare dei populismi e del ruolo della Lega in un alleanza di centrodestra, in vista del voto di marzo in Italia.

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