si è dimesso sottosegretario Cassano (Ap)

Berlusconi: chi ha lasciato Forza Italia non verrà riaccolto

di Andrea Gagliardi

(ANSA)

4' di lettura

«Io chiarisco che Fi non accoglierà nessuno di coloro che l’hanno lasciata e hanno tradito gli elettori sostenendo un governo della sinistra, poi se i transfughi vogliono fare un movimento aggregandosi è un bene perché più è vasto il campo meglio è e ci consentirà di vincere le elezioni». Lo ha detto Silvio Berlusconi, leader di Fi nel corso della registrazione della trasmissione In Onda su La7, che ha negato contatti con il ministro dimissionario Enrico Costa. «Costa assolutamente non l'ho sentito. So che lui ha giudicato sbagliati dei provvedimenti e in coscienza ha ritenuto di dare le dimissioni».

Il Cavaliere ha annunciato poi un profondo rinnovamento del partito. «Secondo i sondaggi - ha assicurato - il mio consenso è al 26% mentre Fi è al 14% ed io do la colpa al fatto che Fi è in campo da tempo e qualche volta ha rappresentanti in tv che non suscitano entusiasmo, credo che il partito vada rinnovato e agli elettori ho intenzione di presentare persone nuove, i 'vecchi' se credono resteranno ma Fi va verso il rinnovamento»

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Si dimette il sottosegretario al lavoro Cassano (Ap)
Intanto il governo Gentiloni continua a perdere pezzi. Dopo le dimissioni del ministro per gli Affari regionali Enrico Costa il 19 luglio, sono arrivate anche quelle di un altro esponente di spicco di Alternativa popolare (Ap). Le ha annunciate in una nota il senatore Massimo Cassano, «a far data da oggi» dall’incarico di Sottosegretario al Lavoro. È dato per imminente il suo passaggio a Forza Italia, nonostante le parole di Berlusconi a La7. La notizia è arrivata nel giorno in cui Ap ha perso un altro pezzo da 90. Con il presidente della commissione Finanze della Camera Maurizio Bernardo che ha lasciato il gruppo parlamentare per aderire a quello del Pd.

Cassano passa a Forza Italia
Le dimissioni di Costa e Cassano dal governo sono foriere di imminenti cambi di gruppo. Cassano passerebbe direttamente a Forza Italia. Domani è prevista una conferenza stampa del partito in Puglia in cui si annunciano «importanti novità». Ma il presidente dei senatori di FI, Paolo Romani, ha già espresso la sua soddisfazione per un arrivo dato per scontato. «Non posso che accogliere con grande favore e sentito apprezzamento - dichiarato - il ritorno di un politico di un senatore, dell'esperienza e del valore di Massimo Cassano tra le fila di Forza Italia e del gruppo parlamentare che rappresento». Nel caso di Costa è probabile il passaggio per ora nel misto (che con i suoi 63 membri è ormai la terza forza politica a Montecitorio dopo i 283 deputati del Partito democratico e gli 88 del Movimento 5 stelle) in attesa che nasca la famosa “quarta gamba” del centrodestra (nome in pole “Italia civica”) ipotizzata da Berlusconi per accogliere i «transfughi».

La rottura con Alfano
Del resto sono molti i parlamentari di Ap che non condividono il progetto alfaniano di un centro autonomo, e per questo sono attratti dalle sirene berlusconiane. Sullo sfondo c’è infatti un’operazione politica, sponsorizzata dal Cavaliere, che passa non tanto (se non in casi limitati) in un ritorno dei centristi in Fi, quanto per la creazione di una nuova formazione centrista da lui sostenuta: appunto una sorta di “quarta gamba” del centrodestra (insieme a Fi, Lega e Fdi) che sarebbe il contenitore degli scontenti oggi in maggioranza e della varie sigle moderate (da Idea di Quagliariello e Augello agli zanettiani di Scelta civica), in vista di una alleanza con Fi alle elezioni politiche.

Maurizio Bernardo lascia gruppo Ap, aderisce al Pd
Intanto oggi il presidente della commissione
Finanze della Camera Maurizio Bernardo ha lasciato il gruppo parlamentare di Ap e ha aderito a quello del Pd. «Ho deciso di aderire al Partito Democratico di Matteo Renzi perché ritengo che oggi esso rappresenti, nell’ambito del panorama politico nazionale, la vera e l’unica speranza riformista per il nostro Paese», ha spiegato Bernardo. «Non potevo non riconoscere in questo progetto innovativo e riformatore, incarnato e sostenuto dal suo segretario - ha aggiunto - il naturale sbocco della mia azione politica, anche in considerazione del percorso degli ultimi quattro anni che mi ha visto svolgere in maggioranza e con il prezioso contributo e sostegno dei colleghi del Partito Democratico, il ruolo di presidente della commissione Finanze».

La polemica tra Tosi e Salvini
Da registrare infine il botta e risposta tra Salvini e Tosi. Il segretario della Lega oggi - in un'intervista - ha attaccato l’ex sindaco di Verona per il suo progetto di
un'area civica nel centrodestra che lo riporterebbe nell'orbita del Cavaliere («che tristezza, ha votato tutte le riforme di Renzi, a Verona ha candidato la fidanzata con il sostegno di Renzi e ora dice che torna? Se Berlusconi vuole imbarcarlo, gli consiglio di guardare con grande attenzione quante volte Tosi ha già cambiato casacca»). A lui ha replicato a muso duro Tosi, che ha definito il segretario del Carroccio «banderuola da Collegno». E lo ha bollato così: «Da leoncavallino e comunista padano a finto uomo di destra. Da bossiano, dopo aver 'usato' Umberto quand'era conveniente, poi l’ha accantonato e vilipeso. Da feroce secessionista, con tanto di insulti ai meridionali, a nazionalista di comodo».

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