intervista

Berlusconi: «Con il nostro Fisco, cuneo azzerato per i giovani assunti»

di Barbara Fiammeri

Ansa

3' di lettura

Non richieste ma proposte. È questa la “sfida” lanciata alla politica dalle Assise di Confindustria aVerona con un vero e proprio piano di rilancio per l’Italia che in 5 anni conta di aumentare gli occupati di 1,8 milioni rispetto alle stime attuali e di ridurre il rapporto debito/Pil al 110%. Un piano che non ha un destinatario ma che viene messo a disposizione dei leader che dopo il 4 marzo saranno chiamati ad assumersi la responsabilità di indicare la strada per attraversa la prossima legislatura. Tra questi ovviamente c’è Silvio Berlusconi che, convinto della vittoria del centrodestra, indica le convergenze tra le proposte di Confindustria e il programma della sua coalizione.

Occupazione e imprese: queste le priorità indicate da Confindustria, che chiede alla politica di non disperdere le risorse a favore di interventi assistenziali quali il reddito di cittadinanza o rimettendo in discussione le riforme fatte in questi anni. Condivide questa impostazione, puntando anzitutto su una strutturale riduzione del cuneo fiscale?

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Le priorità di Confindustria, occupazione e imprese, sono anche le nostre. Il nostro obbiettivo è far ripartire la crescita, che vogliamo portare almeno al 3% annuo: a questo scopo è centrale la riforma fiscale basata sulla flat tax, che comporta un’automatica riduzione del cuneo fiscale, come Confindustria giustamente chiede, ma anche l’abolizione dell’Irap, una imposta rapina che addossa proprio alle imprese il costo del lavoro. Inoltre, il cuneo fiscale sarà non ridotto, ma azzerato, per i primi sei anni per chi assumerà un giovane a tempo indeterminato. Per quanto riguarda il reddito di dignità, va sottolineato che si tratta di una misura di emergenza, che comunque avrà un effetto positivo sui consumi.

Il Piano di Confindustria parte dal presupposto che vengano mantenute le riforme realizzate in questi anni: dalla legge Forneo al Jobs act e a Industria 4.0: cosa farà Forza Italia se arriverà al Governo?

Il Jobs Act e la Legge Fornero sono due leggi sbagliate, ma noi non abbiamo alcuna intenzione di ripristinare la situazione precedente. Sulla riforma previdenziale, si tratta di rimediare - senza compromettere l’equilibrio dei conti - alle ingiustizie che la legge Fornero ha determinato e che in molte circostanze sono un problema anche per il sistema delle imprese. Intendiamo invece andare avanti con nuove e più efficaci misure per il lavoro, soprattutto al sud, e per l’equità previdenziale. Per quanto riguarda la quarta rivoluzione industriale, infine, è importante dotare le nostre Pmi di strumenti utili per poter competere nella sfida digitale e della internet-economy. Per questo, il nostro programma punta molto sulle reti d’impresa, sugli incubatori di start-up e sui nuovi strumenti della finanza d’impresa, come il crowdfunding e i minibond.

Da Verona arriva anche l’invito a sostenere anzi rafforzare il rapporto con l’Europa attraverso la nascita di un ministro delle Finanze indipendente, rilanciando gli eurobond per favorire la crescita di investimenti e occupazione e rassicurando contemporaneamente Bruxelles sulla riduzione del debito attraverso un piano di rientro. È una strada per lei percorribile?

Siamo in grado di rispettare gli impegni con l’Europa e in particolare l'abbattimento del debito. È una nostra priorità: a differenza del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, solo noi abbiamo previsto un programma per ridurre l’enorme montagna di debito pubblico riportando il rapporto debito/Pil al di sotto del 100% al termine della legislatura. Gli Eurobond sono uno strumento del tutto coerente con la nostra idea di Europa, anzi per la verità è stato proprio il mio governo a proporli in passato. Pur comprendendone le ragioni, invece, vedo più complessa, e forse prematura, l’idea di un Ministro delle Finanze europeo.

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