al congresso dei giovani di FORZA ITALIA

Berlusconi: in Italia clima illiberale. La replica di Salvini: sciocchezze


Berlusconi: "Siamo in dittatura" e Salvini lo gela

2' di lettura

«C’è un’aria di illibertà, siamo in una democrazia illiberale, anticamera della dittatura, se continua così». Così Silvio Berlusconi ai giornalisti arrivando al congresso dei giovani di Forza Italia a Roma, parlando del M5S al governo. «Dopo aver salvato l’Italia dagli eredi dei comunisti nel ’94 - ha aggiunto -, sono ancora in campo per dare un contributo al nuovo salvataggio dell’Italia». Matteo Salvini gli risponde poco dopo: «Mi dispiace che Berlusconi usi le parole
che di solito usano i Renzi, le Boldrini e gli Juncker».

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«Io - aggiunge il ministro dell’Interno e segretario della Lega - certe sciocchezze le lascerei dire ai burocrati di Bruxelles e ai frustrati di sinistra. Chi parla di rischio dittatura in Italia non ha ben presente che l’Italia sta bene».

«Penso - ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio che - ci sia la certezza che il centrodestra rimanga unito e che questo governo non possa durare. La Lega si accorgerà che non può tradire i suoi elettori e il governo cadrà». In questo scenario «ci sono due possibilità: o un mandato di governo al centrodestra che cerchi i voti in parlamento per una maggioranza, oppure nuove elezioni».

In vista delle europee di maggio Berlusconi lavora a un progetto anti-sovranista che dovrebbe chiamarsi “Altra Italia”. «Il nostro obiettivo - ha spiegato Antonio Tajani, vicepresidnete di Forza Italia - è quello di guardare alla società civile, al mondo cattolico, riformista e liberale allargando i confini di Forza Italia». Parlando ai giovani del suo partito Berlusconi li ha esortati a usare la Rete «nella grandissima campagna per le Europee che dobbiamo fare». Un aspetto sul quale l’ex presidente del Consiglio ha fatto autocritica ammettendo di aver sottovalutato la comunicazione internet: «Da uomo di tre generazioni - ha riconosciuto - fa non è il mio mondo» sottolineando come questo sia stato un fattore del deludente risultato elettorale. Prima delle elezioni politiche del 4 marzo, «in base ai sondaggi”, Berlusconi era convinto di «prendere il 24 per cento»: «Invece abbiamo preso il 14».

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