la sentenza della corte d’appello di milano

Berlusconi-Lario: Veronica non ha diritto a 1,4 mln al mese e deve restituire al cavaliere 45 mln

di Nicoletta Cottone

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Veronica Lario e Silvi Berlusconi

5' di lettura

Veronica Lario non ha diritto all’assegno di divorzio da 1,4 milioni al mese e dovrà restituire a Silvio Berlusconi poco più di 45 milioni di euro dal 2014 a oggi. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Milano che ha accolto l'istanza dell'ex premier. I legali di Berlusconi avevano chiesto di applicare la recente sentenza sull’assegno di divorzio della Cassazione per cui conta il criterio dell’autosufficienza economica e non il tenore di vita goduto durante le nozze. Il Cavaliere aveva sostenuto che la sua ex moglie- al secolo Miriam Bartolini - con liquidità per 16 milioni, gioielli e società immobiliari, è autosufficiente. La restituzione decorre dal marzo 2014, da quando fu dichiarato il divorzio. Nel maggio 2017 la Cassazione aveva confermato l’appannaggio mensile da 2 milioni di euro per Lario nell'ambito del procedimento di separazione.

Ecco quanto deve Veronica a Silvio
Facendo i calcoli, in base alla sentenza d'appello, Veronica sulla carta dovrebbe restituire all’ex marito poco più di 60 milioni. Ma in pratica gliene dovrà darne circa 45. In sospeso, e al di fuori del procedimento con cui è stato azzerato l'assegno di divorzio, ci sono infatti dei conti da saldare tra i due ex coniugi. Lei che ha chiesto il pignoramento di 26 milioni di euro (ora bloccati sui conti dell'ex premier) che comprendono una quota, quella più consistente, del mancato pagamento da parte di lui di una serie di mensilità dell'assegno stabilito in sede di separazione. Un'altra quota, per un importo più contenuto, riguarda alcune mensilità dell'assegno divorzile ora revocato. Con tali compensazioni extra divorzio, e che riguardano solo il periodo di separazione, Veronica in pratica dovrà ridare all'ex marito circa 45 milioni.

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Dopo la sentenza Grilli-Lowenstein
Si è tenuto dunque conto della sentenza con cui gli 'ermellini' in occasione del divorzio tra l’ex ministro Vittorio Grilli e la moglie Lisa Lowenstein avevano stabilito che il parametro del mantenimento del tenore di vita goduto durante il matrimonio non è più in vigore e che l’assegno di divorzio spetta solo a chi non è in grado di lavorare, non per sua colpa, e non ha redditi. Il parametro di riferimento - non esclusivo - proposto era l’ammontare degli introiti che, secondo le leggi dello Stato, consente (ove non superato) a un individuo di accedere al patrocinio a spese dello Stato». Quindi «euro 11.528,41 annui ossia circa 1.000 euro mensili».

Parametro di riferimento - non esclusivo - proposto dalla sentenza Grilli- Lowenstein: l’ammontare degli introiti che, secondo le leggi dello Stato, consente a un individuo di accedere al patrocinio a spese dello Stato: 11.528,41 euro annui ossia circa 1.000 euro mensili

Secondo i giudici Veronica ha un patrimonio di 104 milioni
Secondo i giudici Veronica Lario può «contare su un cospicuo patrimonio, oltretutto costituitole integralmente dal marito», Silvio Berlusconi, «nel corso del quasi ventennale matrimonio» somme di denaro che la stessa ex first lady «ha quantificato in 104.418.000,00 lordi», ha scritto la Corte d'Appello di Milano, Sezione Famiglia, nel provvedimento depositato oggi con cui ha azzerato l'assegno di 1.4 milioni al mese stabilito dal Tribunale di Monza in sede di divorzio. I giudici hanno ritenuto «che l’attuale condizione non solo di autosufficienza, ma di benessere economico della signora Bartolini, tale da consentirle un tenore di vita elevatissimo, comporti il venir meno del diritto a percepire un assegno divorzile». La signora Lario ha un suo patrimonio immobiliare «ingente»: si legge dell’acquisto a 'Milano 2', nel 2004 Palazzo Borromini, nel 2009 Palazzo Canova. In più l'appartamento comprato nel 2015 dalla signora Lario in via Besana, nel cuore di Milano, per 1.5 milioni di euro: «10,5 vani - si legge - e terrazzo». Per Berlusconi invece, la sua ex moglie ha un patrimonio «complessivamente stimabile di circa 300 milioni», contando tra i vari beni la villa a S-Chanf, in Svizzera, «del valore di diversi milioni di euro fiduciariamente intestata alla madre».

Berlusconi: i 46 milioni? Li prenderei in Am-lire
«I 46 milioni? Li prenderei in Am-lire: l’euro mi sta troppo antipatico... Ha fatto danno», ha commentato Silvio Berlusconi rispondendo, a Porta a porta, a una
domanda ironica rispetto alla cifra che in base alla sentenza di oggi la sua ex moglie dovrà corrispondergli. «Questa vicenda con la madre dei miei tre figli mi ha sempre amareggiato e addolorato. Ho lasciato tutto in mano ai miei avvocati e sono stato, credo, l'ultimo a saperlo, proprio venendo qui. Non commento, preferisco non commentare in alcun modo», ha detto Berlusconi.

Nelle pieghe della sentenza la lussuosa vita fra ville e viaggi
Nelle pieghe della sentenza si legge del «tenore di vita della famiglia Berlusconi (...) decisamente al di sopra della norma». Del fatto che Veronica Lario, rimasta incinta della primogenita «ha interrotto la sua carriera di attrice» e «ha personalmente allevato i propri tre figli» con l'aiuto della mamma e di una zia. L’ex first lady frequentava «per almeno cinque settimane all'anno, villa Certosa», ha avuto la disponibilità di «almeno una dozzina di persone» che prestavano «servizio domestico» a Villa Belvedere di Macherio dotata di piscina e palestra dove svolgeva attività sportive con «personal trainer e istruttori» a domicilio. Si parla anche dei molti viaggi «alle Galapagos, in Polinesia, alle Fiji, in Nuova Zelanda, in Cambogia, Laos e Thailandia, in Brasile, in Siria» e delle «lunghe crociere ai Caraibi” a bordo del Mornig Glory, lo yacht dell'allora suo marito.

Era stato il tribunale di Monza a decidere sull’assegno
L'assegno di mantenimento mensile da 1,4 milioni era stato fissato dal tribunale di Monza, nel 2015, confermando la cifra che il giudice Anna Maria di Oreste aveva indicato durante l’udienza presidenziale della causa di divorzio. Veronica Lario allora aveva chiesto oltre 3 milioni. Il tribunale aveva parametrato l’assegno mensile della ex first lady in base al patrimonio di Berlusconi.

L’anno prima lo scioglimento del matrimonio
Il tribunale di Monza a febbraio del 2014 aveva dichiarato sciolto il matrimonio tra l'ex premier e la moglie, lasciando aperto il capitolo economico. La richiesta di separazione era stata avanzata da Veronica Lario nel 2009. L’ex first lady e l’ex cavaliere avevano cercato più volte di trovare un accordo, ma ogni tentativo era risultato vano. Nel dicembre 2012 la sentenza di separazione non consensuale depositata al tribunale di Milano fissava a quota 3 milioni di euro mensili l'assegno di mantenimento che Berlusconi avrebbe dovuto versare alla Lario, che rinunciava alla villa di Macherio, dove aveva continuato a risiedere negli anni della separazione. Con la sentenza resa pubblica il 23 giugno 2015, lo stesso tribunale aveva determinato in 1,4 milioni di euro al mese l’importo dell’assegno di mantenimento in favore della Lario.

Il matrimonio nel 1990
Il matrimonio tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario è durato 24 anni. È stato celebrato con rito civile dal sindaco Paolo Pillitteri a Palazzo Marino, sede del comune di Milano, il 15 novembre 1990. Per lo sposo i testimoni furono Fedele Confalonieri e Bettino Craxi e per la sposa Anna Craxi e Gianni Letta. L'inizio del loro rapporto risaliva a una decina d'anni prima.

Berlusconi-Lario, un matrimonio durato 24 anni

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