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Berlusconi: no appoggio esterno a Lega-M5S. Di Maio: decreto per voto a giugno

di Al.Tr.

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L'ipotesi del voto in piena estate preoccupa M5s e Lega (Ansa)


4' di lettura

Nel tentativo di scongiurare il ritorno alle urne, la Lega torna a chiedere a Berlusconi un "passo di lato" per consentire la nascita di un governo con i Cinquestelle. Ma dall’ex Cav arriva l’altolà ufficiale dopo il rincorrersi di alcune voci. «Silvio Berlusconi smentisce fermamente le indiscrezioni secondo le quali sarebbe pronto a dare un appoggio esterno ad un governo guidato da M5S e Lega.

Dopo due mesi di tentativi per dare vita ad un governo espressione del centrodestra, prima forza politica alle elezioni del 4 marzo, Forza Italia non può accettare nessun veto», si legge in una nota del leader di Fi.

In precedenza fonti di Forza Italia interpellate dall’agenzia Reuters avevano affermato che era in corso una riflessione da parte di Berlusconi su un possibile «passo di lato» per consentire la nascita di un governo M5S-Lega. Ore di riflessione per scongiurare un ritorno immediato alle urne. Indiscrezioni poi smentite dal leader azzurro.

Di Maio: chiederemo decreto d'emergenza per voto a giugno
Votare a luglio sarebbe un fatto problematico per gli stessi pentastellati. «E infatti facciamo passare questa settimana per capire cosa deciderà il presidente sul governo che vuole proporre. Ma qualunque sarà il governo noi abbiamo intenzione la settimana prossima di chiedere di emanare un decreto di emergenza che consenta di modificare un parametro sul voto degli italiani all'estero e, quindi, andare a votare ancor prima di luglio, anche a giugno e avere la possibilità di chiuderla questa partita una volta per tutte» mette in chiaro il capo politico del M5S Luigi Di Maio in un'intervista con Giovanni Floris. «Questo è un anno in cui dobbiamo scongiurare l'aumento dell'Iva e per me nella legge di bilancio a fine anno si devono tagliare gli sprechi, abbassare le tasse alle imprese e fare un serio reddito di cittadinanza per chi in questo momento cerca lavoro. Questi strumenti si possono mettere nella legge di bilancio ed è per questo che si deve andare a votare il prima possibile».

Gelmini: Giorgetti chieda a Di Maio stop a veti su Fi
Nel rifiutare la proposta della Lega e qualsiasi ipotesi di fiducia a un governo neutro, Gelmini ha spiegato che «da quando è sceso in campo, il presidente Berlusconi si è sempre battuto per l'unità del centrodestra, quindi per un principio di lealtà non saremo noi certamente a distinguerci rispetto al resto della coalizione, quindi crediamo che non ci siano le condizioni per votare un governo neutrale». Forza Italia è dunque pronta a tornare alle urne, anche se «ci limitiamo a osservare che il voto a luglio non sarebbe adatto - ha aggiunto Gelmini - ma certamente la scelta della data compete a Mattarella». E in un post su Facebook, la capogruppo di Fi invita il leghista Giorgetti a «chiedere esplicitamente al leader del Movimento 5 stelle di mettere da parte l'inaccettabile veto nei confronti di Forza Italia per far nascere subito un governo politico. Da parte nostra, ed è sempre stato così, nessun pregiudizio nei confronti di nessuna forza politica».

Di Maio: voto il 22 luglio, rischio astensionismo
La giornata di attesa per le decisioni del presidente Mattarella - che domani dovrebbe conferire l'incarico per il governo "neutrale" è agitata anche dalla preoccupazione dei partiti per la possibilità di un ritorno alle urne il 22 luglio, in piena estate, con il rischio di seggi semi deserti. «Sono consapevole che c'è un rischio astensionismo con il voto il 22 luglio» e l'astensionismo «è un dramma» per il leader M5S Di Maio.

Giorgetti (Lega): se Fi vota governo neutrale fine dell'alleanza

Preoccupata anche la Lega: «A Di Maio e Berlusconi chiediamo: fate un passo laterale, andiamo da Mattarella tutti insieme e troviamo una soluzione politica», dice il capogruppo leghista Gian Marco Centinaio a Rai Tre. «Ammetto anche io che il 22 luglio è una data abbastanza rischiosa», aggiunge Centinaio. Sempre dal Carroccio, il capogruppo Giancarlo Giorgetti avverte che se Berlusconi votasse la fiducia al governo di tregua sarebbe la fine dell'alleanza. E il leader Salvini ribadisce: «Un governo "neutrale" sarebbe davvero una presa in giro: o governo politico, con onori e oneri, o voto subito».

Ribadito no al governo tecnico dal M5S
«Gli italiani sceglieranno se questa classe politica deve restare a dettare le condizioni guardando ai propri interessi. Sarà un ballottaggio», continua Di Maio parlando del voto del 22 luglio. E ribadisce: «Noi un Governo tecnico, o neutrale che dir si voglia, non lo votiamo perchè significherebbe votare persone che non hanno connessione con la popolazione, rischierebbero di far quadrare solo i conti con un effetto come quello che ha avuto il Governo Monti». Quanto alla scelta di Salvini di non lasciare la coalizione di centrodestra per stringere un accordo con il M5S, il capo della Lega «ne risponderà alla storia e agli italiani - Se si torna a votare è perchè Salvini ha preferito la restaurazione alla rivoluzione».

Martina: irresponsabili ci hanno portato fin qui
Dal canto suo il reggente Pd Martina, intervistato su Radio Capital ribadisce che i dem sono «pronti a dare una mano per un governo di servizio di iniziativa del presidente Mattarella». E accusa: «Queste ore hanno dimostrato l'irresponsabilità di M5S, Lega e centrodestra, i presunti vincitori delle elezioni, le forze che ci hanno portato fin qui». «Ho trovato del tutto irrispettoso nei confronti di Mattarella da parte di Salvini e Di Maio incontrarsi mentre erano in corso le consultazioni e fissare una data per le elezioni», ha aggiunto.

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