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Berlusconi-Pascale, l’amore (finito) ai tempi del coronavirus

Forza Italia ufficializza la fine della relazione tra il Cav. e la show girl. Non sarà il «Decameron», ma la storia ci strappa un sorriso. Ed esorcizza la peste

di Francesco Prisco

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(ANSA)

Forza Italia ufficializza la fine della relazione tra il Cav. e la show girl. Non sarà il «Decameron», ma la storia ci strappa un sorriso. Ed esorcizza la peste


3' di lettura

Ogni peste ha il Decameron che si merita. L’Italia di inizio Terzo Millennio non è quella del Quattordicesimo secolo, la situazione quaggiù è sempre «grave ma non seria» (cit.) e allora, al posto della struggente novella di Lisabetta da Messina o della perseveranza devota di Nastagio degli Onesti, eccoti la fine dell’amore tra Silvio Berlusconi e Francesca Pascale. Mentre il Paese s’interroga sul male oscuro del coronavirus, gli esperti sfilano in televisione, si confrontano, dicono e si contraddicono, Forza Italia - già partito di maggioranza, crollato all’8,8% alle ultime Europee - si sposta dal politico al personale per provare a silenziare il gossip. E ufficializza la fine di un amore.

La nota di Forza Italia
«Dopo l’articolo di Diva e Donna - recita la nota ufficiale della segreteria del fu partito-azienda più importante della storia - si sono scatenati i soliti pettegolezzi intorno al Presidente Silvio Berlusconi e alla Signora Francesca Pascale. Appare quindi opportuno riconfermare che continua a sussistere un rapporto di affetto e di vera e profonda amicizia fra il Presidente Silvio Berlusconi e la Signora Francesca Pascale, ma che non vi è fra loro alcuna relazione sentimentale o di coppia. È quindi di ogni evidenza che tutte le illazioni che vengono prospettate al riguardo sono fuorvianti e del tutto inesistenti».

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In Svizzera con Marta (e Dudù)
Tutto parte, appunto, da una «paparazzata» di Diva e Donna, settimanale rosa di Cairo Editore che ritrae il Cav. con la deputata azzurra Marta Fascina, 30enne di Reggio Calabria, segretario della commissione Difesa della Camera. I due escono dal Grand Resort di Bad Ragaz, Canton San Gallo, e il periodico di gossip parafrasa malizioso Lucio Battisti: «In Svizzera con Marta: d0v’è Francesca?» Quest’ultima, poche ore più tardi, interviene direttamente e, parlando all’Adn Kronos, si dice «stupita, l’unica cosa che posso dire è che al mio presidente vorrò sempre bene infinito. Gli auguro tutta la felicità del mondo e spero che possa trovare una persona che si prenda cura di lui come ho fatto io». Un pensiero speciale, in questa circostanza così curiosa, va poi al fido Dudù, immortalato dal servizio fotografico: «Mi fa simpatia vedere un deputato della Repubblica portare a spasso il mio cagnolino».

La parabola di Francesca, figura «pasquale»
Il sentimento di Berlusconi a quanto pare continua a viaggiare verso Sud, ancora più a Sud rispetto alla Napoli della Pascale. E ci pare trascorso quasi un secolo dalla prima apparizione di Francesca, perché nel frattempo è cambiato tutto il mondo attorno. Correva l’anno 2011, il Silvio Nazionale sedeva ancora saldamente a Palazzo Chigi, ma fuori dal Palazzo teneva banco la vicenda del divorzio da Veronica Lario, tutta quella narrazione di «figure di vergini che si offrono al Drago», olgettine, cene galanti e utilizzatori finali per brevità chiamata bunga bunga. In un’itervista al Corriere della Sera il Cav annuncia di avere «una nuova relazione». Un anno più tardi, quando al governo c’è l’austero Monti, farà ufficialmente la propria apparizione Francesca, leader del club Silvio, figura «pasquale» - e lo suggerisce già il cognome - nel senso del «passaggio» dal Berlusconi fine impero a un nuovo «social responsabily Cav» che con la nuova compagna porta a spasso il barboncino Dudù, con Michela Brambilla allatta capretti e in Tv arringa il popolo della Terza Età.

Un po’ Sophia Loren, un po’ Tina Pica
La cifra moralizzatrice della figura di Francesca emergerà con forza nel 2013, quando dichiarerà: «Ad Arcore ho portato ordine io, prima di me pagavano i fagiolini 80 euro al chilo». Da show girl a matriarca partenopea, femme fatale e donna d’ordine, un po’ Sophia Loren, un po’ Tina Pica, tra «io questa nipote me la vorrei interrogare» e «non tutti i gatti randagi vanno in paradiso». Comunque la mettiate, un pezzo di vita di Silvio, uomo che quando era all’apice in molti hanno amato e altrettanti hanno amato odiare. Che, comunque la mettiate, un po’ ci manca perché ci ricorda i giorni in cui eravamo tutti più liberi. E in questi giorni difficili è come se con questa storia ci raccontasse una delle sue famose barzellette. Non sarà il Decameron, ma un sorriso ce lo strappa.

Per approfondire:
Berlusconi, cedola ricca anche nel 2019
L’accordo Berlusconi-Lario sul divorzio

Riproduzione riservata ©
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    Francesco PriscoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: economia della cultura e dell'entertainment, musica, libri, cinema, cultura, società

    Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria: Innovation

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