ordinanza del tribunale di sorveglianza

Berlusconi, sì alla «riabilitazione». Per i giudici processi in corso non negano buona condotta

di Nicola Barone e Andrea Gagliardi


Berlusconi: udienza sulla riabilitazione entro luglio

4' di lettura

Silvio Berlusconi ha ottenuto dal tribunale di sorveglianza di Milano la «riabilitazione». Una decisione subito esecutiva che di fatto cancella tutti gli effetti della condanna subita nell'ambito del processo sui diritti Mediaset nel 2013, sentenza che aveva fatto scattare l'incandidabilità imposta dalla legge Severino. Se in questo momento si dovesse andare alle urne, come informa il Corriere della Sera in edicola oggi -Berlusconi avrebbe il diritto di presentarsi alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica.

Pg: Opposizione? Valuteremo dopo lettura
La Procura generale di Milano ri riserva di leggere le motivazioni dell'ordinanza con cui è stata concessa a Silvio Berlusconi la riabilitazione prima di decidere se fare opposizione o meno contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza. Ci sono 15 giorni di tempo per l’opposizione. Lo ha spiegato il procuratore generale Roberto Alfonso ai cronisti, dicendo: «leggeremo e valuteremo».Il provvedimento è stato infatti depositato ieri pomeriggio, dopo l'udienza in camera di consiglio (senza la presenza delle parti) dei giudici della Sorveglianza. Come ha spiegato, però, il procuratore generale, oggi presente in ufficio in un Palazzo di Giustizia 'semideserto', l'ordinanza non è ancora stata trasmessa alla segreteria della Procura generale e, dunque, probabilmente arriverà lunedì.

Giudici: pendenze non negano buona condotta
L’udienza del Tribunale di sorveglianza sulla riabilitazione, che cade in una fase assai delicata per la formazione del governo Lega-M5s, era prevista a luglio. Ma è arrivata in anticipo. La richiesta di riabilitazione era stata presentata a marzo dai legali del premier. I magistrati dovevano verificato come condizione per la riabilitazione che il «condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta». Nell'ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso la riabilitazione all’ex premier (seguendo sul punto la linea prevalente dettata dalla Cassazione) i magistrati hanno siegato che i procedimenti in corso dopo una richiesta di rinvio a giudizio, come sono quelli in cui è imputato Silvio Berlusconi per il caso Ruby ter, ad esempio, non sono automaticamente “ostativi” e non necessariamente “significativi” di una condotta “non buona” dopo l'esecuzione della pena. Tesi accolta dai magistrati del tribunale di Sorveglianza

Berlusconi: udienza sulla riabilitazione entro luglio

La presentazione della richiesta
Il 12 marzo scorso, trascorsi tre anni (come prevede la legge) dal giorno, l'8 marzo del 2015, in cui il leader di FI finì di scontare la pena - affidato ai servizi sociali e con attività compiute tra gli anziani della Sacra famiglia di Cesano Boscone - i legali Niccolò Ghedini e Franco Coppi hanno depositato la richiesta. Un’istanza che, accolta, permette a Berlusconi di spazzare via dal suo certificato penale gli effetti di quella condanna a 4 anni (tre vennero coperti dall'indulto) per frode fiscale per la vicenda dei diritti tv Mediaset, confermata dalla Cassazione nel 2013.

Gli effetti della riabilitazione
La riabilitazione cancella, infatti, l’impossibilità a candidarsi alle elezioni per 6 anni, e dunque fino al novembre del 2019, derivata dall’applicazione delle legge Severino, contro cui Berlusconi ha presentato ricorso anche alla Corte dei diritti umani di Strasburgo. Per la riabilitazione i difensori hanno allegato i documenti necessari a dimostrare il percorso seguito dall'ex presidente del Consiglio, comprese le carte che attestano il risarcimento da 10 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate e il pagamento delle spese processuali.

Salvini: riabilitazione buona notizia per la democrazia
Ispirate al sollievo per la soluzione di una vicenda dolorosa per tutto il centrodestra, le parole di Matteo Salvini: «È una buona notizia per lui, e ne sono davvero felice, e soprattutto per la democrazia». Ma la”riabilitazione” del Cavaliere, anche se priva di effetti diretti (e immediati) nella laboriosa ricerca di un’intesa programmatica tra le due formazioni, la decisione dei giudici milanesi secondo molti osservatori potrebbero cambiare anche gli scenari. Quanto alla riabilitazione del Cavaliere «non cambia alcunché» nella trattativa per il governo fra M5S e Lega secondo il leader Cinquestelle Luigi di Maio, che ha aggiunto: «La trattativa sul contratto di governo va avanti, perché l'obiettivo è di portare i migliori risultati per i cittadini‎. Prendiamo atto di questa notizia ma la mia considerazione non cambia».

Rispetto al nuovo status del Cavaliere Giorgia Meloni parla di «un atto di giustizia che restituisce piena rappresentanza a milioni di elettori». Ma, naturalmente, sono soprattutto “azzurre” le voci maggiormente entusiastiche. «Un calvario durato cinque anni che non ha permesso al presidente Berlusconi di essere candidato come milioni di italiani gli chiedevano. Ora l'Italia potrà contare ancora di più su di noi».

A dire così è Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera. Criptico il commento di Beppe Grillo, che intercettato dai cronisti fuori dall'Hotel Forum a Roma ha detto. «Povero Berlusconi, è vittima di episodi di bullismo...». E per Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Berlusconi, «la riabilitazione del presidente Berlusconi rende giustizia (tardiva) ad un leader politico e a milioni di elettori che hanno creduto in lui». Mentre l’applicazione della Legge Severino, ancora di più retroattivamente al caso Berlusconi, è stata un vulnus per il paese e la sua democrazia». Maurizio Gasparri interpreta senza giri di parole «come un segnale il fatto che questa decisione arrivi proprio in queste ore. Berlusconi c'è. C'è sempre stato. E nella prospettiva sarà il riferimento essenziale per le affermazioni del centrodestra. Siamo in campo, con lui, con la lealtà e la coerenza di sempre». Laconico il commento del segretario reggente del Pd Maurizio Martina: «In generale le sentenze si rispettano, per quel che ci riguarda la battaglia, la sfida con Berlusconi è sempre stata sul terreno politico».


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