analisile tensioni tra partiti e negli schieramenti

Berlusconi si smarca, il Pd incalza Conte: al via il gran ballo per il Quirinale

Fi non vuole entrare (per ora) nel governo, bensì far parte della «maggioranza presidenziale». Ma prima delle comunali nessuna rottura con la Lega

di Emilia Patta

Prove di disgelo, appello Berlusconi a Conte: "Lavoriamo insieme"

Fi non vuole entrare (per ora) nel governo, bensì far parte della «maggioranza presidenziale». Ma prima delle comunali nessuna rottura con la Lega


4' di lettura

Per capire le fibrillazioni e le divisioni dei partiti in entrambi gli schieramenti politici - al netto delle contorsioni di un M5s in eterno “congresso” su identità, linea politica e leadeship - bisogna tener conto di tre snodi temporali che aspettano la politica nei prossimi mesi: le elezioni comunali di primavera, emergenza Covid permettendo, che interessano quasi tutte le grandi città a partire dalla Capitale; l’inizio del semestre bianco a luglio, ossia il periodo di fine mandato presidenziale durante il quale per dettato costituzionale non si possono sciogliere le Camere; e infine, ma primo degli snodi in ordine di importanza, l’elezione del successore di Sergio Mattarella al Quirinale nel febbraio del 2022.

Colpi e posizionamenti: è l’inizio del gran ballo per il Quirinale
In un certo senso sono dunque già iniziati i preparativi per il gran ballo del Quirinale, anche se agli occhi di chi è poco avvezzo alle dinamiche del Palazzo può apparire troppo presto. Come nota il costituzionalista e deputato democratico Stefano Ceccanti, «bisogna tenere a mente che l’Italia è una forma di governo parlamentare a correttivo presidenziale e siamo a poco più di un anno dall’elezione del Presidente. Tutto, ossia i conflitti tra i partiti e nei partiti e le dislocazioni di vari candidati, ruota già lì, intorno al Quirinale e non su eventuali nuovi governi o rimpasti».

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L’obiettivo di Berlusconi è entare nella «maggioranza presidenziale»
C’è dunque da credergli quando Silvio Berlusconi dice che con lo smarcamento della sua Forza Italia dagli alleati “sovranisti” Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con la proposta di collaborazione in Parlamento a partire dalla scrittura comune della legge di bilancio, non mira a entrare nel governo giallo-rosso. Piuttosto l’obiettivo a medio termine dello storico presidente azzurro è una sorta di patto del Nazareno bis: convergenza in Parlamento su alcune tematiche dirimenti per il futuro del Paese - dalle scelte per il Recovery plan alle riforme costituzionali e della legge elettorale - e appunto condivisione del nome del successore di Mattarella. Quella che insomma si profila non è una maggioranza politica nuova a sostegno del governo - almeno non in questa fase - bensì una possibile maggioranza presidenziale europeista dalla quale dovrebbero essere esclusi salviniani e meloniani. Mai come in questa fase, con oltre 200 miliardi in arrivo da Bruxelles a partire dalla seconda metà del 2021, è necessario l’ancoraggio in Europa. E l’elezione del presidente della Repubblica ne è il passaggio fondamentale.

E il Pd punta a un suo candidato con l’aiuto degli azzurri
È anche con questa prospettiva che nel Pd spingono per un allargamento di fatto della maggioranza a Forza Italia sia il capodelegazione al governo Dario Franceschini, non a caso uno dei possibili candidati al Quirinale, sia il segretario Nicola Zingaretti: con i voti azzurri è più facile che il successore di Mattarella sia scelto tra personalità democratiche o vicine al mondo dem, e dunque di provata fede europeista e anti-populista, piuttosto che tra gli outsider vicini al mondo grillino. Uno strumento per agganciare Forza Italia e sfilarla dall’abbraccio di Salvini potrà essere, nelle prossime settimane, la riforma della legge elettorale in senso proporzionale in modo da permettere agli azzurri di svincolarsi dall’obbligo coalizionale con Lega e Fratelli d’Italia.

Lo snodo della comunali di primavera...
Quel che è certo è che fino alla comunali di primavera (e qui siamo al primo snodo temporale) Forza Italia non potrà né rompere con gli alleati né sfilarsi troppo: il centrodestra corre insieme ovunque, come da tradizione ormai per le competizioni amministrative. Certo, la contrapposizione di queste ore è molto forte e colpisce al cuore gli interessi di Berlusconi: Salvini si è messo di traverso alla norma pro-Mediaset per la vincenda Vivendi presentata dal governo ed è perfino arrivato a lodare l’inchiesta della Procura di Catanzaro presieduta da Nicola Gratteri che ha portato all’arresto del presidente azzurro del Consiglio regionale della Calabria Domenico Tallini. Ma fino alle comunali assisteremo solo a piccoli smarcamenti in Parlamento da parte degli azzurri: la legge di bilancio, lo scostamento dal debito, qualche mozione di indirizzo al governo sulle priorità per il Recovery plan. Un inizio danze, appunto.

... e quello del semestre bianco
Solo dopo le comunali l’ingresso di Forza Italia nell’area della maggioranza giallo-rossa si potrà fare più esplicito. Ossia al riparo del semestre bianco (e qui siamo al secondo snodo temporale): il che può anche permettere qualche scossone all’equilibrio del governo senza più correre il rischio di scivolare verso le urne anticipate. E a quel punto nessuno potrà escludere un ingresso vero e proprio nell’esecutivo se ce ne saranno le condizioni e se questo servirà allo stesso premier Giuseppe Conte per blindare la sua permanenza a Palazzo Chigi e per dare maggior respiro alla sua maggioranza rendendo non più determinanti sia i numeri di Italia Viva in Senato sia il peso del “dissidenti” del M5s vicini ad Alessandro Di Battista. Solo allora il gran valzer del Quirinale potrà svolgersi direttamente nel salone di rappresentanza e non più dietro le quinte.

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