Sale in Zucca

Berlusconi, da sponsor di Draghi a suo principale concorrente per il Quirinale

Lo storico leader del centrodestra in passato è sempre stato il maggiore sostenitore di «Supermario»

di Giancarlo Mazzuca

Elezioni Quirinale sui social, "testa a testa" Draghi-Berlusconi

2' di lettura

Gli strani scherzi del destino. Pochi ci hanno fatto caso, ma proprio Berlusconi, che oggi, come candidato unico del centrodestra, potrebbe essere il principale concorrente di Draghi nella corsa per il Quirinale, in passato è sempre stato il maggiore sostenitore di «Supermario». Qualche esempio? Proprio il Cavaliere nel 2011 lanciò con successo in orbita l’allora governatore di Bankitalia verso la Banca centrale europea. Sempre Silvio, due anni dopo, scese di nuovo in campo a favore di Mario candidandolo proprio a capo dello Stato, ma l'uomo del «bazooka» monetario preferì restare all'ultimo piano del grattacielo di Francoforte per continuare a combattere sul fronte continentale nel momento decisivo del «whatever it takes». E ci fu, così, disco verde per la salita al Colle di Sergio Mattarella.

Nove anni fa, al di là dell'indisponibilità (allora) di Draghi, alcuni addetti ai lavori presero comunque le distanze dall'indicazione quirinalizia fatta da Berlusconi sostenendo che, in un momento di così grave emergenza economica, il banchiere sarebbe dovuto diventare piuttosto presidente del Consiglio, anche se la precedente esperienza di un governo tecnico guidato da un altro «Supermario», Mario Monti, non aveva ottenuto i risultati sperati.

Loading...

Corsi e ricorsi della storia, è la stessa obiezione (meglio che resti a Palazzo Chigi) che in tanti stanno ora avanzando all'ipotesi di un dirottamento del presidente del Consiglio al Quirinale. E tale obiezione viene sollevata, in particolare, dallo stesso Berlusconi, perché, oltre ad essere stato uno dei grandi sostenitori dell'esecutivo in carica, c'è, appunto, una ragione personale del Cavaliere. Resta il fatto che pure altre volte Silvio aveva puntato su Draghi: successe nel 2017, quando l'indicò come premier di un governo di larghe intese al posto di Gentiloni. Si erano, infatti, infittite le voci sulla fine imminente di quell'esecutivo, cosa che successe puntualmente l'anno successivo. «Supermario» preferì, però, restare alla Bce anche in quell'occasione.

Adesso sarebbe forse la volta buona con la disponibilità manifestata da Draghi a prendere il posto di Mattarella ma, stavolta, gli strani scherzi del destino, il suo trasferimento al Colle potrebbe essere bloccato proprio dal suo «sponsor» di sempre: Silvio Berlusconi. Come dire: le sorprese sono sempre dietro l'angolo. Il «toto-Quirinale» sarà, comunque, uno degli argomenti-clou delle prossime settimane in alternativa alle cronache pandemiche che hanno purtroppo monopolizzato il mondo dell'informazione. E tutti continueremo a chiederci: Quirinale, dove eravamo rimasti?


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti