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Berlusconi vince anche in Cassazione contro Veronica Lario sulla causa di divorzio

La Suprema Corte dà ragione al Cavaliere che si aggiudica così l'ultimo round della lunga partita giudiziaria. Già la Corte d'Appello di Milano aveva sancito lo stop al maxi assegno di mantenimento mensile da 1,4 milioni alla ex moglie, che ora deve restituire anche 45 milioni. Gli ermellini: la rinuncia alla carriera di attrice? Compensata dalle acquisizioni patrimoniali durante il patrimonio

di Cheo Condina


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2' di lettura

Silvio Berlusconi vince anche l’ultimo round, in Cassazione, contro Veronica Lario sul maxi assegno legato al loro divorzio. In particolare, secondo quanto risulta a Radiocor, oggi la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d'Appello di Milano emessa nel giudizio Berlusconi-Lario rigettando, integralmente il ricorso presentato dalla ex moglie. La Suprema Corte ha aderito alla difesa del Cavaliere, rappresentato dal Professor Pier Filippo Giuggioli, rilevando come Berlusconi avesse ampiamente assolto ai propri obblighi di assistenza economica in favore della ex moglie già in corso di matrimonio, costituendo in suo favore un patrimonio mobiliare ed immobiliare di eccezionale valore. Stessa cosa non poteva dirsi per Veronica Lario, ha osservato la Corte, la quale non ha contribuito in misura alcuna alla fortuna dell’ex marito. Per tali ragioni, la Cassazione ha ribadito anche che quanto ricevuto dalla Lario a titolo di assegno divorzile deve essere restituito.

Va ricordato che la Corte d'Appello di Milano, nel novembre del 2017, aveva azzerato l'assegno di mantenimento post divorzio della Lario (stabilito dal Tribunale di Monza nel 2013 in 1,4 milioni) e l'aveva obbligata a restituire al Cavaliere una somma attorno a 45 milioni di euro. Subito dopo la sentenza, che risale al 16 novembre scorso, il legale di Veronica Lario, Cristina Morelli, aveva definito «profondamente ingiusta» la decisione della Corte d'Appello, annunciando il ricorso in Cassazione, che tuttavia ha dato nuovamente ragione a Silvio Berlusconi.

Nella propria sentenza, la Corte di Cassazione evidenzia come «pur non essendo in discussione che la ricorrente (Veronica Lario, ndr) abbia assunto un ruolo prevalente se non esaustivo nella conduzione della vita familiare, in particolare esplicata nella funzione educativa oltre che di cura ed assistenza dei figli, e che questo sia stato il frutto della comune volontà dei coniugi di differenziazione dei ruoli, deve escludersi l'interferenza causale di ciò sulla condizione economico patrimoniale della ricorrente». Infatti, lo squilibrio tra le condizioni economiche della Lario e di Berlusconi «non discende dall'impostazione della vita coniugale e familiare, godendo il controricorrente (Berlusconi, ndr) di una condizione di enorme ricchezza personale acquisita ben prima del matrimonio con la ricorrente».

L’ordinanza della Cassazione

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Nelle cause precedenti Veronica Lario aveva anche contestato la rinuncia alla carriera di attrice per badare alla famiglia. Su questo punto la Cassazione afferma: «le varie acquisizioni economico patrimoniali pervenute alla ricorrente durante il matrimonio hanno compensato anche il sacrificio delle aspettative professionali della ricorrente». La Cassazione ha infine respinto qualsiasi contestazione anche sulla valutazione che aveva fatto la Corte d'Appello sul patrimonio, immobiliare e non, della Lario: «Un giudizio valutativo del tutto insindacabile perchè strettamente attinente al merito e frutto di accurata giustificazione argomentativa».

Silvio Berlusconi è stato assistito dal Professor Pier Filippo Giuggioli e dall'avvocato Valeria De Vellis.

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