mostra

Bermejo, il rosso maestro del Rinascimento spagnolo

di Nicol Degli Innocenti


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2' di lettura

Bartolomé de Cárdenas detto Bermejo o “il rosso”, probabilmente per il colore dei capelli, è uno dei grandi della pittura spagnola ma il suo nome non è molto noto al di fuori della penisola iberica. Una mostra alla National Gallery, che comprende opere che finora non avevano mai lasciato la Spagna, ha l'obiettivo di riscoprire e far conoscere meglio questo artista, attivo nella seconda metà del Quattrocento e definito un “maestro del Rinascimento spagnolo”.
Bermejo è interessante sia da un punto di vista puramente artistico, per l'abilità tecnica e per la creatività dei suoi quadri, sia da un punto di vista storico, in quanto rappresenta e rispecchia un periodo particolarmente intenso nella storia spagnola.

Originario di Cordova, a lungo città musulmana, Bermejo era un “converso”, il nome dato agli ebrei convertiti al Cristianesimo e ai loro discendenti. Chi non si convertiva veniva espulso.
Il suo status precario lo ha portato a condurre una vita itinerante, sempre sotto lo sguardo sospettoso delle autorità religiose. Nel 1486 sua moglie Gracia de Palaciano era stata convocata al tribunale dell'Inquisizione e accusata di “pratiche ebraiche”. Il timore della scomunica e della persecuzione era costante.
C'è tormento e sofferenza nei quadri religiosi di Bermejo, ma anche una minuziosa osservazione della natura, con rappresentazioni dettagliate di piante, fiori, insetti e rettili e una grande immaginazione nel creare e dipingere diavoli e mostri, un tema ricorrente.
Al centro della mostra – piccola ma ricchissima – c'è Il Trionfo di San Michele del 1468, unico quadro di Bermejo nella collezione della National Gallery, appena restaurato. Il santo sereno e sorridente, con un'armatura d'oro incrostata di gioielli e un mantello cremisi svolazzante, alza la spada sul mostruoso diavolo con la bocca dentata aperta come quella di un piranha. Il restauro fa scintillare ogni ricco dettaglio, dai fiori e foglie sullo sfondo all'immagine di Gerusalemme riflessa nell'armatura del santo. San Michele era il simbolo della Reconquista, la riconquista dei territori islamici di Spagna.
Il Trittico della Vergine di Monserrat del 1476 è un'immagine serena, con una delicata Madonna con il suo bambino e sullo sfondo un ricchissimo paesaggio ricco di dettagli architettonici e botanici. Il committente, ritratto in ginocchio ai piedi della Madonna con un libro aperto al Salve Regina, era Francesco della Chiesa, un mercante tessile piemontese che si era stabilito a Valencia. Il trittico dopo la morte di della Chiesa era stato spedito alla sua città natale di Acqui Terme ed è tuttora conservato nella Cattedrale di Nostra Signora Assunta.
Del tutto drammatica invece la Pietà Desplà, in prestito dalla Cattedrale di Barcellona. Maria prostrata dal dolore tiene in braccio il corpo di suo figlio morto, mentre sullo sfondo un cielo apocalittico non sembra lasciare alcuna speranza di resurrezione.
I quadri di Bermejo fondono una intensità emotiva tutta spagnola con un'ispirazione fiamminga e una straordinaria padronanza della pittura a olio. Secondo Letizia Treves, curator della mostra, non ci sono prove che Bermejo sia mai andato in Olanda, quindi probabilmente ha imparato a dipingere a olio studiando da vicino i quadri fiamminghi in Spagna.
Bartolomé Bermejo, Master of the Spanish Renaissance
Fino al 29 settembre
The National Gallery, Londra
www.nationalgallery.org.uk

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