evasione fiscale

Bermuda, hackerati i dati di migliaia di società offshore. Tremano gli evasori fiscali di tutto il mondo

di Angelo Mincuzzi

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3' di lettura

Tremano i vip e i super ricchi di mezzo mondo che hanno portato i loro soldi nelle isole Bermuda. Un nuovo scandalo di evasione fiscale internazionale sta infatti per venire alla luce e questa volta l'epicentro non è più Panama.

I computer della Appleby, uno dei maggiori studi legali nei paradisi fiscali con sede proprio nelle isole Bermuda sono stati hackerati e i dati su migliaia di società offshore e presunti evasori fiscali internazionali potrebbero presto finire sui giornali di tutto il mondo. Si tratta di un nuovo episodio simile a quello dei Panama Papers, degli Offshore Leaks, dei Swiss Leaks, dei Malta files e dei Bahamas Leaks. È stata la stessa società a rendere noto con un comunicato che «Appleby ha recentemente ricevuto richieste dal Consorzio internazionale giornalisti investigativi (Icij) e da una serie di media che sono partner di Icij. Queste indagini sono sorte da documenti che i giornalisti affermano di aver visto e implicano accuse contro la nostra attività e l'attività condotta da alcuni nostri clienti».

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La notizia è stata pubblicata oggi in prima pagina dal giornale britannico The Daily Telegraph, che titola «I super ricchi temono che i loro dati finanziari vengano svelati in seguito a un attacco hacker in Bermuda».

Appleby è uno dei maggiori fornitori al mondo di servizi legali, fiduciari e di amministrazioni offshore. Tra i suoi clienti figurano istituzioni finanziarie e società del l’Ftse 100 e della classifica Fortune 500 come Barclays, Blackstone, Credit Suisse, Hsbc, Novartis, Royal Dutch Shell, Royal Skandia, Softbank Corp. e Standard Chartered. Il gruppo ha uffici nelle principali giurisdizioni segrete delle Bermuda, Isole Vergini Britanniche, Isole Cayman, Guernsey, Isola di Man, Jersey, Mauritius e Seychelles, oltre a una presenza in quattro centri finanziari internazionali: Londra, Hong Kong, Shanghai e Zurigo. È stato classificato come uno dei più grandi fornitori di servizi legali offshore al mondo per numero di avvocati. Con circa 800 collaboratori, tra cui esperti legali e specialisti professionali, Appleby offre servizi sofisticati e specializzati, soprattutto nei settori corporate, delle risoluzione delle controversie e per la creazione di società offshore e di trust. La sede delle Bermuda conta oltre 200 dipendenti con 47 avvocati. Le Bermuda sono uno dei più importanti e paradisi fiscali, utilizzati da società e investitori privati soprattutto degli Stati Uniti e del mondo anglosassone.

Nel comunicato diffuso per avvisare i propri clienti del furto di dati, la law firm afferma di aver “analizzato accuratamente e vigorosamente le accuse e siamo certi che non ci sono prove di alcun errore, da parte di noi stessi o dei nostri clienti. Siamo delusi che i media potrebbero decidere di utilizzare informazioni che potrebbero provenire dal materiale ottenuto illegalmente e che ciò potrebbe portare ad esporre i persone innocenti alle violazioni della protezione dei dati”.

«Appleby – prosegue il comunicato - opera in giurisdizioni fortemente regolamentate e come tutte le organizzazioni professionali nelle nostre regioni siamo soggetti a frequenti controlli regolari e siamo impegnati a raggiungere gli elevati standard stabiliti dai nostri regolatori. Siamo uno studio legale offshore che consiglia ai clienti di legittimi e legittimi modi per condurre il loro business. Non tollereremo il comportamento illegale. Siamo impegnati a proteggere i dati dei nostri clienti e abbiamo esaminato i nostri sistemi di accesso alla sicurezza e alla sicurezza dei dati a seguito di un incidente di sicurezza dell'ultimo anno che ha coinvolto alcuni dei nostri dati compromessi». Il comunicato si chiude con un invito ai clienti di Appleby affinchè si mettano in contatto con la società e vengono forniti un numero di telefono e un indirizzo email.

A circa 18 mesi dalla pubblicazione dei Panama Papers - 11 milioni di files diffusi ai quattro venti - sono adesso le Bermuda, dunque, a finire nell'occhio del ciclone. Nel 2016 a essere violati furono i computer dello studio legale panamanese Mossack Fonseca e lo scandalo internazionale che ne seguì fu planetario. Da oggi si replica.

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