Condannato a 150 anni

Bernie Madoff chiede di uscire dal carcere per motivi di salute

Il finanziere che ha messo in piedi la più grande truffa finanziaria della storia avrebbe 18 mesi di vita e ha avanzato una richiesta di scarcerazione per motivi umanitari. Ha truffato migliaia di risparmiatori e causato perdite per oltre 13 miliardi di dollari

dal nostro corrispodente Riccardo Barlaam

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(AFP)

Il finanziere che ha messo in piedi la più grande truffa finanziaria della storia avrebbe 18 mesi di vita e ha avanzato una richiesta di scarcerazione per motivi umanitari. Ha truffato migliaia di risparmiatori e causato perdite per oltre 13 miliardi di dollari


4' di lettura

NEW YORK – Bernard Madoff, il finanziere che ha architettato il più grande schema Ponzi della storia, ha presentato mercoledì 5 febbraio al Tribunale distrettuale della circoscrizione sud di New York una richiesta di scarcerazione per motivi di salute.
Secondo i documenti Madoff, 81 anni, avrebbe meno di 18 mesi di vita per via di una grave patologia ai reni entrata nella sua fase finale e l'impossibilità di essere sottoposto a un trapianto per la sua età avanzata e le precarie condizioni di salute. L'ex finanziere newyorchese ha chiesto al giudice di essere rilasciato per motivi umanitari in modo da poter morire fuori dalle mura della prigione.

Nel 2009 Madoff ha ammesso di aver creato la più gigantesca truffa miliardaria realizzando una catena di Sant'Antonio con la quale ha truffato migliaia di persone negli Stati Uniti e in oltre 120 nazioni con perdite per oltre 13 miliardi di dollari. È stato riconosciuto colpevole di 11 reati e condannato a 150 anni di reclusione, dei quali 11 anni sono stati scontati finora.

«Madoff non contesta la gravità dei suoi crimini, né cerca di minimizzare la sofferenza delle sue vittime - ha scritto nella mozione il suo avvocato, Brandon Sample - Madoff chiede umilmente a questa corte un minimo di compassione».
In un'intervista telefonica con il Washington Post, Madoff ha espresso rimorso per la sua frode, che ha causato miliardi di perdite agli investitori di mezzo mondo, ma ha espresso il desiderio di poter riallacciare le relazioni con suo nipote prima della morte.

Almeno quattro persone vicine a Madoff si sono suicidate dopo lo scandalo, compreso suo figlio Mark che si è tolto la vita nel secondo anniversario dell'arresto del padre. L'altro figlio di Madoff, Andrew è morto di cancro nel 2014.

Molte vittime della sua frode continuano a pagare le conseguenze. È il caso di Gregg Felsen, un pensionato oggi 72enne che ha perso tutti i risparmi con Madoff e ora per vivere è costretto a lavorare facendo il fotografo ai matrimoni a Palm Springs, in California. Ha detto che non avrà mai la pensione e che Madoff non ha diritto a essere rilasciato. «Lui è un malato terminale, io mi sono rotto definitivamente, tutta la mia vita è andata a rotoli e non ho ricevuto nessuna restituzione di quanto perso. Ha rovinato tante persone che hanno cambiato le loro vite per sempre».

Secondo i documenti medici resi noti dal Bureau of Prisons Madoff avrebbe meno di 18 mesi di vita. Un medico in carcere nella Prigione Federale di Butner, in North Carolina, gli ha diagnosticato una malattia renale allo stadio finale, l'ipertensione, l'ipertiroidismo e una patologia cardiovascolare. Secondo il Bureau of Prisons le condizioni di salute del detenuto Madoff rientrano nei criteri previsti dalla normativa americana per il rilascio per motivi umanitari o compassionevoli. Ma a dicembre l'ufficio ha rigettato la richiesta. «Le sue condizioni sono considerate terminali con una aspettativa di vita di meno di 18 mesi>, ha scritto nella lettera di rifiuto della domanda Ken Hile, responsabile del Bureau. «Tuttavia, il signor Madoff è responsabile della perdita da parte degli investitori di oltre 13 miliardi di dollari. Alla luce della natura e delle circostanze dei suoi reati, il suo rilascio in questo momento potrebbe minimizzare la severità delle offese». Il Bureau of Prisons ha approvato solo il 6% delle 5.400 richieste di rilascio anticipato per motivi umanitari ricevute tra il 2013 e il 2017.

Ora Madoff ci riprova con il Tribunale di New York. Al Washington Post il finanziere ha detto che si è pentito per quanto ha fatto, e che la morte del figlio lo ha punito più di quanto non abbia fatto il carcere. Ha riconosciuto di essere responsabile dei crimini commessi e di aver creato danni a tante persone con le quali si scusa. «La mia attività è stata perfettamente legale per 36 anni, a un certo punto ho fatto un errore e non ho realizzato in quel momento che non sarei riuscito più a venirne fuori. Certo non era mia intenzione di creare tutti questi problemi a così tante persone. Non c'è stato un solo giorno da quando sono in carcere che non mi sono sentito in colpa per il dolore che ho causato alle vittime e alla mia famiglia», ha detto. «Sapete che ho perso entrambi i miei figli, mia moglie non sta bene. È una cosa orribile. Io ero così vicino alla famiglia. Ho commesso un terribile errore. Soffro e continuerò a soffrire anche se uscirò fuori. Ma l'unica speranza è quella di poter incontrare mio nipote e tentare di spiegare come si sono verificati i miei problemi».

Il finanziere ha detto al giornale che ha collaborato con gli inquirenti per recuperare più denaro possibile in modo da risarcire gli investitori truffati. Circa 14,3 miliardi sono stati recuperati, e almeno 12,9 miliardi sono stati distribuiti tra gli investitori, secondo lui.
«Io sono un malato terminale - ha concluso - non c'è una cura per la mia malattia e francamente credo di aver sofferto abbastanza».

Per approfondire:
Che cosa è lo “schema Ponzi”
Se il Madoff «de noantri» finisce in un romanzo
«General Electric ha nascosto 40 miliardi di perdite». Panic selling in Borsa

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